di Giovanni Macrì
Ieri, 31 luglio, il suggestivo Borgo Verga di Cattafi (Messina) si è trasformato in un autentico palcoscenico della memoria collettiva, ospitando una serata dedicata al Carnevale cattafese, simbolo di identità e tradizione.

Tra antichi mestieri, arte e cultura, sotto un incantevole cielo di centrini che ha impreziosito il borgo con eleganza e poesia, residenti e visitatori hanno vissuto un evento capace di riportare in vita usanze e racconti tramandati di generazione in generazione.
Protagonista indiscusso della serata è stato "U Scacciuni", storica maschera del Carnevale di Cattafi, affiancata dalla sua "dama", figure che rappresentano uno dei patrimoni più autentici della tradizione popolare locale.

Ad aprire l'incontro è stato Salvatore Cambria, consigliere dell'Associazione "A Maschira", che ha illustrato il significato storico e culturale della celebre maschera, ricordandone il valore identitario e il forte legame con la comunità cattafese.
A seguire sono intervenute: l'artista Anna La Rosa e la responsabile della libreria comunale di San Filippo del Mela, la dottoressa Anna Celi, cui hanno fatto seguito poeti e pittori che, attraverso le loro opere, hanno arricchito la manifestazione di emozioni, riflessioni e testimonianze artistiche. Un percorso fatto di parole, colori e ricordi che ha trovato ulteriore forza nelle fotografie d'epoca, preziosi documenti della vetustà e dell'evoluzione del Carnevale di Cattafi.

La serata è proseguita sulle note della musica popolare siciliana, che ha coinvolto il pubblico in un'atmosfera di festa, restituendo al borgo il fascino delle antiche piazze, dove tradizione e convivialità si incontrano.
L' evento si è concluso con un ricco buffet di dolci e bevande.

Il Borgo Verga si è così confermato un luogo magico, capace di custodire e valorizzare il patrimonio culturale del territorio. Un corollario perfetto per una manifestazione che non è stata soltanto un omaggio al Carnevale, ma un autentico viaggio nella storia e nell'anima di Cattafi.
Insomma, una serata da ricordare, che ha dimostrato come la cultura, quando nasce dal cuore di una comunità, riesca ancora oggi a emozionare, unire e tramandare alle nuove generazioni il valore delle proprie radici.
foto © 2026 Giovanni Macrì

