di Imma Pontecorvo
Nel cuore storico di Sorrento, lungo la storica via San Cesareo, si trova il Sedile Dominova, uno dei monumenti più preziosi e significativi dell’intera città.
Inserito tra botteghe e stradine animate, l’edificio sembra trattenere ancora i suoni e le vicende di un’epoca ormai lontana. La sua forma raffinata si integra con naturalezza nel tessuto urbano e invita chiunque lo osservi a fermarsi per coglierne linee, tonalità e decorazioni. Non si tratta soltanto di un’opera architettonica di grande pregio: è anche un luogo strettamente intrecciato con la storia civile e sociale di Sorrento.
Il Sedile Dominova venne realizzato nel XIV secolo, in seguito ad alcuni contrasti tra le famiglie nobili sorrentine che in
precedenza si riunivano nel Sedile di Porta. Una parte di esse decise allora di dar vita a una nuova sede, collocata nella zona occidentale della città: da quella “nuova casa” prese origine il nome Dominova, legato al latino Domus Nova. Per secoli, il monumento ospitò le riunioni dei nobili coinvolti nell’amministrazione della vita cittadina, dove si affrontavano questioni cruciali e si formulavano scelte destinate a incidere sul destino della comunità. Per questo motivo il Sedile finì per diventare sia emblema del potere locale sia punto di riferimento per l’intera società di Sorrento.
L’edificio offre uno spazio aperto su due lati, scandito da grandi arcate sostenute da colonne. Pareti e volta sono impreziosite da affreschi settecenteschi, che includono stemmi, motivi ornamentali e suggestive visuali di impostazione architettonica. A colpire lo sguardo è soprattutto la cupola rivestita di maioliche gialle e verdi, che riflettono la luce del sole e conferiscono al monumento un’identità inconfondibile. In esso, gli elementi medievali convivono con le decorazioni aggiunte nei secoli successivi, raccontando le diverse fasi attraversate dall’edificio senza spegnerne il carattere originario.

La vicenda del Sedile Dominova, tuttavia, non rimase circoscritta alla sola sfera nobiliare. Nel 1877 l’edificio fu infatti scelto come sede della Società Operaia di Mutuo Soccorso, un’associazione nata per garantire sostegno e assistenza a lavoratori e famiglie durante i periodi di difficoltà. Con questa scelta iniziò una nuova stagione: da spazio pensato per le famiglie aristocratiche divenne un punto di incontro più vicino ad artigiani, operai e all’intera popolazione. Tra gli iscritti figuravano anche lavoratori specializzati nell’intarsio del legno, coltivatori di arance e limoni e persone dedicate alle attività legate al mare. Proprio grazie a queste presenze, il Sedile si collegò ancora più profondamente alle tradizioni e alla quotidianità della città.

Oggi il Sedile Dominova è considerato l’unica testimonianza ancora esistente in Campania degli antichi sedili nobiliari. Oltre al suo straordinario valore storico e artistico, continua a essere un autentico luogo d’incontro e di partecipazione collettiva, mantenendo viva la funzione sociale acquisita con la nascita del sodalizio operaio nel XIX secolo. Nell’atrio, tavoli e sedie accolgono abitualmente cittadini e visitatori, che possono concedersi una pausa, conversare o dedicarsi alla lettura, immersi in un’atmosfera ricca di storia. Il Sedile Dominova racconta così l’identità di una città che, pur trasformandosi nel corso del tempo, non ha smarrito le proprie radici e continua a riconoscere nella storia, nell’arte e nelle tradizioni la propria anima più autentica.



