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di Giovanni Macrì

Sabato pomeriggio, 1 luglio, a Milici, frazione del comune di Rodì Milici, nel Messinese, in via San Papa Leone II, è stato inaugurato il bassorilievo dedicato a San Leone II, realizzato dal maestro Vito Costa, scultore e mastro pirotecnico barcellonese.

L'iniziativa, fortemente voluta dalla professoressa Maria Patanè, presidente dell'Associazione "Le Donne del Borgo", e condivisa dall'Associazione "FilicusArte", ha richiamato un pubblico numeroso e partecipe.

Dopo il saluto introduttivo della Patanè, è intervenuto il presidente di FilicusArte, Giuseppe Giunta. A seguire, lo storico ing. Andrea Zanghì ha minuziosamente illustrato la figura di San Leone II, 80° Papa della Chiesa cattolica dal 681 al 683, soffermandosi sul suo ruolo nella storia della Chiesa e sul profondo legame con il territorio.

Anche se di breve durata, il pontificato di San Leone II ha portato alla Chiesa numerosi cambiamenti, tra cui:

- Ha inserito nella celebrazione della Santa Messa lo "scambio del segno della pace" e l'aspersione del popolo con l'acqua benedetta, pratiche tuttora in uso.

- Ha stabilito definitivamente, per editto imperiale, la dipendenza della sede vescovile di Ravenna da quella di Roma, e nel 682 ha eretto la diocesi autonoma di Castro in Puglia.

- Ha confermato le decisioni del Concilio Ecumenico di Costantinopoli, condannando l'eresia del monotelismo (che sosteneva in Cristo una sola volontà).

San Leone II si distinse anche per un'intensa opera di carità verso i poveri e per il restauro di diverse chiese di Roma, tra cui Santa Bibiana e San Giorgio al Velabro

Un suggestivo spettacolo pirotecnico ha preceduto la benedizione del bassorilievo, impartita da padre Giuseppe Zanghì.

Al termine della cerimonia, la dottoressa Anna Miano, socia dell'Associazione "Le Donne del Borgo", ha dato lettura di una preghiera dedicata a San Leone II, composta da padre Gino La Placa.

L'iniziativa si è conclusa tra gli applausi dei presenti, confermandosi un momento di intensa partecipazione e condivisione. Un evento che ha saputo coniugare arte, storia, fede e tradizione, regalando alla comunità di Milici un nuovo simbolo di identità e devozione, destinato ad arricchire e valorizzare ulteriormente il patrimonio culturale e religioso del territorio. 

 

 

di Giovanni Macrì

Lo Stretto di Messina è da secoli l’arena naturale nella quale si consuma l’eterna sfida tra gli uomini del mare e il pesce spada, il grande “schermidore del mare”. Uno scontro antico, intriso di mistero, superstizione, rituali propiziatori e tradizioni tramandate oralmente, fino ai giorni nostri, che affonda le proprie radici nella classicità mediterranea evocata da Omero, Polibio e Strabone.

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