di Stefano Dentice

Un teatro può e deve diventare anche un luogo di accoglienza. È quello che succede a Vimercate (provincia di Monza e Brianza), con l’apertura del primo Teatro Civico.

L’Auditorium del Centro Scolastico Omnicomprensivo di via Adda si trasforma in uno spazio di incontro, cultura e spettacolo aperto a tutti, ideato con l’elogiabile intenzione di accogliere le nuove generazioni e l’intera cittadinanza.

La gestione è di ArteVOX Teatro, che per gli spettacoli di prosa e della rassegna Ogni favola è un gioco si occuperà dell’accessibilità anche per un pubblico di persone neurodivergenti.

Sabato 7 novembre l’inaugurazione della prosa con Poveri Cristi, spettacolo teatrale del noto regista Ascanio Celestini. 

 Il regista Ascanio Celestini (foto di Chiara Pasqualini - Musa)

Marta Galli, fondatrice e presidente di ArteVOX Teatro, nonché direttrice artistica del Teatro Civico di Vimercate, racconta la genesi e descrive la mission di questa lodevole operazione culturale e sociale.

Il nobile intento di concepire un teatro come luogo di accoglienza è sinonimo di inclusione, nel segno di un forte spirito di aggregazione. Quando e come nasce questa esigenza?

«Negli anni di lavoro nei teatri per le scuole, ci siamo rese conto che molti bambini venivano esclusi dall’esperienza culturale non perché fossero “sbagliati”, ma perché lo era l’esperienza proposta. Stavamo chiedendo a una parte significativa del pubblico di partecipare secondo modalità che non rispondevano ai loro bisogni e alle loro necessità di accesso. Se la cultura è un diritto di tutti, renderla accessibile è un dovere di chi opera in ambito culturale. Non sono le persone a dover cambiare o adattarsi, ma i contesti, gli spazi, le modalità di fruizione e i contenuti a dover essere ripensati. Parliamo di neurodivergenti, nello spettro autistico, con disabilità sensoriali, cognitive, motorie o multiple e complesse. Cambiare il design dell’esperienza culturale, mettendo al centro i bisogni dei pubblici, è una rivoluzione. Ma l’accessibilità non è una concessione: è un diritto».

La sala ha subìto un restyling per renderla più idonea agli spettacoli. ArteVOX Teatro, a tal proposito, ha realizzato una stanza di decompressione per persone neurodivergenti e nello spettro dell’autismo. Nello specifico, in cosa consiste questo spazio dedicato?

«La stanza di decompressione nasce dall’esperienza che ArteVOX Teatro porta avanti da anni nell’ambito del teatro accessibile, anche attraverso il progetto Supersensibile realizzato nella sala teatrale di Oreno. Il Teatro Civico di Vimercate sarà il primo del territorio a dedicare uno spazio alla decompressione sensoriale, rivolto a persone neurodivergenti, nello spettro autistico e a chiunque necessiti di un ambiente tranquillo e raccolto. La stanza permette di ritirarsi prima, durante o dopo lo spettacolo, quando gli stimoli sensoriali diventano eccessivi, senza dover rinunciare alla partecipazione culturale. La sua unicità risiede anche nella presenza delle opere dell’artista Rossana Maggi, che trasformano lo spazio in un luogo d’incontro con la bellezza, dove esplorare, osservare e creare relazioni con l’arte secondo i propri tempi e la propria sensibilità. Per ArteVOX, accessibilità significa trasformare gli ambienti, non chiedere alle persone di adattarsi, ma ampliare le possibilità di partecipare alla cultura, riconoscendo la pluralità dei modi di percepire, sentire e vivere l’esperienza artistica».

C’è la figura di un manager dell’accessibilità che accoglie le necessità di diverse persone. Esattamente, che ruolo svolge in questo progetto?

«La figura dell’accessibility manager traduce il principio dell’accessibilità in azioni concrete, accompagnando il pubblico prima, durante e dopo l’esperienza teatrale. Non si limita a informare sui servizi disponibili, ma ascolta i bisogni, individua le barriere e facilita una partecipazione autonoma e consapevole. Al Teatro Civico di Vimercate questo ruolo è svolto da Anna Maini, cofondatrice di ArteVOX, autrice e regista teatrale. È un punto di riferimento per il pubblico: orienta negli spazi, presenta gli strumenti disponibili, supporta l’utilizzo della stanza di decompressione e dialoga con il personale per garantire un’accoglienza attenta alle diverse esigenze. Questa competenza nasce anche dalla formazione internazionale di ArteVOX con realtà britanniche di riferimento come Bamboozle Theatre Company, Unicorn Theatre e Oily Cart. Ne deriva una visione dell’accessibilità come approccio trasversale, che coinvolge spazi, professionalità e relazioni. L’obiettivo non è decidere per le persone, ma offrire strumenti e condizioni affinchè ciascuna possa vivere il teatro in base alle proprie modalità, senza che l’accessibilità resti un servizio aggiuntivo, ma diventi parte integrante dell’esperienza culturale».

A inaugurare la stagione di prosa con Poveri Cristi sarà il noto attore teatrale, regista, scrittore e drammaturgo Ascanio Celestini. Attraverso la sua arte e il suo spettacolo, Celestini cercherà di sensibilizzare e smuovere le coscienze da un torpore intellettuale e culturale sempre più dilagante?

«La ricerca artistica di Ascanio Celestini è profondamente vicina ai valori di ArteVOX. Il suo teatro dà voce a chi resta ai margini della narrazione dominante, racconta fragilità, esclusione, ingiustizia, e ci invita a guardare la realtà da prospettive diverse. Solidarietà, accoglienza, attenzione agli ultimi, pace e antifascismo sono valori che attraversano il suo lavoro e la nostra identità culturale. Crediamo che il teatro debba aprire domande, stimolare il pensiero critico e creare occasioni di confronto, soprattutto in un tempo dove rischiamo di assuefarci alle disuguaglianze. Come direttrice artistica, nutro da sempre una grande stima per Ascanio Celestini e per la coerenza del suo percorso artistico e civile. Ho già programmato suoi lavori, come Fabbrica, in altri contesti culturali da me curati, e sono felice di accogliere “Poveri Cristi” al Teatro Civico di Vimercate. Aprire la stagione di prosa con questo spettacolo significa dichiarare la nostra idea di teatro, ovvero uno spazio capace di interrogare il presente, restituire dignità alle storie invisibili e ricordarci che la cultura non è un lusso, ma uno strumento fondamentale per costruire consapevolezza, empatia e comunità».

Che tipo di risposta culturale e sociale si aspetta da parte dei cittadini, delle scuole e delle varie associazioni?

«Ci auguriamo che il nuovo Teatro Civico venga accolto con entusiasmo, curiosità, gioia e che cittadini, scuole e associazioni lo sentano come un luogo proprio, da abitare e far crescere insieme. Stiamo investendo tutte le nostre energie per costruire un teatro vivo, aperto e inclusivo. È una sfida appassionante, ma anche complessa. Gestire una struttura di questa portata comporta un impegno economico e organizzativo significativo per una compagnia indipendente come ArteVOX. Il sostegno di Fondazione Cariplo, attraverso il bando Luoghi da rigenerare, è stato fondamentale per porre le basi di questo progetto, ma nei prossimi anni questo luogo deve diventare un punto di riferimento partecipato e condiviso da tutta la città per garantirne la sostenibilità. Ci auguriamo anche che il tessuto imprenditoriale, in questo territorio molto attivo e diffuso, possa sostenere il progetto e aumentare la sua ricaduta su tutta l’area».

Secondo lei, in definitiva, il teatro può rappresentare davvero una fonte di arricchimento per l’essere umano sotto tutti i punti di vista?

«Credo che il teatro non sia soltanto intrattenimento, ma uno strumento di conoscenza, emancipazione e trasformazione collettiva. Come ci insegna Gramsci con la riflessione sull’egemonia culturale, la cultura contribuisce a costruire il senso comune, ma può anche mettere in discussione stereotipi e disuguaglianze, aprendo nuovi immaginari. Una comunità culturalmente viva è più consapevole e capace di confrontarsi con la complessità. Il teatro genera pensiero critico, relazioni e dialogo, contribuendo al welfare culturale, un approccio che riconosce proprio alla partecipazione culturale un ruolo nel benessere delle persone e delle comunità. Per questo, per ArteVOX, l’accessibilità è una responsabilità, non un servizio aggiuntivo. Significa ripensare spazi, linguaggi e programmazioni affinché tutte le persone possano partecipare. Vorremmo che il Teatro Civico di Vimercate diventasse un presidio culturale capace di generare incontro, cittadinanza e senso di appartenenza. Perché promuovere una cultura accessibile significa difendere la possibilità di costruire una società più consapevole, solidale e democratica».

  Marta Galli, direttrice artistica del Teatro Civico, con il sindaco di Vimercate Francesco Cereda 

 

 

di Giovanni Macrì

Sabato 10 ottobre... una serata all’insegna della poesia, delle emozioni e della condivisione, immersa nella suggestiva atmosfera delle candele. È quella vissuta a Santa Lucia del Mela (ME) in occasione del “CANDLELIGHT POETICO”, presso la Chiesa Santa Maria dell’Arco, dove la parola poetica è stata protagonista di un intenso reading dedicato a uno dei sentimenti più universali e profondi: l’AMORE. L’amore in tutte le sue sfaccettature! L’amore raccontato attraverso le parole, i versi e le infinite forme con cui sa entrare nelle nostre vite: quello passionale e quello tenero, quello familiare, quello sognato, perduto o ritrovato… l’amore che fa sorridere e quello che fa soffrire, quello che lascia un segno e quello che, anche dopo molto tempo, continua a vivere dentro di noi.

 

INTRODUZIONE
 

Il Quinto Premio artistico letterario nazionale “Sul far della sera – Rime e versi di poesia” si conferma come un appuntamento di rilievo per autori e artisti provenienti da tutta Italia.

Promosso da Atlantide – Centro studi nazionale per le Arti e la Letteratura, dal gruppo Apri il cuore alla poesia, dal quotidiano online La VOCE agli italiani e dal gruppo letterario Giovanni Pascoli, con il patrocinio di diverse associazioni culturali, il concorso si propone di valorizzare le varie forme di espressione creativa: poesia, narrativai, arti visive, fotografia e giornalismo.

 

PARTECIPAZIONE E QUOTA D'ISCRIZIONE

La quota di partecipazione è fissata in € 15,00 e comprende obbligatoriamente l’invio di tre opere.

Le tre opere comprese nella quota base possono essere presentate:

  • in tre sezioni diverse;

  • oppure con un massimo di due opere nella stessa sezione e la terza in una sezione diversa.

Non è pertanto consentito presentare tutte e tre le opere comprese nella quota base nella medesima sezione.

È possibile partecipare con ulteriori opere, oltre alle tre previste dall’iscrizione, versando un contributo aggiuntivo di € 5,00 per ciascuna opera.

Per le opere aggiuntive l’autore potrà scegliere liberamente la sezione di partecipazione, salvo eventuali limiti espressamente indicati nelle singole sezioni.

La ricevuta del versamento dovrà essere inviata all’indirizzo e-mail:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il pagamento va effettuato sul Conto BancoPosta:

N. 001050304771

Intestato a: Atlantide – Centro studi nazionale per le Arti e la Letteratura

Codice IBAN: IT11T0760116200001050304771


SEZIONI

a) Poesia a tema in lingua italiana

“Sul far della sera”
La sera intesa come momento di riflessione e meditazione, con i suoi colori e la sua atmosfera misteriosa e intima.

b) Poesia in lingua italiana

c) Poesia religiosa

d) Poesia in vernacolo

L’opera dovrà essere accompagnata dalla relativa traduzione in lingua italiana.

e) Videopoesia

Durata massima 5 minuti, titoli compresi.
L’opera dovrà essere pubblicata su YouTube e dovrà essere inviato il relativo link.

f) Haiku

g) Libro di poesia

La sezione è riservata esclusivamente a libri di poesia in lingua italiana.
Non sono ammessi libri in vernacolo.

Il libro dovrà essere trasmesso esclusivamente in formato PDF.

h) Racconto breve

Lunghezza massima 10.000 battute, spazi inclusi.

i) Favola/Fiaba

l) Fotografia

È ammessa una sola opera, a colori o in bianco e nero, in formato JPG, accompagnata dal titolo.

m) Pittura

Sono ammesse tutte le tecniche: olio, acrilico, acquerello, grafite, matita, inchiostro, vinile ecc., su qualsiasi supporto: tela, carta, legno, plastica, ferro, pietra ecc.

La selezione avverrà sulla base di una fotografia dell’opera, da inviare via e-mail in formato JPG, corredata da titolo, tecnica utilizzata e dimensioni.

n) Articolo giornalistico

Sono ammessi articoli di cronaca, attualità, società, sport, cultura, storia e tradizioni, senza limiti di lunghezza.


COME PARTECIPARE

Art. 1 – Le opere dovranno essere inviate entro la mezzanotte del 09 novembre 2026 all’indirizzo e-mail:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Gli elaborati letterari dovranno essere trasmessi in formato Word.

Non saranno accettate iscrizioni pervenute oltre la data di scadenza.

Art. 2 – La domanda di partecipazione dovrà riportare i dati dell’autore: nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico ed e-mail, e dovrà essere corredata da una fotografia personale.

Art. 3 – Le opere finaliste saranno sottoposte alla valutazione di una Commissione giudicatrice competente, il cui giudizio è insindacabile.

Art. 4 – La proclamazione dei vincitori avverrà nel mese di dicembre 2026, nel gruppo Facebook Apri il cuore alla poesia.


PREMI E RICONOSCIMENTI

Ai vincitori di ciascuna sezione saranno assegnati i seguenti premi:

  • 1° Classificato: scultura artistica realizzata dal maestro Telemaco Tucci + diploma personalizzato;

  • 2° Classificato: scultura artistica realizzata dal maestro Telemaco Tucci + diploma personalizzato;

  • 3° Classificato: scultura artistica realizzata dal maestro Telemaco Tucci + diploma personalizzato.

La Commissione potrà inoltre assegnare ulteriori riconoscimenti alle opere ritenute particolarmente significative.

Il costo della spedizione dei premi e delle pergamene è a carico dei partecipanti.


NOTE FINALI

Il trattamento dei dati personali avverrà nel rispetto della normativa vigente.

La partecipazione al Premio comporta l’accettazione integrale del presente regolamento.

 

 

di Antonietta Malito

Il 19 maggio 1998, dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma scomparvero tre dipinti destinati a diventare il centro di una delle più clamorose indagini sul patrimonio artistico italiano. Erano L'Arlesiana e Il Giardiniere di Vincent van Gogh e Il Cabanon de Jourdan di Paul Cézanne.

 

RENDE (CS) – Inaugura venerdì 18 settembre 2026 alle ore 18:00, al Museo del Presente di Rende, la XIV edizione di “Geni Comuni”, la rassegna nazionale ideata e organizzata da Luigi Le Piane e curata da Luigi Le Piane e Mariateresa Buccieri.

Fino al 12 ottobre, la mostra riunirà 50 artisti selezionati da tutta Italia, proponendo un confronto tra pittura, scultura e fotografia attraverso linguaggi e sensibilità differenti. Tra gli artisti selezionati spicca il pittore di rilievo internazionale Roberto Mendicino, presente con “L’acqua”, un olio su tela di 80×80 cm, realizzato nel 2022.

 

“L’acqua”, il viaggio interiore di Roberto Mendicino

In quest’opera Mendicino rappresenta l’acqua non semplicemente come elemento naturale, ma come spazio dell’anima, luogo di attraversamento e di mistero.

Al centro della composizione compare una figura vestita di rosso, sola e immersa in un paesaggio quasi irreale. Il rosso della veste è una scelta precisa e ricorrente nella ricerca dell’artista: un colore che rappresenta la vita, la materia, il sacrificio e la memoria. Di fronte a questa presenza intensa, il paesaggio si costruisce attraverso una successione di blu, grigi e neri, creando un’atmosfera sospesa, quasi fuori dal tempo.

La figura sembra procedere nell’acqua, ma non è possibile comprendere verso quale direzione. È proprio questa incertezza a costituire uno degli elementi centrali dell’opera. Mendicino non vuole raccontare una storia in maniera esplicita, ma lasciare allo spettatore la possibilità di interrogarsi: chi è questa figura? Da dove viene? Dove sta andando?

Il paesaggio diventa così una sorta di deserto d’acqua, una dimensione metafisica nella quale la realtà perde i suoi riferimenti consueti. Le forme del terreno e dell’acqua si susseguono come onde, dune e montagne, fino a creare un mondo interiore più che un paesaggio reale.

Anche il volto della figura, in parte nascosto e indefinito, è volutamente enigmatico. Non interessa all’artista attribuire un’identità precisa al personaggio, perché quella figura può diventare ciascuno di noi: l’uomo davanti al proprio cammino, alle proprie paure, alle proprie solitudini e alla necessità di andare avanti.

L’acqua non è dunque soltanto ciò che circonda la figura, ma diventa la metafora di un viaggio interiore. Attraversarla significa confrontarsi con se stessi, con ciò che conosciamo e soprattutto con ciò che ancora non conosciamo.

La pittura di Mendicino nasce proprio dal desiderio di partire dalla realtà per superarla, trasformando il paesaggio in una visione, in uno spazio spirituale dove il silenzio diventa protagonista. Con “L’acqua”, l’artista racconta senza parole la solitudine dell’uomo e, insieme, la sua possibilità di attraversare il mistero della vita.

 

Le sezioni speciali di Geni Comuni 2026

L’edizione 2026 si arricchisce inoltre di due importanti sezioni speciali. “BUD SPENCER – Oltre l’icona” rende omaggio a Carlo Pedersoli, esplorandone la dimensione umana e atletica attraverso fotografie, cimeli di set e ricordi di famiglia. Sarà presente la figlia Cristiana Pedersoli, artista e autrice, che presenterà il libro “Bud, un gigante per papà”.

La seconda sezione, “Scalpellini Art Lab”, curata da Inside The Stone project, celebra l’antica arte della lavorazione della pietra di Altilia attraverso un laboratorio didattico ed esperienziale rivolto al pubblico e alle scuole.

L’inaugurazione si terrà venerdì 18 settembre alle ore 18:00 presso il Museo del Presente, in Via R. Kennedy a Rende, alla presenza dei curatori e del direttore del polo museale Roberto Sottile, delle autorità locali e di Cristiana Pedersoli. L’ingresso è libero e gratuito.  

 Nella foto di copertina: “L'acqua”, olio su tela, 80x80, 2022. Opera disponibile

 

 

La Calabria protagonista al Castello di Rorà con l’opera di Roberto Mendicino, selezionata per la settima edizione della rassegna “Rosso di terra”

 

RORARTE 2026

“ROSSO DI TERRA – Territorio, tradizione e identità rurale”

Al Castello di Rorà torna la settima edizione della rassegna d’arte contemporanea dedicata al territorio e alle molteplici interpretazioni del rosso.

 

Una Mostra d’Arte a cura di Monica Isabella Bonaventura e NAMELESS STUDIO con la cucina dello chef Callegaro

 

L'Arte non ha barriere, non si ferma davanti a nessun limite e trova sempre nuovi canali per esprimersi e stupire. Proprio per questo, Mestre sarà protagonista assoluta di una rassegna eccezionale, capace di uscire dai circuiti tradizionali per integrarsi con il tessuto urbano. L'evento supera così ogni rigido schema e incontra il quotidiano in un connubio perfetto che celebra delle contaminazioni tra stili, visioni e linguaggi differenti.

Il titolo stesso della mostra, "CON-FUSIONI", non deve trarre in inganno evocando il disordine, ma va letto nella sua accezione più profonda e generativa: l'atto sublime del fondere insieme, all'unisono, elementi apparentemente distanti. È l'armonia che nasce quando il colore incontra la parola poetica e quando il suono si intreccia al sapore, azzerando le distanze tra i singoli sensi per dare vita a una percezione totale e immersiva dell'esperienza estetica.

L'iniziativa prende vita da Monica Isabella Bonaventura insieme all'Associazione Culturale Nameless Studio, realtà che cercano nella creatività lo strumento ideale per tenere vive le tradizioni del Veneto. Questo percorso ha trovato una totale sinergia e collaborazione con i fondatori dello spazio VITTO - La Fucina del Gusto, situato in Calle del Sale 58 a Mestre-Venezia, professionisti di alto livello nel loro settore.

Questo innovativo concept unisce armonicamente la gastronomia d’eccellenza, una scuola di cucina e un piccolo ristorante aperto tutti i giorni con orario continuato. Tale servizio risponde perfettamente alle esigenze della vita moderna, garantendo un punto di riferimento fondamentale sia per chi desidera portare a casa cibo pronto e genuino, sia per chi lavora fino a tardi e non vuole rinunciare alla qualità. Sviluppato a partire dalla visione di professionisti stimati e guidato dall'esperienza dello chef Stefano Callegaro, celebre vincitore della quarta edizione di MasterChef Italia, il progetto mette al centro dei suoi obiettivi la valorizzazione e la conoscenza del territorio veneto e non solo, affiancata da una selezione di prelibati prodotti italiani.

In questa ottica, la tradizione culinaria non viene intesa semplicemente come sapore, ma come una forma di espressione dell'anima del luogo: un patrimonio vivo in cui il cibo si fa linguaggio e la cucina si trasforma in un atto etico di custodia della memoria, capace di nutrire lo spirito della comunità tanto quanto l'arte stessa. Nella gastronomia si possono infatti trovare eccellenze locali del nostro Paese rigorosamente selezionate, che spaziano dai salumi d'autore a liquori artigianali e distillati, fino a birre ricercate, vini e dolci della tradizione veneziana, sapientemente preparati a mano.

Questo appuntamento particolare e unico nel suo genere mette in risalto l'eccelsa preparazione dello chef Stefano Callegaro, che cura personalmente e con meticolosa attenzione ogni singolo dettaglio dell'evento. In questa costante ricerca della perfezione, lo chef opera in stretta sinergia con il suo responsabile degli eventi culturali, Riccardo Riato, e in una preziosa collaborazione con la stimata professionista Bonaventura, coordinando lo staff di Vitto - Fucina del Gusto che sarà attivamente impegnato per l'intera giornata dell'inaugurazione. Insieme, celebrano il valore di materie prime eccezionali, mostrando l'importanza profonda del "fare cucina" come atto di custodia e trasmissione delle tradizioni culinarie di una Regione e di una Città. Del resto, fare arte è qualcosa che nasce da dentro: un impulso vitale dove la passione autentica diventa il motore immobile capace di unire le persone, accendere i sensi e trasformare un semplice istante in un ricordo eterno.

La mostra d'arte si terrà dal 25 settembre al 2 ottobre 2026, e sarà ufficialmente inaugurata venerdì 25 settembre alle ore 17:00. Il prestigioso vernissage vedrà la partecipazione di illustri Ospiti d'Onore delle istituzioni locali: il Sindaco del Comune di Venezia Simone Venturini, affiancato dalla Consigliera del Comune di Venezia Deborah Onisto e dal Presidente della Municipalità di Mestre Carpenedo Gennaro Marotta. La struttura, che si propone anche come punto di incontro generazionale per avvicinare i giovani alla cultura, si appresta così a vivere, in un'ottica di condivisione e riqualificazione originale del quartiere, un appuntamento straordinario che unisce ingegno, terra e poesia.

L'esposizione è curata dalla Maestra d'Arte e curatrice di mostre nazionali e internazionali Monica Isabella Bonaventura, fondatrice e presidente del Gruppo Artistico Letterario "Futuristi Contemporanei", a cui appartengono gli autori che esporranno le loro opere durante l'evento. "CON-FUSIONI" offrirà un vero e proprio percorso sensitivo studiato per far conoscere le peculiarità della nostra terra. Ad arricchire l'esperienza ci saranno speciali assaggi di vino offerti da VITTO; la Sommelier AIS Veneto Elena Soccol darà vita a un itinerario guidato d'eccellenza, accompagnando il pubblico attraverso ricercate degustazioni capaci di esaltare le armonie tra i calici e i quadri esposti.

La curatrice collabora da tempo in stretta sinergia con il noto producer veneziano Nameless, professionista stimato in tutta Europa, in particolare in Germania e Francia, per la sua grande esperienza nella composizione di colonne sonore. In questa collaborazione di lungo corso, il producer non si limita a produrre musica per le mostre di Monica Isabella Bonaventura, ma le concede totalmente la propria visione artistica, donando una parte della propria anima sonora a ogni evento. Attraverso la sua associazione culturale Nameless Studio, di cui la stessa curatrice è membro, il producer sta portando avanti un importantissimo lavoro per promovere la coesione tra radici locali e poesia nella propria città. Questo sodalizio è già consolidato: sia Elena Soccol sia lo stesso Nameless hanno infatti già cooperato con successo in passato con Monica per la realizzazione di importanti progetti culturali.

In questo incontro straordinario, il cibo nutre il corpo mentre la bellezza cura lo spirito, dimostrando che la vera cultura non è altro che la capacità di assaporare l'anima invisibile del mondo.

Redattrice Monica Isabella Bonaventura 

 

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