di Omar Falvo
Esiste un anello di congiunzione fortemente marcato tra l’Abruzzo e la Calabria. Territori distanti, probabilmente un tempo collegati da un filo conduttore importante: riaffiorato dopo analisi storiche incrociate e minuziose. Una delle chiavi di lettura, per questa teoria, è rafforzata attraverso l’uso e la ricerca della toponomastica: con un approccio scientifico dei meandri nascosti di un determinato luogo. Esiste, infatti, nel cuore della valle del Savuto, in Calabria, il borgo di Marzi, e la popolazione dei marzesi, nell’attuale provincia di Cosenza. Il termine “Marzi” richiama fortemente a quello dei “Marsi”: lembi di territori dell’attuale entroterra abruzzese, o meglio -per identificarli con più tangibilità- della Marsica, colonizzati da questa fetta di popolazione, appunto quella dei “Marsi”, verosimilmente intorno all’anno mille a.C.