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C’è un teatro unico al mondo, un posto magico dove da oltre due secoli vanno in scena opere, balletti e concerti, un luogo di incontro, pieno di classe e storia, che non si stanca mai di attirare e affascinare il pubblico italiano e internazionale.

È il Real Teatro di San Carlo, a due passi da Piazza del Plebiscito, nel cuore di Napoli, inaugurato nel 1737 e ideato da Giovanni Antonio Medrano, architetto di corte della Napoli borbonica. La sua pianta a forma di ferro di cavallo, struttura tipica del teatro italiano, è stata la prima di una lunga serie e ha dato l’esempio a teatri sorti successivamente, come La Scala di Milano, La Fenice di Venezia e il teatro di corte della Reggia di Caserta. Appena si entra, non si può fare a meno di notare la prevalenza dell’oro e del rosso, colori che ben trasmettono tutta la magnificenza e il prestigio del posto. Volgendo lo sguardo in alto, si è catapultati in una maestosa raffigurazione su tela, di circa 500 metri quadrati realizzato da Antonio, Giovanni e Giuseppe Cammarano raffigurante Apollo che presenta a Minerva i più grandi poeti del mondo che ritrae alcuni tra i maggiori poeti di sempre, tra cui Dante e Beatrice, Omero e Virgilio, quasi a ricordare quel filo invisibile che attraversa la storia e lega l’arte in ogni sua forma.

 

Il San Carlo è il teatro dei record, non solo perché è uno tra i più antichi teatri lirici d’Europa e del mondo ad essere ancora attivo, ma anche perché al suo interno, nel 1812, è stata fondata la prima scuola di danza italiana, diventando culla del balletto classico in tutto il vecchio continente. Nonostante alcuni “inciampi”, come l’incendio scoppiato nel 1816, che portò a una ristrutturazione sotto la guida dell’architetto toscano Antonio Niccolini, e il ridimensionamento della capienza da quasi 3000 a poco meno di 1400 posti, il teatro San Carlo vanta forse il record più importante di tutti, quello di far parte dei monumenti proclamati Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Da Giacchino Rossini a Giuseppe Verdi, da Arthur Rubinstein a Niccolò Paganini, senza dimenticare Rudolf Nureyev e Carla Fracci, il San Carlo ha ospitato infinite personalità italiane e internazionali di massima rilevanza nel campo dell’Opera e della Danza, che hanno ammaliato spettatori sia comuni che famosi, come Stendhal, che commenta: “La prima impressione è di essere piovuti nel palazzo di un imperatore orientale. Gli occhi sono abbagliati, l’anima rapita.” Un luogo, insomma, che ha accolto, lanciato ed emozionato le grandi personalità artistiche degli ultimi secoli. Altro record è legato al coraggio di ripartire dopo gli anni bui della Seconda Guerra Mondiale. Il San Carlo, infatti, è stato il primo teatro italiano a riaprire dopo gli anni del conflitto più disastroso del Novecento. E siccome il successo vuole che più porte vengano lasciate aperte, anche meeting politici, culturali e di alta moda hanno trovato spazio e accoglienza nel teatro dei record. Dal 2011 è presente il Museo e Archivio Storico del San Carlo, nei locali dell’adiacente Palazzo Reale. Ideato come area espositiva dotata delle più moderne e accattivanti tecnologie, il “Memus” racchiude una galleria virtuale tridimensionale, una sala eventi, un bookshop e un centro che ripercorre la storia del teatro attraverso numerose testimonianze facendo rivivere tra memoria e innovazione le grandi vicende artistiche.

Le visite guidate, della durata di mezz’ora, si svolgono dal lunedì alla domenica. Per le scuole è obbligatoria la prenotazione. Il teatro è in via San Carlo 98, nel centro di Napoli.
Sedersi in una poltrona al San Carlo significa assistere ad un autentico spettacolo reale.

 

UNA SALA ALL'INTERNO DEL MEMUS

 

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Info Autore
Imma Pontecorvo
Author: Imma Pontecorvo
Biografia:
Imma Pontecorvo nasce a Vico Equense e vive a Piano di Sorrento, sulla Costiera Sorrentina. Consegue il diploma magistrale, seguito da quello tecnico commerciale, quindi la Laurea in Scienze dell’Educazione, indirizzo Educatore Professionale, presso l’Università Suor Orsola Benincasa, di Napoli. Accanto alla sua professione come docente non ha mai smesso di coltivare quella che è la sua più grande passione: la scrittura. Ama scrivere fin dai tempi dell’adolescenza e partecipando a concorsi letterari, sia a livello nazionale che internazionale, si è aggiudicata diversi premi e riconoscimenti. Vincitrice -nella sezione favola- al 4° Concorso Artistico Letterario Nazionale "Perdersi nell'amore" " promosso dall'Associazione "Atlantide" - Centro studi per le arti e la letteratura - Cosenza/Genova, 2020 con l'opera “Nico e il fantastico mondo del mare “, ha al suo attivo varie pubblicazioni che abbracciano diversi generi, dalle sillogi di poesie, ai romanzi rosa fino ai racconti di formazione per ragazzi. @immalibri
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