RUBRICA IL PUNGIGLIONE - C’è una frase, brutale ma efficace, che riassume perfettamente il clima di questi giorni: “Vi state facendo la cacca addosso per Vannacci”. Volgare? Sì. Ma il concetto arriva.
Perché intorno a Roberto Vannacci sta crescendo un coro sempre più compatto: politica, giornali, opinionisti, accuse di simpatie russe, allarmi democratici, fascismo, militari, procure.
Ora sono arrivati anche gli accertamenti della Procura militare sulla presenza di appartenenti alle Forze Armate nella struttura di Futuro Nazionale.
Tutto legittimo, naturalmente. Le procure facciano il loro lavoro.
Ma politicamente resta una domanda molto più semplice: perché Vannacci provoca tanto nervosismo?
Forse perché i numeri cominciano a parlare.
Futuro Nazionale, secondo l’ultimo sondaggio SWG riportato da Reuters, sarebbe arrivato al 7,5%, superando persino Forza Italia.
Ed è qui che il discorso del video centra il bersaglio.
Per decenni abbiamo visto partiti apparentemente nemici alternarsi al governo, insultarsi in televisione e poi ritrovarsi spesso sulle grandi scelte: Europa, politica internazionale, assetti istituzionali.
Poi arriva uno che rompe il tavolo e improvvisamente tutti sembrano ritrovare l’unità.
Contro di lui.
Vannacci potrà piacere oppure no. Potrà dire cose condivisibili o indigeste. Ma in una democrazia esiste ancora una regola elementare: decidono gli elettori.
Se gli italiani lo considereranno impresentabile, resterà ai margini.
Se invece milioni di persone decideranno di votarlo, la politica dovrà farsene una ragione.
È questo che sembra sfuggire a tanti.
Non si combatte un avversario politico trasformandolo ogni giorno nel mostro da abbattere. Lo si combatte nelle urne, con idee migliori e con risultati migliori.
E più qualcuno tenta di presentare Vannacci come il pericolo assoluto, più rischia di ottenere esattamente l’effetto contrario: rafforzarlo.
Forse è proprio questo che comincia a fare paura.

