C'erano una volta le biciclette, quelle che per andare avanti richiedevano almeno la fatica di pedalare.
Poi sono arrivate le e-bike, una bella invenzione: pratiche, economiche e preziose anche per chi vive in collina. Ma, come spesso accade, qualcuno ha pensato bene di trasformare un'opportunità in una furbata.
Ed ecco spuntare biciclette elettriche che sfrecciano come motorini, senza bisogno di muovere un pedale. Niente targa, niente assicurazione, ma tanta disinvoltura nel traffico. C'è chi sorpassa dove non dovrebbe, chi invade i marciapiedi e chi considera il Codice della strada un semplice suggerimento.
A Parma sono partiti i controlli sulle e-bike modificate illegalmente, con sanzioni che, nei casi più gravi, possono raggiungere cifre da capogiro: fino a 15.000 euro.
E fanno bene a controllare! Perché una bicicletta trasformata abusivamente in ciclomotore non è una trovata geniale, ma un pericolo per pedoni, automobilisti e per lo stesso conducente.
Il rischio, però, è che a pagare siano tutti. Per colpa di questi furbetti, infatti, si potrebbe arrivare a introdurre nuovi obblighi anche per le normali e-bike: targhe, assicurazioni e magari qualche altra spesa. Così, chi utilizza correttamente la propria bicicletta elettrica rischierebbe di ritrovarsi con nuovi costi e adempimenti, senza aver commesso alcuna infrazione. Il solito capolavoro all'italiana: pochi fanno i furbi e tutti gli altri rischiano di pagare il conto!
E qui casca l'asino. Anzi, il ciclista.
Perché in Italia il copione rischia di essere sempre lo stesso: qualcuno fa il furbo, qualcun altro paga il conto.
La soluzione? Controlli seri, sanzioni per chi trasgredisce e nessuna penalizzazione indiscriminata per i cittadini rispettosi delle regole.
La bicicletta elettrica dovrebbe aiutare a pedalare, non a prendere in giro la legge.
E a certi fenomeni della strada ricordiamo una cosa: se vogliono un motorino, se lo comprino. Con targa, assicurazione e tutto il resto. Perché la furbizia, quando mette in pericolo gli altri, smette di essere furbizia. Diventa irresponsabilità.

