di Giovanni Macrì
A Belmonte Mezzagno, nel cuore delle montagne palermitane, c’è un momento dell’anno in cui le strade si trasformano, i vicoli prendono vita e il tempo sembra rallentare fino a riportare tutti indietro di duemila anni. È il momento de “Il Sogno di Maria”, il presepe vivente ideato e diretto dal M° Rocco Chinnici, un’opera che negli ultimi anni è divenuta simbolo di rinascita culturale e identitaria per l’intera comunità.
Quello di quest’anno è un ritorno atteso da quasi vent’anni. Infatti, dopo diciannove anni di pausa, Belmonte Mezzagno ha potuto nuovamente immergersi in una tradizione che da sempre unisce fede, memoria e partecipazione collettiva. L’edizione 2018-2019 ha segnato un vero e proprio rilancio: non un semplice presepe, ma una produzione teatrale a cielo aperto, costruita con cura artigianale e con un coinvolgimento che ha toccato, direttamente o indirettamente, centinaia di cittadini. Negli anni è stato un presepe itinerante per diversi paesini italiani.
Dietro il progetto c’è l’instancabile dedizione di Rocco Chinnici, premiato in passato in ambito nazionale per la sua abilità nel creare presepi scenografici e capaci di emozionare. Con “Il Sogno di Maria”, Chinnici non ha solo riportato in vita una tradizione: l’ha trasformata in un’esperienza immersiva e contemporanea.
Il presepe vivente è un percorso che diventa racconto. Esso si snoda lungo un percorso di circa due chilometri, attraversando il centro storico del paese. Le vie diventano botteghe, mercati, officine; i balconi si riempiono di luci calde; i profumi di pane, fichi, agrumi e legna ardente accompagnano i visitatori lungo la strada.

Ogni scena è curata nei dettagli: gli artigiani che lavorano davvero, ricreando mestieri d’un tempo;
i personaggi in costume, che non si limitano a posare, ma interpretano e narrano; le musiche evocative, che guidano i passi come se fossero parte di una colonna sonora invisibile; la Grotta della Natività, punto culminante dell’intero itinerario, dove il silenzio avvolge il pubblico in un’atmosfera sospesa.
L'ambientazione è volutamente semplice, autentica, priva di artifici moderni: un ritorno alle radici del racconto evangelico, ma anche alla vita rurale siciliana, fatta di gesti antichi e comunità solidali.
Quella di Belmonte Mezzagno è una comunità che si unisce. Attorno al progetto si sono strette diciotto associazioni locali, volontari, parrocchie, scuole e famiglie. Oltre 300 partecipanti hanno dato vita ai personaggi della tradizione cristiana e alle figure popolari. Il presepe è diventato così un laboratorio di collaborazione civile e artistica, un rito collettivo che ha coinvolto generazioni diverse. L’entusiasmo della comunità ha contagiato anche i visitatori: nelle giornate di apertura si sono registrate centinaia di presenze, fino al completo esaurimento dei posti disponibili.
Riconoscimenti che parlano da soli...
“Il Sogno di Maria” non ha brillato soltanto a livello locale: ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti regionali, nazionali e internazionali, tra cui, nel 2019, il premio come “Miglior Presepe Vivente d’Europa”, assegnato dall’Associazione amici del Presepio delle Madonie e di Sicilia, costituente l’“Opera Internazionale Praesepium”.
Altri premi hanno sottolineato: l’impatto scenografico, la qualità dell’allestimento, la forza narrativa della rappresentazione, il valore culturale e identitario dell’intero progetto e la carriera artistica del M° Rocco Chinnici.
Al Maestro è stata inoltre conferita una menzione speciale alla carriera, a testimonianza del contributo offerto negli anni alla promozione delle tradizioni presepiali. E ancora, nel 2020 è stato ricevuto da Papa Francesco e in quell’occasione ha potuto consegnargli un DVD dell’intero progetto.

Il successo del presepe non deriva soltanto dal valore artistico, ma dalla sua capacità di raccontare una storia universale con il linguaggio di una comunità che crede nel proprio territorio. Il “Sogno di Maria” è una celebrazione della Natività, ma anche un atto d’amore verso Belmonte Mezzagno: un modo per illuminare le sue strade, rivitalizzare il centro storico, riscoprire mestieri e memorie che rischiavano di essere dimenticati. È un viaggio nel passato che parla al presente. È un sogno, quello di Maria, che diventa anche il sogno di un paese intero, un modello culturale da esportare.
Il successo dell’iniziativa ha riacceso i riflettori su Belmonte Mezzagno e ha mostrato come la valorizzazione delle tradizioni popolari possa trasformarsi in un’opportunità culturale e turistica. L’auspicio della comunità è che il presepe vivente possa tornare con cadenza regolare, diventando un appuntamento stabile all’interno del panorama degli eventi natalizi siciliani.
Per la cittadina palermitana, “Il Sogno di Maria” non rappresenta solo una rievocazione della Natività: è la dimostrazione concreta che un intero paese, quando decide di unirsi, può costruire un progetto capace di attirare pubblico, consensi e prestigio internazionale.
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