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di  Monica Vendrame

Ancora una volta l’Europa si sveglia con lo spettro di un possibile attacco russo.

Questa volta nel mirino, secondo quanto riportato dal quotidiano spagnolo El Mundo, ci sarebbero Italia, Francia e Spagna, con una possibile operazione condotta attraverso droni lanciati dal mare.

Una notizia pesante. Di quelle capaci di occupare titoli, alimentare paure e far salire ulteriormente la temperatura di un continente già attraversato da quattro anni di guerra.

C’è però un particolare tutt’altro che secondario: in Italia, quell’allarme non trova conferma.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto con parole molto chiare, spiegando che quanto pubblicato dal quotidiano spagnolo non risulta confermato e invitando a non aggiungere ulteriore «benzina sul fuoco».

E appena poche ore prima anche Antonio Tajani, pur richiamando il pericolo rappresentato dalle minacce ibride russe, aveva ribadito davanti al Consiglio di sicurezza dell’ONU un concetto altrettanto netto: «l’Italia non è in guerra con la Russia», sottolineando la necessità di evitare qualsiasi escalation.

Insomma, prudenza sì. Difesa e intelligence devono naturalmente considerare ogni scenario possibile. Ma tra considerare uno scenario e presentarlo all’opinione pubblica come una minaccia ormai dietro l’angolo passa una distanza enorme.

Ed è proprio qui che torna alla mente una delle espressioni utilizzate più volte dal generale Roberto Vannacci nel dibattito sulla Russia: non ci sono “colbacchi russi” alle nostre frontiere.

Una battuta, certamente. Ma dietro la battuta c’è una domanda seria: fino a che punto è corretto alimentare continuamente nell’opinione pubblica la percezione di una guerra imminente con Mosca quando, contemporaneamente, lo stesso ministro italiano della Difesa afferma che l’ultimo allarme non trova conferme?

C’è poi un’altra coincidenza che merita almeno una riflessione.

In questi Paesi il dibattito sul proseguimento della guerra, sulle spese militari e sulla ricerca di una soluzione diplomatica è diventato sempre più evidente.

Questo non significa, naturalmente, che esista una relazione dimostrata tra tale clima politico e l’allerta riportata da El Mundo. Non ci sono elementi verificati che permettano di affermarlo. Ma proprio per questo sarebbe utile conoscere fino in fondo la natura e la consistenza delle informazioni sulle quali si basa l’ennesimo scenario di possibile attacco.

Perché una democrazia ha il diritto di prepararsi ai rischi.

Ma i cittadini hanno anche il diritto di sapere quando si parla di un pericolo concreto, quando di un’ipotesi dell’intelligence e quando semplicemente di un’indiscrezione giornalistica.

In tempi già abbastanza nervosi, la differenza non è un dettaglio.

È sostanza.

 

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Info Autore
Monica Vendrame
Author: Monica Vendrame
Biografia:
Vive a Pegli, affacciata sul mare di Genova. Direttrice editoriale del quotidiano online La Voce agli Italiani, redattrice de "La Voce del Savuto", unisce rigore giornalistico e sensibilità umana, occupandosi di attualità, cultura e temi sociali. Vicepresidente dell’Associazione culturale Atlantide, promuove eventi e progetti dedicati all’arte e alla parola. Scrittrice e poetessa, sta lavorando al suo primo volume di liriche. Ama la fotografia, la lettura, l’arte in ogni forma e ha uno sguardo attento alle sfumature della vita.
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