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di Roberto Marsico

L’ulivo, è la pianta che più d’ogni altra dà domesticità al nostro orizzonte e rende riconoscibile il nostro paesaggio. È la radice della nostra tradizione e Riccardo Magarò lavora le radici dell’ulivo. Le opere che scopre e immagina osservando le radici diventano sculture misteriose e meravigliose.

La particolarità di questi oggetti è proprio nella partecipazione della natura all’opera dell’artista. Le scelte e le azioni di Riccardo Magarò sono sempre rispettose e mai intrusive. Non c’è mai la volontà di piegare la resistenza del legno contro le indicazioni che esso stesso dà. L’artista intuisce la vocazione della radice, l’inclinazione del ramo, l’indole del legno: accoglie ogni suggerimento e lo plasma con creatività e rispetto del legno e della natura nel suo complesso. Spesso questi lavori non sono accompagnati da didascalie né da indicazioni. Si limitano a suggerire fantasie, ad aprire riflessioni, senza chiuderle mai. Chi guarda è sempre coautore dell’opera e queste opere continueranno ad essere vive fintanto che ognuno troverà in esse significati diversi e mutevoli nel tempo.

 

 

Ora è l’artista che si  svela:

“Vivo in collina, passo molto del mio tempo nel laboratorio, situato in piena campagna. La mia attività di scultore non esisterebbe se lo scenario non fosse quello di una natura brillante nelle stagioni belle e intensissima in quelle in cui i giorni durano poco. Qui, lavorare il legno diventa naturale come avere cura delle mie piante e dei miei animali. Casa e laboratorio sono idealmente una cosa sola: uno spazio protetto contro un mondo che da lontano si avverte come rumoroso, uno spazio aperto agli amici e alle buone idee. Nel mio laboratorio stanno insieme pezzi di legno grezzi, altri semilavorati, altri che hanno assunto una forma definitiva. Per me è una specie di museo disorganizzato, nel quale le sculture si guardano tra di loro e danno il senso compiuto dell’interezza della mia opera. Ci lavoro ogni volta che posso e finchè sono stanco. I ritmi sono naturali, le interruzioni sono dettate da un amico che passa a guardare l’ultima scultura e a bere un bicchiere di vino. Qui i miei occhi hanno imparato a guardare le radici dell’ulivo, e le radici dell’ulivo hanno imparato a suggerirmi le forme più strane. Quando guardo le mie sculture vedo che hanno volumetrie strane, forme bizzarre, come strane e bizzarre sono talvolta le forme degli alberi che distrattamente osserviamo. Trovo le radici grezze degli ulivi nel mio territorio. Hanno forme e dimensioni diversissime, e quando sono molto grandi il trasporto diventa un’impresa. Ospito il legno nel mio laboratorio accatastato alla rinfusa, poi, dopo un po’ di tempo, qualcuno di questi ospiti si mette in una luce particolare, suggerisce una probabile forma, e finisce sul mio tavolo. Capita che in due ore avvenga la sua trasformazione pressoché definitiva, capita altre volte che rimanga lì, semilavorato, per un tempo anche lunghissimo: ma alla fine “ogni spirito arriva a domine”.

Per tutto il tempo del lavoro le mie mani diventano di legno, e il legno diventa vivo. Alla fine dell’opera l’oggetto guadagna una sua forma, diviene portatore di un’idea, evocatore di suggestioni. Ma la cosa più importante è che per sempre conterrà parte dello spirito di chi lo ha foggiato e l’artista continuerà la sua vita con un po’ di nostalgia”.

 

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Info Autore
ROBERTO MARSICO
Author: ROBERTO MARSICO
Biografia:
Roberto Marsico (Castiglione Cosentino, Cosenza): la mia passione per la fotografia nasce così, semplicemente. Il desiderio di scoprire, trovare, catturare e immortalare la bellezza di paesaggi, momenti… emozioni, mi ha dato la spinta e la carica a mettermi dietro un obiettivo e cercare di realizzare tutto questo, con passione e semplicità. L'hobby per la fotografia nasce quando ero bambino, con una fotocamera compatta. Affascinato oltre che dai paesaggi per il contatto e l’emozione meravigliosa con la natura, anche dal mondo femminile, che iniziai timidamente a fotografare. Amante del ritratto e della fotografia glamour. Sono molto critico con me stesso, e sono sempre alla ricerca di migliorarmi, non arriverò mai, e questo mi dà l’impulso per fare sempre meglio. Ho partecipato a numerosi workshop e shooting
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