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di Imma Pontecorvo

Ci sono strade che raccontano storie. Non con parole ma con le pietre dei loro palazzi, con i giardini che profumano d’agrumi e con lo sfarzo discreto delle architetture che si affacciano lungo il cammino.

Il Miglio d’Oro, che si snoda tra Ercolano, Portici, Torre del Greco e San Giorgio a Cremano, è una di queste. Un tratto di strada – l’antica via Regia delle Calabrie – che tra Settecento e Ottocento vide nascere una costellazione di ville nobiliari.
Si tratta di autentici capolavori risalenti al tardo barocco e del neoclassicismo, che ancora oggi raccontano la storia di un regno, di un tempo elegante e di un territorio dal fascino mediterraneo unico.
Passeggiare lungo questo tratto di costa vesuviana è un’esperienza che sa di viaggio nel tempo. Tra palme e pini marittimi, tra il profilo del Vesuvio alle spalle e il mare in lontananza, si entra in un paesaggio da sogno, dove l’arte, la natura e la memoria si fondono in un equilibrio straordinario.
Ed è proprio qui, lungo questo tratto di bellezza diffusa, che si scoprono gioielli come Villa Campolieto, Villa Favorita, Villa delle Ginestre e Villa Ruggiero.
A Ercolano, lungo il cuore del Miglio d’Oro, si staglia Villa Campolieto, una delle ville vesuviane più celebri e iconiche, una vera perla dell’architettura del Settecento. Impossibile non restarne affascinati già al primo sguardo.
La facciata elegante, il lungo loggiato, le curve armoniche e quella sensazione di equilibrio tra grandiosità e leggerezza che solo i grandi maestri sanno creare. E non a caso, tra gli autori della villa, vi fu Luigi Vanvitelli, uno dei più importanti architetti del suo tempo, coadiuvato da Mario Gioffredo e poi dal figlio Carlo.

VILLA CAMPOLIETO


Entrare a Villa Campolieto è come attraversare un sipario invisibile che separa la vita di tutti i giorni dalla raffinatezza di corte. I saloni affrescati, le volte decorate, le terrazze che si affacciano sul golfo, tutto parla di bellezza.
Dalla balconata si gode una vista che abbraccia il mare fino a Napoli, e alle spalle si erge imponente il Vesuvio, custode silenzioso di questo paesaggio nobile. Oggi, la villa è sede della Fondazione Ente Ville Vesuviane e ospita eventi culturali, mostre, concerti, diventando così non solo testimonianza del passato, ma anche luogo vivo e vitale della cultura contemporanea.
Poco distante, sempre a Ercolano, si incontra Villa Favorita, che già dal nome suggerisce un legame privilegiato con la nobiltà borbonica. E infatti, fu la residenza estiva del re Ferdinando IV di Borbone e della regina Maria Carolina, che la elessero a luogo prediletto per il riposo e le feste lontano dalla corte di Napoli.
Camminando tra i suoi giardini si immagina facilmente la vita aristocratica del tempo: dame con abiti di seta, carrozze ornate, musica che si diffonde tra gli agrumeti. La villa, costruita alla fine del XVIII secolo, ha uno stile sobrio ed elegante, con elementi neoclassici che si fondono armoniosamente con la vegetazione che la circonda.

VILLA FAVORITA


Oltrepassato l’ingresso, ci si trova in un ambiente ampio e luminoso, fatto di stanze finemente decorate, affreschi e stucchi che raccontano l’amore per l’arte e per la bellezza tipico del regno borbonico.
Ma forse ciò che più colpisce della Favorita è il suo parco, che si estende fino al mare e che anticamente era attraversato da un viale alberato che collegava la villa a un imbarcadero privato: un dettaglio che parla di un’epoca in cui si arrivava a corte anche via mare, cullati dalle onde.
Oggi la villa è oggetto di importanti progetti di restauro e valorizzazione, mirati non solo al recupero architettonico dell’edificio e dei suoi splendidi giardini, ma anche alla sua rinascita come spazio culturale aperto e condiviso.
Si sta lavorando per restituirle il ruolo che merita all’interno del patrimonio storico e artistico del territorio, affinché possa tornare a vivere non solo nella memoria, ma anche nel presente della comunità, come simbolo tangibile di un’eredità da riscoprire, custodire e rendere nuovamente accessibile a tutti.
Spostandosi verso Torre del Greco, il paesaggio si fa più intimo, e tra i filari di ginestre e le colline vesuviane sorge Villa delle Ginestre, un luogo che vibra di poesia e silenzio. Qui, tra queste mura, soggiornò a lungo Giacomo Leopardi, che vi trovò sollievo per la sua salute malferma e ispirazione per alcuni dei suoi versi più intensi, difatti proprio in questo luogo il sommo poeta scrisse la poesia “La Ginestra”.

VILLA DELLE GINESTRE


La villa, costruita nel Settecento, appartenne alla famiglia Ferrigni, e fu il poeta Antonio Ranieri, amico fraterno di Leopardi, a portarlo qui nel 1836. Ancora oggi, entrando nelle stanze luminose, si percepisce la presenza del poeta.

BUSTO DI GIACOMO LEOPARDI


Il tavolino dove scriveva, la finestra da cui osservava il Vesuvio e il mare, il piccolo giardino dove camminava immerso nei suoi pensieri. Villa delle Ginestre è uno di quei luoghi dove la storia diventa intimità, dove la memoria non è fatta solo di eventi, ma di emozioni.

STANZA DI GIACOMO LEOPARDI

Oggi è aperta al pubblico come casa museo, con visite guidate che permettono di scoprire i legami tra Leopardi, Napoli e il Sud, e di comprendere meglio la sua opera e la sua visione del mondo. Uscendo dalla villa, con il profumo delle ginestre ancora nell’aria, si ha la sensazione di aver camminato accanto a una delle voci più alte della letteratura italiana.


Infine, percorrendo ancora il Miglio d’Oro, ci si imbatte in Villa Ruggiero, situata a Torre del Greco. Costruita alla fine del XVIII secolo, questa villa rappresenta uno degli esempi più raffinati dell’architettura neoclassica della zona.
Ciò che colpisce immediatamente è il suo equilibrio formale, la sobrietà elegante dei suoi volumi e il dialogo continuo con la natura circostante. Il giardino all’italiana che la circonda, curato con geometrie precise e punteggiato da statue e fontane, accompagna il visitatore in un percorso che è allo stesso tempo contemplazione e scoperta.
Gli interni, pur meno sfarzosi rispetto ad altre ville, conservano un fascino autentico, legato alla storia borghese e colta della famiglia che vi abitava. Villa Ruggiero oggi è un centro culturale molto attivo.
Infatti, il luogo ospita mostre, convegni, iniziative educative, e rappresenta un esempio virtuoso di come il patrimonio architettonico possa diventare anche uno strumento di crescita e dialogo con il territorio.
Passeggiare lungo il miglio d’oro è un’esperienza che sa di viaggio nel tempo. Tra palme e pini marittimi, tra il profilo del Vesuvio alle spalle e il mare in lontananza, si entra in un paesaggio da sogno, dove l’arte, la natura e la memoria si fondono in un equilibrio straordinario.

 

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Info Autore
Imma Pontecorvo
Author: Imma Pontecorvo
Biografia:
Imma Pontecorvo vive a Piano di Sorrento, sulla Costiera Sorrentina. Consegue la Laurea in Scienze dell’Educazione presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Nel corso del tempo ha svolto il Corso di scrittura creativa e il Corso di Giornalismo e Web journalism. Accanto alla sua professione come docente non ha mai smesso di coltivare quella che è la sua più grande passione: la scrittura. Ama scrivere fin dai tempi dell’adolescenza e partecipando a concorsi letterari, sia a livello nazionale che internazionale, si è aggiudicata diversi premi e riconoscimenti. Tra i più recenti sono da annoverare il primo posto nella sezione favole al quarto Concorso Artistico Letterario Nazionale “Perdersi nell'amore” con la favola ecologica "Nico e il fantastico mondo del mare", 2022. Prima classificata al quarto Concorso Artistico Letterario Nazionale “La favola d’oro” con la favola educativa "Nico e i cibi della salute", 2023 e "Premio cultura 2024" al terzo Concorso artistico letterario nazionale “Autori italiani 2024”, con la poesia "L’azzurro". Ha al suo attivo svariate pubblicazioni che abbracciano diversi generi, dalle sillogi di poesie ai romanzi rosa, dalle favole ai racconti di formazione per ragazzi.
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