Pin It

 

Intervista a cura di Monica Isabella Bonaventura

Agrippino, grazie per aver accettato questa intervista.

Sei un artista che spazia tra l’astratto e il figurativo, ma anche un curatore e organizzatore di mostre d’arte internazionali. Da qualche tempo, inoltre, ricopri il ruolo di Direttore artistico dell’Associazione Itaca. È un piacere poterti ospitare sulle nostre pagine.

Agrippino Martello:
«Buongiorno a tutti, e grazie a te, Monica, per questo invito. È un onore poter condividere la mia esperienza.
Tutto è iniziato circa cinque anni fa, con un viaggio tanto sognato a Barcellona, città alla quale ho lasciato il cuore. Lì conobbi un’organizzatrice di mostre grazie a una mia cara amica e collega, che mi propose di partecipare a un’esposizione internazionale: quella fu la mia prima mostra all’estero, e un punto di svolta nel mio percorso artistico.»

Quali sono stati i passaggi chiave che ti hanno portato a ricoprire un ruolo di leadership nell’Associazione Itaca? Puoi raccontarci qualcosa di più su questa realtà?

«Grazie a quell’esperienza conobbi il presidente dell’associazione, Gorgonio Sanjuán. Ci incontrammo per la prima volta a Roma il 10 giugno 2021, e in quell’occasione mi nominò organizzatore di mostre internazionali Itaca.
Già l’anno precedente lo avevo aiutato nell’allestimento di un’esposizione, e, vedendo la mia energia e determinazione, ritenne che fossi la persona giusta per questo incarico.
L’Associazione Itaca è nata nel 2018 a Madrid per iniziativa dello stesso presidente. Il nome “Itaca” racchiude un significato simbolico: International Tour of Art and Culture, un viaggio continuo alla scoperta dell’arte contemporanea.»

Come riesci a conciliare il tuo ruolo di curatore e direttore artistico con la pittura, in cui esprimi aspetti così diversi del tuo carattere?

«Mi definirei un ritrattista astratto. Quando dipingo in astratto, attraversando momenti di confusione o di libertà interiore, trovo un modo per esprimere ciò che viene dall’anima. L’astratto per me è libertà pura.
Il figurativo, invece, rappresenta la parte più riflessiva del mio essere: attraverso i volti e i paesaggi cerco la luce e la serenità.
Per quanto riguarda l’equilibrio con il ruolo di direttore artistico, alterno periodi di organizzazione a momenti dedicati alla pittura. Attualmente sto curando una mostra a Oderzo (Treviso), inaugurata il 4 ottobre e visitabile fino al 31 gennaio 2026. Successivamente, in occasione del Carnevale, ne organizzerò un’altra presso la Scuola Grande di San Teodoro, a due passi dal Ponte di Rialto, a Venezia.
La pittura resta però la mia grande passione: realizzo opere su commissione tra una mostra e l’altra.»

Qual è stato finora il momento più emozionante della tua carriera da curatore?

«La mia carriera da curatore è ancora agli inizi, ma ogni mostra rappresenta un’emozione unica. Vedere artisti provenienti da tutto il mondo incontrarsi, condividere esperienze e linguaggi diversi è sempre un momento speciale.»

In che modo la tua formazione come Maestro d’Arte ha influenzato la tua attività di curatore?

«All’inizio non pensavo che il titolo di Maestro d’Arte potesse avere un peso reale.
Oggi, invece, grazie anche a te, Monica — che considero la mia “madrina d’arte” — ho compreso quanto questo riconoscimento rappresenti una tappa importante del mio percorso. Aver raggiunto il ruolo di Direttore artistico e curatore mi fa capire quanto quel diploma fosse già un segno del cammino che avrei intrapreso.»

Come descriveresti il processo creativo dietro le tue opere astratte rispetto a quelle figurative?

«L’astratto e il figurativo sono due linguaggi diversi: nel primo c’è la libertà, l’esplosione interiore, la possibilità di creare ciò che sentiamo e di permettere agli altri di vederlo a modo loro.
Nel figurativo, invece, catturo ciò che vedo e ciò che sento: nei ritratti e nei paesaggi cerco la luce, la pace e l’essenza delle persone.»

Quali sono le principali sfide del tuo ruolo di Direttore dell’Associazione Itaca nel promuovere l’arte contemporanea?

«Essere Direttore non è semplice. È molto diverso dall’essere solo organizzatore: bisogna dialogare con gli artisti, ascoltarli, sostenerli.
La cosa più importante è aiutarli a credere in sé stessi e nelle proprie capacità. Spesso l’artista si blocca davanti alla tela, ma poi arriva un momento in cui l’arte ti chiama — e da lì non ci si ferma più.»

Come traduci le tue emozioni nei tuoi dipinti, attraverso tecniche e scelte stilistiche?

«Ogni opera nasce da un’emozione forte: è come quando un bambino riceve la sua prima bicicletta.
Le tecniche che uso cambiano a seconda del momento che sto vivendo. Ci sono sempre nuovi metodi da sperimentare, e ogni creazione è per me una scoperta, un viaggio nel colore e nella materia.»

Quali sono le tendenze artistiche contemporanee che ti ispirano di più?

«Le mie ispirazioni sono molteplici, ma il mio primo amore è stato Van Gogh, e uno dei miei primi quadri raffigurava proprio i suoi girasoli.
Oggi cerco di catturare negli altri quello sguardo e quella luce interiore che lui sapeva rendere unici sulla tela.»

Quali sono i tuoi progetti futuri come artista e curatore?

«È difficile prevedere il futuro — se avessimo una sfera magica, sarebbe più semplice!
Posso però dire che continuerò a organizzare mostre internazionali in Italia e all’estero, a promuovere nuovi gemellaggi culturali e a far conoscere nuovi artisti attraverso l’Associazione Itaca.
Sono grato alle persone meravigliose che ho incontrato lungo questo viaggio, te compresa, Monica.
Da studente di un istituto d’arte a Direttore e curatore internazionale: posso dire di essere soddisfatto del cammino che l’arte mi ha donato.»

Monica Isabella Bonaventura:
Grazie, Agrippino, per il tempo e la passione che hai condiviso con noi.

Agrippino Martello:
«Grazie a te, Monica, e a tutti i lettori. È stato un vero piacere.»

 

Pin It
Info Autore
MONICA ISABELLA BONAVENTURA
Author: MONICA ISABELLA BONAVENTURA
Biografia:
Monica Isabella Bonaventura, nata in prov. di Venezia, Maestra d'Arte in Architettura e Arredamento, artista, interior design, insegnante d'arte, creatrice, critico d'arte, redattore di quotidiani d'arte, poetessa, scrittrice, giudice nazionale per l'arte e per la poesia e letteratura, curatrice e organizzatrice di mostre internazionali d'arte ed eventi, collaboratrice del critico d'arte Giorgio Gregorio Grasso, direttrice della Venice Art Gallery. Rappresenta l'Italia in varie mostre d'arte all'estero come unica artista conferendogli il titolo di Ambasciatrice d'arte nel mondo, fa parte di un gruppo internazionale come unica pittrice italiana e fa parte dell'Istituto per la Cultura in Romania. Ha esposto in vari Paesi del mondo e in Italia, vincendo molti premi per la cultura e per l'Arte. Ha esposto anche in varie Biennali importanti come la Biennale di Venezia, Ville Venete, Birmania e Grecia. Le sue opere diventano copertina di una nota rivista d'Arte e le sue poesie inserite nelle prime pagine della stessa rivista in Romania. Lavora alla Regione Veneto come tecnica per la consultazione delle foto aeree e cartografia del territorio. È stata Madrina al Primo Festival della Canzone Italiana in Polonia e ha rappresentato l'Italia come unica artista per l'arte contemporanea e ha esposto le sue opere. Fonda un gruppo libero Artistico - Letterario a Mestre: Futuristi Contemporanei.
I Miei Articoli


Notizie