Prima la festa: musica, colori, tarantella e peperoncini. Poi il buio, le attese e migliaia di persone in cammino
di Benedetta Chieffallo
A Germaneto, ieri, la Calabria Music Arena sembrava una gigantesca festa di paese. Solo molto più grande. Nell’area del Campus universitario “Salvatore Venuta” dell’Università Magna Graecia, decine di migliaia di persone hanno trovato musica, stand, cibo, gadget e magliette. Una festa cominciata molto prima che si accendessero le luci del palco.
Poi è arrivato Jovanotti e la folla è diventata un unico pubblico.
Lorenzo ha cantato, ballato e attraversato il suo repertorio con l’energia che da sempre caratterizza i suoi spettacoli. Alla Calabria ha dedicato un omaggio speciale: una tarantella, parole d’affetto per una terra che ha detto di amare da oltre quarant’anni e un mazzo di peperoncini sollevato davanti alla platea.
Non era la sua prima volta su un palco calabrese. La novità era la prima tappa del Jova Summer Party in Calabria. E il pubblico ha risposto trasformando l’arena in una grande comunità danzante.
Dentro, tutto sembrava funzionare. Poi le luci si sono spente.
Per gestire un afflusso così imponente erano stati predisposti parcheggi in diverse zone della città e un sistema di navette per collegarli alla Calabria Music Arena. Ma il ritorno si è trasformato in un’odissea.
Migliaia di persone si sono ritrovate fuori dall’arena senza indicazioni sufficientemente chiare sui punti di raccolta. Le navette, rispetto al numero degli spettatori, sono sembrate insufficienti e spesso arrivavano già piene.
La strada si è trasformata in un lungo serpentone umano. Ragazzi, famiglie e gruppi di amici hanno cominciato a camminare nella notte, stanchi dopo una giornata intera di musica. Qualcuno cercava il parcheggio, qualcuno chiedeva informazioni, altri aspettavano semplicemente il proprio turno.
La pazienza, con il passare delle ore, ha lasciato spazio alla rabbia. Secondo le testimonianze dei presenti, alcune persone sono rimaste ai bordi della strada fino alle quattro del mattino, in attesa di una navetta.
È il paradosso della notte di Germaneto: una festa riuscita dentro l’arena e un deflusso molto più complicato fuori.
Jovanotti ha celebrato la Calabria con i suoi simboli più immediati: la tarantella, il peperoncino, l’entusiasmo di una piazza. Ma un grande evento non finisce quando l’artista saluta il pubblico.
Finisce quando l’ultimo spettatore riesce a tornare a casa.
E ieri, a Germaneto, per molti quella parte della festa è durata fino all’alba.
Resta l’immagine di Lorenzo sul palco, il peperoncino in mano e una folla che balla.
«Penso positivo perché son vivo».
Dentro l’arena era facile farlo.
Qualche ora dopo, aspettando una navetta, molto meno.


