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La terra dei venti giorni: il controesodo calabrese tra asfalto deserto e ferite del cuore

 

di  Benedetta Chieffallo

Mentre l'A2 e la Statale 106 affrontano il bollino rosso, si consuma il rito degli addii tra genitori e figli. Un'economia impossibile che resiste oltre le incomprensioni esterne, solo per amore.

Le valigie stipate di conserve e quel nodo alla gola che, puntuale ogni fine agosto, torna a stringere il cuore. Le strade calabresi affrontano le giornate da bollino rosso. Anas stima milioni di veicoli in movimento sulla A2 “Del Mediterraneo” e sulla Statale 106 per il grande rientro. Dietro i numeri freddi della viabilità si nasconde però un rito antropologico che si ripete da generazioni: l'eco mai spenta dell'emigrazione verso il Nord.

Non è una semplice questione di traffico, ma di radici. Oggi quel flusso continua, mutato nei volti ma identico nel dolore. Ci sono genitori che rimangono sul marciapiede con gli occhi lucidi ad accompagnare i figli, impiegati a Milano o a Torino, mentre caricano l'auto. Le tre settimane d'agosto sono state un'illusione bellissima: le case piene, le tavolate infinite, le voci nei vicoli. Gli addii in lacrime alle partenze portano con sé lo stesso carico emotivo dei treni del sole degli anni '60.

È una dimensione che chi non è nato al Sud, e viene qui solo per consumare una vacanza, spesso fatica a comprendere. Agli occhi di un osservatore esterno, certi riti familiari possono sembrare esagerati, quasi teatrali. Le cene che non finiscono mai, le tarantelle in piazza, le casse di salsa infilate a forza nel bagagliaio vengono talvolta liquidate come folklore ridondante. Ma dietro quella che sembra un'iperbole si nasconde un disperato bisogno di colmare i vuoti.

Quelle tavolate e quei barattoli sono l'unica lingua che il cuore conosce per tentare di arginare i lunghi mesi di solitudine invernale. Un padre e una madre stringono il proprio figlio alla fine di agosto sapendo che, se tutto va bene, lo rivedranno solo per tre giorni a Natale.

È questo il paradosso di una terra bellissima e amara. Per venti giorni la regione vive un'esplosione di energia. Poi, d'improvviso, il controesodo svuota tutto. Dalla prossima settimana le strade torneranno a essere strisce di asfalto deserte. Le spiagge incontaminate rimarranno solitarie, i lidi smonteranno le strutture e le serrande dei ristoranti si abbasseranno dopo una stagione durata lo spazio di un sospiro.

Se guardassimo la Calabria con gli occhi freddi dell'economia, il verdetto sarebbe spietato. Lavorare a pieno regime solo tre settimane all'anno è una follia commerciale. Il gioco non vale la candela. Eppure, ogni estate i lidi riaprono e i borghi tornano a respirare.

Perché questa terra non risponde ai bilanci e ai profitti, e nemmeno alle interpretazioni superficiali di chi la attraversa distratto. Risponde ad una grammatica sentimentale che sfida la logica.

Quando l'ultimo motore si spegnerà in autostrada, la Calabria rimarrà immobile, bellissima e sola: una terra che non vive di economia, ma che sopravvive, ostinatamente, di puro amore.  

 

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Info Autore
BENEDETTA CHIEFFALLO
Author: BENEDETTA CHIEFFALLO
Biografia:
Benedetta Chieffallo, 27 anni, è una giovane autrice originaria della Calabria, dove nasce e sviluppa il suo primo interesse per la scrittura e la cultura. Dopo il trasferimento a Roma per motivi di studio, si laurea in Lettere e Culture Moderne alla Sapienza Università di Roma, città in cui prosegue tuttora il suo percorso accademico. Attualmente è specializzanda in Editoria e Scrittura presso lo stesso ateneo, dove sta completando la propria formazione e approfondendo le dinamiche del mondo editoriale e della comunicazione culturale. La passione per la scrittura si traduce nel tempo in esperienze di narrativa, giornalismo e scrittura creativa. Ha collaborato con diverse testate regionali realizzando articoli e recensioni e, nel 2019, un suo racconto è stato pubblicato nell’antologia L’antivirus, a cura di De Filippo, per Edizioni Erranti. Ha inoltre partecipato a concorsi di scrittura e cinematografia, ottenendo riconoscimenti e premi per i propri lavori. Accanto alla letteratura coltiva interessi che spaziano dalla musica al cinema fino agli spettacoli dal vivo, ambiti che segue con attenzione e sui quali scrive abitualmente. È proprio dall’incontro tra queste passioni e la scrittura che prende forma il suo percorso, oggi sempre più orientato verso il giornalismo culturale e il mondo dell’editoria.
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