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Una segnalazione, una normativa regionale e una tradizione cancellata. Le castagne restano crude, ma la polemica è già bella che arrostita

 

di  Monica Vendrame 

C'era una volta un gruppo di alpini che voleva arrostire le castagne per i bambini.

Niente di rivoluzionario: qualche padella sul fuoco, un po' di legna, il profumo delle caldarroste e tanti piccoli felici. Roba da far tremare i palazzi del potere.

E invece, a Torre Boldone, in provincia di Bergamo, la castagnata è saltata. Non per la pioggia, non per la mancanza di castagne e nemmeno perché gli alpini avessero deciso di appendere le padelle al chiodo.

Il problema è il fumo. Quello delle castagne, naturalmente.

La vicenda, raccontata il 31 ottobre da L'Eco di Bergamo, ha dell'incredibile. Gli alpini avevano organizzato le tradizionali castagnate per i bambini delle scuole primarie. Avevano acquistato 630 euro di castagne, preparato la legna e predisposto tutto il necessario.

Poi è arrivata una PEC, indirizzata alla scuola e trasmessa per conoscenza al Comune e alla Forestale. Una segnalazione ha richiamato le disposizioni regionali sui fuochi all'aperto e sull'impiego dei bancali.

Risultato: manifestazioni annullate, bambini senza caldarroste e alpini amareggiati. È saltato anche l'appuntamento previsto per l'8 novembre, il cui ricavato sarebbe stato destinato alla parrocchia.

 

Operazione riuscita: il pericolosissimo nemico dell'atmosfera, la castagna arrosto, è stato neutralizzato.

Ma da dove nasce questa solerzia ambientale?

Il riferimento europeo esiste davvero. La direttiva 2008/50/CE riguarda la qualità dell'aria e la Corte di giustizia dell'Unione europea, con la sentenza C-644/18 del 10 novembre 2020, ha condannato l'Italia per il superamento sistematico e continuato dei limiti di particolato PM10 in diverse zone del Paese.

Una questione seria, naturalmente. L'inquinamento atmosferico provoca danni alla salute e combatterlo è doveroso.

Ma tra il contrasto all'inquinamento e la cancellazione di una castagnata scolastica dovrebbe esserci uno spazio abbastanza grande da farci entrare almeno un po' di buon senso.

Per chiarezza, la sentenza europea non ordina di sequestrare le padelle agli alpini e non vieta di arrostire castagne. Sono le disposizioni regionali sulla combustione all'aperto a entrare concretamente in gioco.

E qui comincia il capolavoro.

Perché la Lombardia ha persino previsto, con una deliberazione del gennaio 2026, determinate deroghe ai divieti temporanei per falò rituali e ricorrenze popolari riconosciute dai Comuni. Non sappiamo se quella degli alpini potesse rientrarvi, ma sappiamo che il sistema normativo contempla eccezioni.

Possibile che per qualche quintale di castagne non si sia riusciti a trovare una soluzione? Un'attrezzatura diversa? Un combustibile consentito? Una modalità di cottura compatibile con le regole?

Macché. Meglio cancellare tutto.

Si dirà che le norme vanno rispettate. Certamente. Ma rispettare una norma non significa necessariamente rinunciare a cercare un'alternativa.

Gli alpini non stavano organizzando un inceneritore clandestino. Volevano offrire una castagnata ai bambini e raccogliere qualche soldo per la comunità.

Hanno affrontato montagne, neve e tempeste. Ma davanti a una PEC hanno dovuto arrendersi: il fuoco si spegne, le padelle si ripongono e una tradizione finisce nel cassetto delle pratiche burocratiche.

Chissà, magari la prossima volta servirà una valutazione d'impatto ambientale per accendere una candelina sulla torta di compleanno. E per soffiarci sopra, naturalmente, sarà opportuno verificare le emissioni di anidride carbonica.

Battute a parte, la vicenda pone una questione concreta: quando una regola ambientale incontra un'iniziativa popolare, l'unica risposta possibile deve essere sempre la rinuncia?

Perché tutelare l'ambiente è sacrosanto. Trasformare ogni piccolo fuoco in un caso burocratico, senza cercare soluzioni proporzionate, è tutt'altra faccenda.

A Torre Boldone le castagne non si arrostiscono, i bambini restano senza festa e gli alpini con la loro amarezza.

In compenso, una certezza rimane: le caldarroste non hanno prodotto fumo. La burocrazia, invece, ha fatto andare in fumo un'intera iniziativa.

 

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Info Autore
Monica Vendrame
Author: Monica Vendrame
Biografia:
Vive a Pegli, affacciata sul mare di Genova. Direttrice editoriale del quotidiano online La Voce agli Italiani, redattrice de "La Voce del Savuto", unisce rigore giornalistico e sensibilità umana, occupandosi di attualità, cultura e temi sociali. Vicepresidente dell’Associazione culturale Atlantide, promuove eventi e progetti dedicati all’arte e alla parola. Scrittrice e poetessa, sta lavorando al suo primo volume di liriche. Ama la fotografia, la lettura, l’arte in ogni forma e ha uno sguardo attento alle sfumature della vita.
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