di Marinella Artale
L’uomo ha sempre subito l’incantamento delle stelle, in quanto la loro visione suscita in chi le osserva sentimenti ed emozioni molto intensi.
Daniel Lumera, autore del libro “L’arte di far succedere le cose”, biologo naturalista, in questo suo testo cita il collegamento tra le stelle e i desideri, spiegando che il termine desiderio deriva dal latino: è formato dalla particella privativa “de” e da “sideris”, che significa “stella”, letteralmente: mancanza di stelle.
L’origine di questa parola ha radici profonde negli antichi aruspici (sacerdoti-indovini etruschi), che traevano le loro profezie dall’osservazione delle stelle e che, trovando il cielo coperto dalle nuvole, non erano in grado di compiere le loro funzioni divinatorie. Di conseguenza, non potendo vedere il firmamento, si accendeva in loro il desiderio di poter rivedere le stelle, condizione che continuava sino al loro nuovo apparire.
Il prof. Umberto Galimberti, durante le sue conferenze, spiega che il desiderio è legato alla parola mancanza. Egli cita il “De Bello Gallico” (opera di grande importanza culturale, etnografica e storica, divisa in sette libri più uno di Aulo Irzio, scritta tra il 58 e il 52 a.C.), di cui l’autore, Giulio Cesare, racconta che, alla fine della giornata di combattimento durante la guerra gallica, i soldati che non tornavano dalla battaglia venivano attesi dai desiderantes, ovvero le sentinelle collocate alle soglie dell’accampamento.

(La notte stellata, Vincent van Gogh, Museo Moma di New York)
I desiderantes avevano il compito di attendere questi soldati per dar loro immediato soccorso. Questi trascorrevano la notte sotto le stelle in attesa; spesso vi era un non ritorno. Legata alla mancanza delle stelle, la metafora è la mancanza dei soldati vittime in battaglia, unita al desiderio che tornassero feriti, ma vivi.
Tra i moltissimi che subirono la fascinazione delle stelle troviamo Vincent van Gogh. Egli fu un grande ammiratore del cielo stellato, e lo ricordiamo attraverso tre suoi capolavori.
Tra il 1888 e il 1889 dipinse “Esterno di caffè di notte”: si trovava ad Arles con il suo amico Gauguin e, in questo bar, consumavano assenzio in compagnia. L’opera è un notturno, ma è carica di luce, e le stelle sono in festa, partecipi della vita degli uomini.
La seconda opera di Vincent è “La notte stellata”, dipinta nel 1889, nel mese di giugno, in Provenza, a Saint-Rémy. Questo dipinto risale al suo ricovero volontario in manicomio ed è la rappresentazione di ciò che l’artista vedeva dalla finestra dell’ospedale psichiatrico. Le stelle rappresentano la speranza e la consapevolezza del suo stato emotivo turbato e inquieto.
— Se certe tele potessero parlare! —
L’opera, dal potente impatto spirituale, sottolinea la profonda connessione dell’artista con gli elementi naturali.
Questi suoi colori vibrano di un tale coinvolgimento che solo allo spettatore è conferita l’ultima parola: un cielo in cui le stelle sembrano danzare.
La terza opera che vi sottopongo è “Notte stellata sul Rodano”, dipinta nel 1888, nel mese di settembre. Lo scenario è impreziosito dai riflessi delle luci del lungofiume e dalle stelle sull’acqua; l’atmosfera è rilassata e realistica. La presenza delle persone è un chiaro desiderio di rapporto con esse, e il clima sereno dell’opera riflette l’animo più acquietato di Vincent. Van Gogh affermava che guardare le stelle lo facesse sognare… come dargli torto!
Altra figura di notevole rilevanza che osservò le stelle, subendo la loro fascinazione, fu Galileo Galilei (fisico, astronomo, filosofo, matematico e scrittore), che notò come le cose del mondo e dell’universo siano unite da legami invisibili, affermando:
— Non si può cogliere un fiore senza turbare una stella.

(Notte stellata sul Rodano, Vincent van Gogh, Musée d’Orsay di Parigi)
Foto di copertina / (Esterno di caffè di notte, Vincent van Gogh, Museo Kroller-Muller a Otterlo, Paesi Bassi)
Info Autore
Author: MARINELLA ARTALE
Biografia:
Artista nata a Casale Monferrato (AL) il 05 Aprile 1974.
Da giovanissima ha sempre avuto la passione per l'arte, la gioielleria ed i minerali. Ha frequentato l' istituto d' arte orafa e disegno del gioiello: Benvenuto Cellini di Valenza (AL) Italia. Ha conseguito: diploma di Maestro d'Arte, diploma di Maturità Artistica, e Diploma GIA (analisi e stima delle gemme e dei minerali) curato dal gemmologo Orsini Luciano. Lavorativamente ha sempre spaziato dalla progettazione di gioielli alla pittura. Fondamentale la presenza nella sua vita dei dirigenti Dario Bina e Piero Dallera.
Realizza opere su commissione: ritratti, astratti, figurativi, surreali, illustrazioni ecc. Ha collaborato con stilisti, creando per le loro collezioni-moda, bijoux appropriati agli abiti prét à portér ed haut-couture. Parallelamente alla gestione di una caffetteria nel centro storico della sua città natìa (vicino alla sinagoga), ha sempre coltivato la sua passione artistica, al punto di dare avvio ad un percorso sempre più mirato alle collettive d’arte presenti nelle più importanti città italiane affinché attraverso l'arte si possa diffondere cultura e messaggi fondamentali per l'esistenza umana.
L’ artista ha esposto le sue opere in Italia ed all’estero, si esprime attraverso un’arte anagogica, ovvero che sotto figurazioni allegoriche, estrinseca valori e verità trascendenti. Anche nello scrivere, per rispetto dell’altrui pensiero, spesso fa uso di metafore. Ella possiede uno spirito eclettico, le sue opere rappresentano visioni realistiche e di fantasia, in quanto l’essenza della sua arte è guidata da influssi di pensiero ad elevato contenuto spirituale.
Sensibile alle tematiche sociali, riguardanti l’affermazione ed il rispetto della donna e dei bambini. Per lei, fondamentale è il concetto secondo cui ogni singolo individuo si debba impegnare, in base alle proprie possibilità (katà mètron ossia secondo misura, come usavano affermare gli antichi greci), nell’affrontare con rispetto e devozione ambiente e natura.
Il suo pensiero d’artista, evidenzia come sia fondamentale non smettere mai di studiare ed approfondire argomenti, poiché permettono una migliore crescita individuale e di conseguenza, l’evolversi individuale ed espressivo sulla tela. Una linea che lascia intendere ed immaginare un particolare anatomico, talvolta, pur non essendoci una mirata tecnica fotografica, dà la possibilità a chi osserva l’opera di poterla interpretare soggettivamente, quasi come voler consegnare un’idea visiva per poterla nuovamente interpretare. Secondo lei, il concetto d'insieme visivo ed immediato, crea una sublime assonanza tra l’opera d’arte e chi ne scruta la sua essenza.
Appassionata di quella fisica quantistica che parallelamente sposa il misticismo, in particolare la teoria del “tutto è UNO” del fisico quantistico Vittorio Marchi, visceralmente stimato dall’Artale. Il suo pensiero d’artista, evidenzia come sia fondamentale non smettere mai di studiare ed approfondire gli argomenti, poiché la conoscenza permette una migliore crescita individuale e di conseguenza, l’evolversi dell’anima e del pensiero che viene espresso sulla tela. Appassionata di: semiotica, semiologia, teosofia, antroposofia e psicosintesi. Ella considera il concetto d’insieme visivo ed immediato, creando una sublime assonanza tra l’opera d’arte e chi ne scruta la sua essenza. L’artista non è mai solo con se stesso, in quanto il messaggio artistico è condivisione oltre che tentativo di coinvolgere lo spettatore nel vedere al di là del velo, come invitava il teologo greco antico Gregorio di Nissa: “vedere nel non vedere”.
ESPOSIZIONI ARTISTICHE DELL’ARTISTA MARINELLA ARTALE
- giugno 2016 ''eroi e paesaggi del mio paese'', nella città di Bray (Dublino, Irlanda), curata dal professor artista Tony Clarke.
- ottobre 2016 ''tela d'oro'', a Rieti, Lazio, Italy. Curatore: Carlucci Guido.
- dicembre 2016 ''collettiva libera'', a Siracusa, Italy. Direttore artistico: Guccione Roberto. Ho ricevuto il '' premio d'autore '' grazie all'opera dedicata e donata dei giudici Falcone e Borsellino.
- aprile 2017 ''collettiva libera'', a Padova, MAC Mediolanum Art Gallery. Curatore: Grasso Giorgio e presidente di giuria Sgarbi Vittorio.
- agosto 2017 ''collettiva libera'', al castello borbonico di Cefalà Diana, Palermo, Italy. Ho ricevuto il premio con riconoscimento internazionale in quanto pittrice che porta il messaggio d' arte nel mondo. Curatore: Guccione Roberto.
- luglio 2018 ''collettiva libera'', al Mecenate Tea Longue di Treviso. Curatrice: dott.ssa e critico d'arte Frezza Ombretta.
- dicembre 2018 EXPO PIACENZA ITALY, mostra "Visioni metropolitane" curata da Giorgio Grasso, presentazione della mia opera "New York".
- febbraio 2019 Palazzo Zenobio a Venezia, curata da Giorgio Grasso.
- agosto 2019 mostra "Il volto nell'arte" Focus-Group-Art, Art Gallery Numen al Colosseo Roma, curata dall'artista Isabella Bianchini.
- settembre 2019 a Roma, mostra internazionale "Artist in the world". Curatore: Ribezzi Angelo.
- ottobre 2019 Biennale di Milano, curatore: Nugnes Salvo e critico: Sgarbi Vittorio.
-ottobre 2019 expo al castello Aragonese di Comiso (RG), curatore: Guccione Roberto e critico: Baffoni Andrea.
- gennaio e febbraio 2020 collettiva "Dipingi la tua canzone" Sala Lepanto di Marino (Roma), curatore: Isabella Bianchini e la dott.ssa Marina Funghi, direttore del museo "Mastroianni".
- dal 29 febbraio al 15 maggio 2020 "L'ampolla di Ebe" mostra itinerante (Treviso, Spoleto, Norcia, Valnerina e Canton Cina), curatore: Alberto D'Atanasio e manager: dott.ssa Emanuela Deola.
- settembre 2020 Artisti 2020 Mondadori, presentazione del catalogo degli artisti dell'anno 2020, Palazzo Ximènes Panciatichi, Borgo Pinti (Firenze). Editori: Pietro e Sandro Serradifalco, critico d'arte: Vittorio Sgarbi.
-dal 10 luglio 2021 per la durata di sei mesi, collettiva "La Divina Commedia in occasione del settecentenario di Dante Alighieri", mostra itinerante con partenza dal castello di Rocca Brivio Sforza di Milano, Caravaggio, Venezia, Parma al castello di Sissa, Roma, Giulianova, Lucca, Ravenna, Forlì, Bologna, Firenze. Curatore: Giorgio Gregorio Grasso.
-dal 16 al 25 luglio 2021 mostra collettiva al D'E.M. Art Gallery di Venezia, curatore: Antonio Castellana.
-dal 6 al 13 settembre 2021 mostra collettiva a Capri (Napoli) curata dall' ing. Gennaro Corduas e presentazione critica del prof. Rosario Pinto.
-dal 5 maggio al 25 giugno 2023 a palazzo Sforza Cesarini Genzano (castelli romani) Roma curata dal gallerista James Castelli e dal critico d'arte Andrea Barretta.
-dal 4 giugno al 14 giugno evento Roma e la sua anima etrusca, all'interno della cornice della Biennale Internazionale dell'Etruria in via Lungara 44 Roma, curata dal Presidente Quirino Martellini.
-dal 5 giugno al 25 giugno 2023 a palazzo Chigi di Ariccia (castelli romani) Roma, curata da James Castelli e dal critico d'arte Andrea Barretta.
-dal 30 settembre al 6 ottobre 2023 Ciclo di EVENTI CONCEPT ART BRERA mostra "IL CORPO NUDO" corso Giuseppe Garibaldi n. 11 Milano, art director: Alfonso Restivo, presentazione critica: Giorgio Gregorio Grasso, madrina dell'evento: Denny Mendez, e come accompagnatore musicale il musicista internazionale: Luciano D'Addetta.
-dall'11 al 17 novembre 2023 Ciclo di EVENTI CONCEPT ART BRERA, mostra "INFINITAMENTE DONNA" corso Giuseppe Garibaldi n. 11 Milano, art director: Alfonso Restivo, presentazione critica: Giorgio Gregorio Grasso, madrina e come accompagnatore musicale il musicista internazionale: Luciano D'Addetta.
-dal 24 febbraio 2024 al 1 marzo 2024 Ciclo di EVENTI CONCEPT ART BRERA, mostra "LA VANITÀ" in corso Giuseppe Garibaldi n.11 Milano quartiere Brera. Art director: Alfonso Restivo, presentazione critica: Giorgio Gregorio Grasso, madrina dell'evento: Natalie Caldonazzo e come accompagnatore musicale il musicista internazionale Luciano D'Addetta.
-dal 20 al 26 aprile 2024 Ciclo di EVENTI CONCEPT ART BRERA, mostra "NATURA, FIORI E PAESAGGIO" in corso Giuseppe Garibaldi n.11 Milano quartiere Brera.
Art director: Alfonso Restivo, presentazione critica: Giorgio Gregorio Grasso e come accompagnatore musicale il musicista internazionale Luciano D'Addetta.
-dal 19 al 29 luglio 2024 mostra dal titolo "L'arte rompe le maglie della quotidianità, unendo il divino con il terreno", presso la galleria "La Pigna" in via della Pigna 13/A nel Palazzo Pontificio Maffei Marescotti in Vaticano, Roma. Curata dall' ing. Gennaro Corduas con presentazione critica del prof. Rosario Pinto.
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