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Intanto la vicenda ha registrato nuovi sviluppi nelle ultime ore. La madre dei tre bambini della cosiddetta “famiglia nel bosco”, Catherine Birmingham, ha lasciato la casa famiglia di Vasto dopo l’ordinanza del Tribunale per i minorenni dell’Aquila che ne ha disposto l’allontanamento. I figli resteranno temporaneamente nella struttura e potrebbero essere trasferiti in un’altra comunità protetta, mentre i legali della famiglia stanno preparando ricorso e davanti alla casa famiglia si sono svolti sit-in di solidarietà.

 

di  Guendalina Middei

Per favore non leggete questo post, se vi interessa soltanto fare POLEMICA.

Ci sono alcuni punti che vanno chiariti sulla «famiglia del bosco». Purtroppo, quando una vicenda diventa fortemente politicizzata, è difficile non farsi trascinare dal rumore. Provare a ragionare con calma. Ma questa è una vicenda molto più complessa di come viene raccontata.

Perché ha diviso gli esperti ancor prima dell’opinione pubblica. Ma andiamo con ordine.

Al di là dell’allontanamento della madre, c’è un aspetto più controverso: la decisione di separare i piccoli l’uno dall’altro e SPEZZARE il nucleo familiare. Una misura drastica, che lo Stato prende in considerazione solo come extrema ratio. Per una ragione molto semplice: il legame familiare non è un dettaglio. È una struttura emotiva fondamentale, un bisogno primario. Anche gli educatori più preparati e sensibili non possono sostituire una famiglia.

Un istituto non può colmare il vuoto dei legami familiari perduti. I legami tra fratelli sono legami unici nella vita di un individuo.

Molte si chiedono: perché si è deciso di non preservare almeno tali legami? Perché, dato che sono in vita i parenti di primo grado dei piccoli — nonna, zia — non sono stati presi in considerazione e si è subito optato per la scelta molto più traumatica dell’istituto?

Ecco perché il caso della famiglia del bosco continua a destare tanto scalpore. Perché, se per migliorare alcune criticità emerse nella vita dei piccoli si va a infliggere un danno maggiore, la misura — come ha sottolineato il garante dell’infanzia Marina Terragni — diventa sproporzionata. Alla stessa conclusione, ad esempio, era giunta la ASL di Chieti.

Nel frattempo la storia di questa famiglia è stata trasformata in uno spettacolo che ha polarizzato le opinioni. Mentre le obiezioni più serie, quelle degli psicologi e dei giuristi, si sono perse nel rumore delle polemiche. E a ciò, credo, bisognerebbe dare attenzione.

Perché questa storia non riguarda soltanto la famiglia del bosco, ma il confine delicatissimo tra protezione e intervento eccessivo. Per questo parlarne con serietà è necessario. Non per alimentare il circo mediatico, ma per fare ciò che una società MATURA dovrebbe fare: interrogarsi e porre domande che si spera possano contribuire a migliorare il futuro.

 

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Info Autore
GUENDALINA MIDDEI
Author: GUENDALINA MIDDEI
Biografia:
Guendalina Middei é un'autrice italiana. Nata a Roma nel 1992, ha scritto per diversi giornali e riviste tra cui “Critica Letteraria” e “Culturificio” e “Sintesi Dialettica”. Tra i suoi titoli, Clodio (Navarra Editore, 2022), Intervista con un matto (Navarra Editore, 2023) e Innamorarsi di Anna Karenina il sabato sera. L'arte di leggere i classici in dieci brevi lezioni (Feltrinelli, 2024).
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