di Vito Sorrenti
Chi dipende dalle opinioni altrui è come un sughero sull’acqua, sballottato dai flutti, o un fuscello in balìa del vento: sempre incostante, sempre indeciso se salire o scendere, se andare a destra o a sinistra. Vive seguendo le correnti del momento, senza alcuna certezza che la strada imboccata — o che sta per imboccare — sia quella giusta e utile a raggiungere i suoi scopi, a portare a termine i suoi obiettivi, a realizzare i suoi interessi.
Tutti desideriamo il successo dei nostri valori e dei nostri ideali, ma non tutti conosciamo come e in che modo raggiungerlo. E se imbocchiamo il sentiero sbagliato, invece di avvicinarci ce ne allontaniamo. È dunque necessario avere le idee chiare e sapere che i nostri valori e i nostri ideali possono essere difesi solo attraverso la conoscenza. Senza di essa, ognuno di noi finisce per comportarsi come una barca senza faro, costretta a brancolare nella notte, trascinata dalle onde invece che guidata da una rotta.
Questa riflessione diventa particolarmente urgente quando si parla di voto, soprattutto se in gioco vi sono modifiche costituzionali. Scegliere non è un gesto automatico né un atto puramente emotivo: è un’assunzione di responsabilità. Chi si appresta a votare, pro o contro, ha il dovere di documentarsi. Ha il dovere di sapere con quali lacrime e con quale sangue è stata scritta la nostra Costituzione. Ha il dovere di conoscere chi, nel fiore degli anni, ci mise il cuore per consegnare all’Italia il Venticinque Aprile, Festa della Libertà.
Ha il dovere di ricordare i fratelli più cari, trucidati dalla furia della più orrenda barbarie per i loro valori e per i loro ideali. Ha il dovere di sapere dei lavoratori e degli studenti che versarono il loro sangue sulle cime dei monti e sulle salse scogliere per edificare un mondo migliore. Ha il dovere di conoscere gli uomini di fede, di azione e di pensiero che subirono il martirio per restituire all’Italia il vessillo dell’onore. Ha il dovere di ricordare i nomi dei padri migliori, che hanno lasciato impronte importanti da custodire per le generazioni future.
E soprattutto, ha il dovere di sapere che c’è un filo che unisce la vita di ciascuno di noi al destino collettivo. E che, quindi, ogni scelta personale, in qualche modo, incide sugli altri. E pertanto chi si lascia trascinare dalle correnti del momento finisce inevitabilmente per delegare ad altri il proprio pensiero, la propria voce, la propria libertà. E così facendo non solo non sceglie con consapevolezza, ma si limita a seguire e, di conseguenza, a danneggiare gli altri.
In altre parole, mentre pensa di essere libero, si ritrova prigioniero delle opinioni altrui. Mentre immagina di decidere, non fa altro che approvare le decisioni altrui.
Alla luce di quanto fin qui detto appare chiaro che la conoscenza non è un lusso, ma un dovere. Perché è la sola bussola che impedisce alla nostra barca di andare alla deriva. Perché è la luce che ci permette di distinguere la verità dalle ombre, la storia dai racconti interessati.
La vita è un dono della natura, ma è il sapere che la rende degna di essere vissuta.

