Sabato 20 giugno, alle ore 19.30, è stata inaugurata nella Cattedrale di Cosenza la mostra personale di Roberto Mendicino, nell’ambito di “Segni di Cura”, il percorso artistico promosso per le celebrazioni del 450° anniversario del Miracolo della Madonna del Pilerio (1576-2026). L’evento ha registrato una straordinaria partecipazione di pubblico, confermando il forte interesse della città verso un progetto che intreccia arte contemporanea, spiritualità e identità territoriale.
Ad aprire l’incontro è stata Mariateresa Buccieri, curatrice e direttrice artistica della rassegna, che ha illustrato il senso dell’iniziativa, nata per aprire la Cattedrale all’arte contemporanea attraverso il coinvolgimento di artisti del territorio. Nel presentare il lavoro di Mendicino ha richiamato il pensiero di Paul Klee, secondo cui l’arte non riproduce il visibile ma rende visibile ciò che spesso rimane nascosto, individuando in questa dimensione dell’invisibile uno degli aspetti centrali della sua ricerca.
Particolarmente significativo è stato l’intervento di Sergio Stumpo, presidente di Think Tank Trust, che ha definito “Segni di Cura” una vera esperienza di “cura della bellezza”. Le sue parole hanno sottolineato il valore culturale del progetto e il ruolo della Cattedrale come spazio di incontro tra arte, fede e comunità. Stumpo ha inoltre richiamato la metafora della “fabbrica” medievale come costruzione collettiva del patrimonio culturale, evidenziando la sinergia tra Think Tank Trust, Alter Ego (rappresentata da Francesca Lo Celso) e Agorà (presieduta da Evelina Cascardo), impegnate in un percorso condiviso di valorizzazione del territorio.

Di grande profondità anche l’intervento del rettore della Cattedrale, Don Luca, che ha ribadito come la bellezza rappresenti uno strumento privilegiato di comunicazione della fede e come il Duomo, nel suo significato originario di domus, continui a essere la casa della città, uno spazio aperto all’incontro, alla cultura e alla valorizzazione dei talenti locali.
Nel corso della serata, Mendicino ha illustrato il percorso delle opere esposte, soffermandosi in particolare su “Visione del Pilerio”, realizzata per il 450° anniversario del miracolo della Patrona di Cosenza. L’opera non raffigura la tradizionale processione, ma il momento stesso del miracolo, attraverso una composizione simbolica in cui il sacerdote si fa carico del peso della comunità, la macchia sul volto della Vergine richiama il segno della peste assorbito secondo la tradizione e il dialogo tra i personaggi esprime il delicato equilibrio tra memoria e futuro, paura e speranza.
L’artista ha inoltre individuato tre autentici “Segni di Cura” presenti nell’opera: il miracolo della Madonna del Pilerio, origine della devozione cittadina e simbolo della protezione della città; le candele accese dei fedeli, segno di preghiera e partecipazione collettiva; e il portale aperto della Cattedrale sormontato dal rosone illuminato, che assume valore unitario come simbolo di accoglienza e luce, in cui il portale rappresenta l’ingresso e l’affidamento, mentre il rosone acceso evoca la presenza divina che illumina il cammino dell’uomo.
La ricerca di Mendicino si inserisce inoltre in una più ampia tradizione critica che ne ha riconosciuto da tempo la cifra stilistica e il percorso internazionale. In una sua lettura dell’opera dell’artista, lo storico dell’arte Paolo Levi ha descritto la sua pittura come “un universo d’immagini enigmatiche, in bilico tra metafisica e surreale”, evidenziandone la capacità di trasformare la realtà in visione e di costruire scenari dal forte impatto simbolico ed evocativo.
Tra le opere presenti in mostra spicca inoltre il dipinto Vergine Sposa con il Bambino, di straordinaria originalità e dalla iconografia unica al mondo, che ha ottenuto importanti riconoscimenti in ambito nazionale e internazionale, tra cui il Festival Art Spoleto, il Borgia Film Festival (primo posto), oltre al secondo posto al Premio Pandosia, già segnalato da Vittorio Sgarbi, che ne ha riconosciuto il valore e la forza visionaria all’interno del panorama artistico contemporaneo.
Nel corso della serata è stato inoltre espresso il desiderio che “Visione del Pilerio” possa rimanere come testimonianza permanente dell’anniversario, trovando una collocazione in uno spazio legato alla storia della Cattedrale. Pur nella consapevolezza dei vincoli imposti dalla Soprintendenza, la proposta è stata accolta con favore dal rettore Don Luca, che ne ha riconosciuto il valore simbolico per la comunità.

Ad arricchire l’inaugurazione è stata la performance della violista Annastella Cirigliano, presidente di Ars Enotria, che ha accompagnato il percorso espositivo creando un dialogo suggestivo tra musica e arti visive.
La grande partecipazione di pubblico, nonostante il caldo intenso del primo fine settimana estivo, conferma il successo dell’iniziativa e l’interesse crescente verso un progetto che mette in relazione arte contemporanea, fede e memoria collettiva, offrendo alla città un’importante occasione di riflessione e condivisione.


