Intervista a cura di Monica Isabella Bonaventura - maestra d’arte
Dietro ogni verso c’è un mondo interiore che si apre al lettore. Annamaria Citino, poetessa riconosciuta e premiata in Italia e all’estero, racconta la sua passione per la parola scritta, la sua visione della poesia e il percorso che l’ha condotta a trasformare emozioni e riflessioni in versi. In questa intervista ci accompagna “dietro le righe”, tra ispirazioni, memorie e prospettive sul futuro della poesia.
- Qual è stato il momento più significativo della tua carriera di poetessa finora
Il momento più significativo è stato quando, nel 2013, un editore ha deciso di pubblicare i miei versi racchiusi da anni nel cassetto. È stata un’emozione unica.
- Come descriveresti il tuo processo creativo quando scrivi una poesia? Ci sono particolari ispirazioni o fonti di ispirazione
Un flusso emozionale. Amo tradurre la vita in versi per rendere eterni quei momenti che altrimenti cadrebbero nell’oblio.
- I tuoi lavori sono stati premiati e riconosciuti a livello nazionale e internazionale. Come gestisci la pressione e le aspettative che derivano da questi riconoscimenti
Sì, ho avuto tantissimi riconoscimenti, sia in Italia che all'estero, in particolare alla Camera dei Deputati con una poesia sulla fragilità dell'essere umano. Poi grandi soddisfazioni a Strasburgo, al Parlamento Europeo e a Bruxelles.
- Qual è il tema o il messaggio che vuoi trasmettere attraverso la tua poesia? Ci sono particolari argomenti che ti stanno a cuore
Sono diversi i temi che tratto: dall'amore alla passione, fino alle problematiche sociali. Il messaggio è che l'amore e la gentilezza possono cambiare il mondo. No alla violenza contro ogni essere vivente, e in particolare contro le donne e i fragili.
- Come vedi il ruolo della poesia nella società contemporanea? Pensi che possa avere un impatto significativo sulla cultura e sulla politica
La poesia è importante nella società: porta l'individuo a riflettere, a soffermarsi, a leggere l'anima del poeta. La politica… magari si occupasse di poesia. E poi, polis cosa vuol dire? “Cura del cittadino”. La poesia è di tutti e per tutti, non si deve regalare solo a un’élite.
- Quali sono stati gli autori o le autrici che hanno influenzato maggiormente il tuo stile e la tua scrittura
I miei poeti del cuore: Foscolo, Leopardi, D'Annunzio, ma anche Neruda, Merini, Valduga e tanti altri. Prévert… Amo la poesia, si capisce!
- Come reagisci alla critica e al feedback sui tuoi lavori? Ci sono stati momenti in cui hai dovuto affrontare critiche negative o incomprensioni
Per fortuna sono state poche, ma ho sempre reagito in modo gentile. Ho apprezzato anche le critiche: servono a farti crescere. Non amo il conflitto, amo l'incontro. Ho imparato a stimarmi.
- Qual è il tuo libro preferito tra quelli che hai scritto? Perché
Il primo, Tre cuori, è stato il mio libro eletto. Ma anche tutti gli altri sono altrettanto importanti: hanno tracciato e tracciano i miei percorsi di crescita poetica, fino all'ultimo, Cuore Gentile, edito da Giancarlo Lisi, un uomo molto in gamba che valorizza i poeti ed è un cultore di poesia.
- Come vedi l'evoluzione della poesia nel futuro? Pensi che ci saranno cambiamenti significativi nella forma o nel contenuto
La poesia del futuro è il Realismo Terminale. Io ho avuto modo di conoscere personalmente il grande Guido Oldani, il precursore. Cambiamenti ce ne saranno, ma io rimango legata al mio stile, alla mia tradizione, al mio sentire, alla mia identità, alla mia autenticità.
- Quale consiglio daresti ai giovani poeti e poetesse che stanno iniziando la loro carriera e vogliono fare della poesia la loro vita
Non frequentare scuole di poesia: la poesia è un dono, una rivelazione, un’intuizione. O ce l'hai o non ce l'hai. Segui il tuo cuore: lui conosce la strada dove condurti e guiderà la penna sul foglio, che magicamente si riempirà di versi.
- Dove ti possono seguire i tuoi lettori e quindi essere aggiornati sui tuoi lavori
Sui social: Facebook e Instagram.
E’ stato un piacere conoscerti e ti ringrazio per la tua disponibilità.

