L'EDITORIALE / Le tragedie imprevedibili che prevediamo sempre
di Monica Vendrame
Una donna viene decapitata in un casolare abbandonato alle porte di Firenze.
di Monica Vendrame
Una donna viene decapitata in un casolare abbandonato alle porte di Firenze.
di Vito Sorrenti
La lettura delle dichiarazioni dei devoti del cavaliere, riportate dai mass media, induce a pensare che la miseria morale non abbia misura. La cartina al tornasole che disvela tale miseria sono gli attacchi strumentali a Nicola Gratteri, colpevole soltanto di parlare chiaro e di dire una verità che è sotto gli occhi di tutti, ma che non piace ai servili alfieri del potere né ai manipolatori che tentano di sovvertire i valori e il volere dei padri fondatori.
Sia chiaro: ognuno è libero di votare a favore o contro le modifiche costituzionali. Ma per farlo a ragion veduta dovrebbe ricordare che l’edificio della nostra Costituzione fu eretto con arte sublime dal fior fiore di una generazione irripetibile, temprata dalla lotta per la Liberazione, che versò sangue sulle cime dei monti e sulle salse scogliere per restituire all’Italia l’emblema dell’onore.
Chi va a votare dovrebbe ricordare che la Carta costituzionale fu redatta dai figli migliori di quella generazione, temprata dalla guerra e dalla Resistenza, dalla miseria e dal dolore, che volevano consegnare alle generazioni future l’equa misura del viver civile, sorretta dagli ideali e dall’umano sentire di chi nutriva una devozione assoluta per i valori della Pace, della Libertà e della Giustizia.
Chi va a votare dovrebbe ricordare che al ruggito dei leoni è subentrato il latrare di cani che si danno arie da statisti; e agli uomini dabbene sono subentrati i campioni della fiorente corruzione che accima e dirama fra i rottami dei dismessi valori, dove l’egoismo infuria al vento dello squallore sradicando convinzioni e ideali; e il potere degrada e sgomenta il cuore di chi vede i diritti calpestati e i beni comuni asserviti.
Chi va a votare dovrebbe ricordare che l’Italia è divenuta la scuola dei talenti in fuga: dall’uguaglianza tradita, dal lavoro sfruttato o negato, dalla sovranità aggirata dalle volpi voraci, più ladre che astute, che si aggirano fra le pareti dei dorati palazzi e nei lussuosi salotti dove si pianificano disastri per accumulare ricchezze.
Chi va a votare dovrebbe ricordare che l’Italia è stata un Paese di uomini illustri che al disonore preferivano la morte, mentre ora si aggirano codazzi di odalische, pletore di corrotti e cortei di affaristi che calpestano il Diritto, la Giustizia e la memoria degli uomini onesti.
Chi va a votare dovrebbe ricordare che l’Italia è stata una palestra di uomini retti e di sommi umanisti, mentre ora assiste a ogni sorta di orribile misfatto e si volta dall’altra parte per non vedere gli afflitti, i trafitti, i morti causati dalle stragi e dai complotti, dalle alluvioni funeste e dal crollo dei viadotti che seppelliscono vite, speranze, illusioni, insieme al domani delle future generazioni.
Ecco, chi va a votare dovrebbe ricordare tutto questo e soprattutto il fatto che chi ha eretto l’edificio della nostra Costituzione aveva a cuore l’equilibrio dei poteri e voleva impedire con ogni cura il concentrarsi del potere in un solo organo decisionale, mentre ora i manipolatori tentano di minare questo principio regolatore con interventi mirati, finalizzati a concentrare sul manovratore tutte le leve del potere, limitando l’indipendenza e le attribuzioni degli altri organismi.
Un’aggressione annunciata, precedenti ignorati e un quartiere lasciato senza risposte. Quando la violenza diventa il prezzo dell’inerzia
di Monica Vendrame
A Roma, nel quartiere di San Lorenzo, non è accaduto nulla di imprevedibile.
Un poliziotto aggredito a terra, scontri, incendi e feriti: ciò che è accaduto oggi non ha nulla a che vedere con il diritto di manifestare
Non è più solo un video a scuotere le coscienze, ma una sequenza di fatti che, messi insieme, raccontano una giornata che a Torino ha superato ogni confine della protesta.
Un intervento nella basilica di San Lorenzo in Lucina solleva interrogativi sui confini tra tutela del patrimonio, iniziativa personale e simboli del potere contemporaneo
Nella Basilica di San Lorenzo in Lucina, a pochi passi da Montecitorio, un angelo ha cambiato volto. O forse no.
di Giovanni Macrì
È giallo nel messinese, nella zona di Montagnareale, piccolo comune sui monti Nebrodi poco sopra la cittadina di Patti, dove nel pomeriggio di ieri, mercoledì 28 gennaio, in un’area boschiva, sono stati trovati i corpi di tre uomini crivellati di colpi di fucile dopo una segnalazione al 112. Si tratterebbe di tre cacciatori, che erano usciti all'alba per una battuta di caccia.
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