di Gabriella Paci
Per tutelare i consumatori e i produttori italiani, nella seduta del 15 aprile 2026, il Parlamento ha definitivamente approvato il decreto sulla frode agro-alimentare.
I prodotti alimentari italiani sono da sempre apprezzati in tutto il mondo, che non sempre tuttavia opera attraverso la loro importazione, perché trova più conveniente ricorrere alla loro imitazione con prodotti locali: ovviamente il costo risulta inferiore, ma anche la loro qualità e sicurezza. Questo inoltre provoca un grosso danno economico e d’immagine alla produzione italiana.
Per ovviare a questo, recentemente sono stati presi dei provvedimenti a tutela di quella che è stata celebrata come “patrimonio immateriale” dall’Unesco nel 2025, ovvero la cucina italiana, la cui varietà e specialità si coniugano appunto con l’utilizzo dei prodotti nazionali.
Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha commentato così le disposizioni sanzionatorie per la tutela dei prodotti italiani, sempre più oggetto di contraffazioni, non solo per quanto riguarda quelli confezionati ma anche la tracciabilità e la filiera di quelli freschi: “Ci permette di migliorare la trasparenza, tutelare al meglio la salute dei cittadini e combattere i reati nell'agroalimentare, non solo con sanzioni aumentate e commisurate ai rischi, ma anche mettendo in condizione le nostre forze dell'ordine di fare ancora meglio il loro lavoro”.
Il provvedimento riguarda sia la produzione che la distribuzione di alimenti o bevande difformi per qualità o quantità, origine e provenienza difformi da quanto dichiarato o pattuito, con pene pecuniarie fino a 4.000 euro o 1 anno di carcere. Punibili anche l’applicazione sulle confezioni o sui cartelli di vendita di indicazioni ingannevoli atte a indurre in errore l’acquirente, ivi compresa la vendita a distanza.
I prodotti confiscati, se non in regola ma idonei al consumo, saranno distribuiti a enti assistenziali o caritatevoli in modo da evitare inutili sprechi. Se non sarà fatto, si dovrà rispondere del reato di “malversazione di erogazioni pubbliche” di cui all'art. 316 bis c.p.
Qualora un prodotto contraffatto abbia provocato un danno alla salute, come già previsto dall’ordinanza n. 7513 del 2018, la Cassazione ha stabilito che esiste sia il danno patrimoniale sia quello non patrimoniale.
Recentemente al Brennero un blitz ha portato al sequestro di tonnellate di cibo straniero:
mozzarella tedesca già confezionata con immagini della caprese italiana, prosciutti freschi dalla Danimarca pronti per la stagionatura, bastoncini di merluzzo prodotti in Germania ma venduti in confezioni in lingua italiana, kiwi cileni transitati dal porto di Rotterdam, pollo congelato olandese e fusti colmi di miele tedesco. È solo una parte dei prodotti individuati dai diecimila agricoltori della Coldiretti durante i controlli sui tir fermati al valico del Brennero con il supporto delle forze dell’ordine.
È un flusso continuo, specie di prosciutti e latticini, che ogni giorno attraversa i confini per essere commercializzati in Italia, ingannando i consumatori ignari, attratti magari dalla convenienza maggiore del prezzo. E pensare che i produttori di latte italiani sono costretti ad accettare prezzi bassi per presunte eccedenze produttive…
Ma, come detto, le irregolarità e le contraffazioni riguardano ogni tipo di prodotto, sia fresco che lavorato e confezionato, e questo riguarda anche prodotti locali che magari fanno uso di miele o di formaggi esteri nel confezionamento.
Per Coldiretti, maggiore chiarezza in etichetta rappresenta un passaggio decisivo per tutelare sia i consumatori sia il lavoro degli agricoltori italiani. Si richiede dunque un’etichetta che indichi l’origine e l’ultima trasformazione sostanziale che può dare adito a pratiche commerciali poco trasparenti.

