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Ordine, silenzio, obbedienza: il nuovo volto dell’UE tra tecnocrazia, censura e controlo totale

 

di Massimo Reina

Non chiamatelo complotto, ché vi ridono in faccia. Chiamatelo progressismo autoritario, e vi applaudono pure. Chiamatelo “nuovo umanesimo digitale”, “sanità globale” o “difesa europea integrata” e lo firmano in dieci a Bruxelles, uno a Berlino e un intero talk show a Roma.

Pochi giorni fa l’Italia ha formalmente rigettato gli emendamenti approvati nel maggio 2024 al Regolamento Sanitario Internazionale dell’OMS, notificando il proprio dissenso al Direttore Generale Tedros Adhanom Ghebreyesus. Lo ha fatto invocando l’articolo 61, e lo ha fatto in tempo. Ma perché è così importante?

Proiettile schivato

Perché quegli emendamenti – accolti con l’entusiasmo di chi ama delegare la propria sovranità in nome della “resilienza globale” – avrebbero consentito all’OMS di dichiarare un’“emergenza pandemica” mondiale anche in assenza di epidemie accertate. Bastava una previsione. O anche solo il sospetto. Con quelle modifiche, il Direttore dell’OMS avrebbe potuto imporre misure vincolanti a tutti gli Stati membri, anche contro il loro parere.

Altro che raccomandazioni. Parliamo di lockdown, pass vaccinali, quarantene e restrizioni alla mobilità senza alcun voto parlamentare, né dibattito pubblico. Una gestione sanitaria automatica, centralizzata, algoritmica. Altro che complottismo: è diritto internazionale. O, meglio, sovrainternazionalismo sanitario.

C’era una volta la sovranità nazionale

Ma una domanda sorge spontanea: se l’Italia ha detto no, quanti altri hanno detto sì? E cosa succede quando a dire sì non è solo un governo, ma un intero sistema sovranazionale che ha smesso da tempo di chiedere permesso ai suoi popoli?

In principio fu la pandemia, quella vera o presunta, seguita da una marea di “emergenze” che non ci hanno più lasciato: climatica, sanitaria, sociale, disinformativa. Ogni emergenza ha portato con sé una rinuncia: alla libertà di movimento, alla privacy, alla dissidenza. E ogni rinuncia è diventata norma.

Dalla salute alla sicurezza, dalla guerra alla verità, l’Occidente che predica la libertà sta costruendo con pazienza chirurgica il più avanzato modello di autocrazia tecnocratica della storia moderna. Orwell è morto da un pezzo, ma pare che il suo ghostwriter lavori oggi per la Commissione Europea.

L’OMS dei miracoli… per chi la finanzia

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, ormai, più che un organismo indipendente sembra una fondazione privata travestita da ONU. Solo il 15% del suo bilancio viene da contributi obbligatori degli Stati. Il resto? Donazioni mirate: Gates Foundation, GAVI, CEPI, Wellcome Trust, Commissione UE.

Nel 2022 la Fondazione Gates ha donato più dell’intera Germania. E chi paga, comanda: “Chi controlla l’acqua, controlla la sete. Chi controlla i vaccini, controlla il panico”. Esempi? India, 2010: progetto HPV sponsorizzato da Gates, 7 morti tra adolescenti tribali, nessun consenso informato, denuncia della Commissione parlamentare indiana.

Kenya, 2014: vaccino anti-tetano promosso da OMS e UNICEF accusato di contenere beta-HCG, con effetti sterilizzanti. Protestano i vescovi cattolici. L’OMS smentisce, ma non chiarisce. COVID: brevettazioni pre-pandemiche, monoculture sanitarie imposte dall’alto, e un trattamento preferenziale per Pfizer, già multata per 2,3 miliardi nel 2009 per frode medica. Ma tranquilli: “lo dice la scienzahhh.

Un esercito europeo, ma senza elettori

Come se non bastasse, ora si parla di Esercito Europeo Sovranazionale, direttamente coordinato da Bruxelles. Non risponderà ai parlamenti nazionali, ma al Consiglio dell’UE e all’Alto Rappresentante. Un esercito “unificato” con comando centrale.

Suona familiare? Ricorda i vecchi imperi, dove le truppe non difendono i cittadini ma il centro del potere. L’obiettivo? “Difendere la pace e i valori europei”. Peccato che gli unici valori rimasti in piedi siano quelli del mercato e delle sanzioni, possibilmente contro chi non piace a Washington.

 L’informazione sorvegliata speciale

Non sia mai che qualcuno provi a pensarla diversamente. A vigilare ci sono i fact-checker, pagati da chi dovrebbe essere sorvegliato. La UE ha approvato il Digital Services Act e il Media Freedom Act, che garantiscono “informazione sicura”, cioè filtrata, sorvegliata e possibilmente sponsorizzata da Bruxelles.

Giornalisti come Seymour Hersh (che ha smascherato il sabotaggio del Nord Stream), Julian Assange, Sharyl Attkisson, Glenn Greenwald, Jeremy Scahill, James O'Keefe: tutti messi all’indice, etichettati come “controversi”, “filo-putiniani” o “disinformatori”.

Intanto, le testate che dicono il falso con costanza disarmante (vedi NYT su Iraq, CNN su Siria, BBC su Libia) continuano a ricevere premi. È il mondo alla rovescia.

Passaporti sanitari e ID digitali: benvenuti nel Social Credit Europeo

Già si parla di passaporto climatico, di tracciabilità dei consumi, di “valutazione del rischio informativo” personale. Il Green Pass era solo un test. Oggi si lavora a European Digital Identity Wallet, con criteri ESG per accedere a fondi, viaggi, opportunità lavorative.

Chi deciderà chi è “virtuoso”? Gli stessi che decidono oggi cos’è “informazione attendibile”: algoritmi, fondazioni, uffici marketing. Il tutto condito con le buone intenzioni che aprono le autostrade infernali della tecnocrazia.

 Non serve più un Fuhrer, basta l’algoritmo

Nel 2024, la Romania ha osato far vincere un candidato non benedetto da Bruxelles. Elezioni annullate. Motivazione? “Irregolarità”. Un po’ come l’inchiesta farlocca su Trump in USA, o la crociata giudiziaria contro qualsiasi leader non allineato alla NATO. In Italia, i partiti dissidenti sono sistematicamente esclusi dai media. In Francia, chi critica Macron è schedato. In Germania, il dissenso è “nazista per definizione”. In Spagna, si imbavaglia il giornalismo indipendente con il pretesto della “sicurezza digitale”.

Non servono più manganelli e olio di ricino. Oggi si impone l’obbedienza a colpi di “emergenze” e “consenso scientifico”, mediato da fondazioni miliardarie, governi acefali, generali travestiti da pacifisti e burocrati che nessuno ha votato. Nel 1949, George Orwell scriveva: “La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza.” Nel 2025, Bruxelles risponde: “Vaccino a casaccio è libertà, censura è sicurezza, NATO è democrazia.”

Chiamatelo come volete. Ma questa non è l’Europa che ci avevano promesso.

 

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Info Autore
Massimo Reina
Author: Massimo Reina
Biografia:
Giornalista, scrittore e Social Media Editor, è stata una delle firme storiche di Multiplayer.it, ma in vent’anni di attività ha anche diretto il settimanale Il Ponte e scritto per diversi siti, quotidiani e periodici di videogiochi, cinema, società, viaggi e politica. Tra questi Microsoft Italia Tecnologia, Game Arena, Spaziogames, PlayStation Magazine, Kijiji, Movieplayer.it, ANSA, Sportitalia, TuttoJuve e Il Fatto Quotidiano. Adesso che ha la barba più bianca, ascolta e racconta storie, qualche volta lo fa con le parole, altre volte con i video. Collabora con il quotidiano siriano Syria News e il sito BianconeraNews, scrive per alcune testate indipendenti come La Voce agli italiani, e fa parte, tra le altre cose, dell'International Federation of Journalist e di Giornalisti Senza Frontiere. Con quest’ultimo editor internazionale è spesso impegnato in scenari di guerra come inviato, ed ha curato negli ultimi 10 anni una serie di reportage sui conflitti in corso in Siria, Libia, Libano, Iraq e Gaza.
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