di Monica Vendrame
Cinque italiani hanno perso la vita alle Maldive durante un’immersione subacquea nell’atollo di Vaavu, una zona molto conosciuta tra gli appassionati di diving.
L’incidente è avvenuto giovedì 14 maggio 2026, in un’area vicina ad Alimathaa, dove il gruppo si sarebbe immerso per esplorare alcune grotte sommerse.
Le vittime sono Monica Montefalcone, docente e ricercatrice dell’Università di Genova, sua figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino, biologa marina originaria del Torinese, Federico Gualtieri, giovane studioso piemontese, e Gianluca Benedetti, istruttore subacqueo padovano che lavorava da anni alle Maldive.
Secondo le informazioni diffuse nelle ore successive alla tragedia, i cinque sarebbero partiti dalla barca Duke of York, utilizzata per crociere subacquee nell’arcipelago. L’immersione avrebbe raggiunto una profondità di circa 50 metri. L’allarme è scattato quando il gruppo non è tornato in superficie nei tempi previsti.
La dinamica dell’incidente non è ancora stata chiarita. Le autorità maldiviane hanno aperto un’indagine per ricostruire cosa sia accaduto sott’acqua. Al momento non esiste una causa ufficiale: tra le ipotesi ci sono un problema tecnico, difficoltà legate alla profondità, correnti, condizioni del mare o la perdita di orientamento nella grotta. Nessuna di queste possibilità, però, può essere indicata come certa.
Le operazioni di recupero sono state difficili fin dall’inizio. La zona dell’immersione, la profondità e le condizioni meteo avrebbero reso l’intervento dei soccorritori particolarmente complesso. La Farnesina segue il caso attraverso l’ambasciata italiana competente e mantiene i contatti con le famiglie delle vittime.
La tragedia ha colpito duramente anche il mondo accademico. Monica Montefalcone era una studiosa dell’ambiente marino e aveva dedicato gran parte del suo lavoro alla conoscenza e alla tutela degli ecosistemi sommersi. Le Maldive non erano per lei soltanto una destinazione di viaggio, ma anche un luogo di ricerca e osservazione scientifica.
Con lei c’era la figlia Giorgia Sommacal, che condivideva la passione per il mare e per le immersioni. La loro morte insieme rende la vicenda ancora più dolorosa: madre e figlia unite da un interesse comune, scomparse nello stesso incidente in un luogo che avrebbe dovuto rappresentare scoperta, bellezza e vita.
Muriel Oddenino era una biologa marina impegnata nello studio degli ecosistemi. Anche il suo percorso professionale era legato alla ricerca e alla conservazione dell’ambiente marino. Federico Gualtieri, giovane laureato in ambito biologico-marino, faceva parte di quella generazione di studiosi che guardano al mare non solo come a un ambiente affascinante, ma come a un patrimonio da conoscere e proteggere.
Gianluca Benedetti aveva invece trasformato la subacquea nella sua professione. Originario di Padova, si era trasferito alle Maldive, dove lavorava nel settore delle immersioni. La sua storia racconta una scelta di vita radicale: lasciare l’Italia e costruire il proprio futuro accanto all’oceano.
Proprio l’esperienza delle vittime rende l’incidente ancora più difficile da comprendere. Non si trattava di persone estranee al mare o alla subacquea, ma di uomini e donne che, in modi diversi, lo conoscevano, lo studiavano o ci lavoravano. Per questo sarà fondamentale capire se la tragedia sia stata causata da un imprevisto, da un problema tecnico, da condizioni ambientali sfavorevoli o da una combinazione di fattori.
In attesa degli esiti dell’indagine, restano il dolore delle famiglie, lo sgomento delle comunità scientifiche e subacquee, e il ricordo di cinque vite spezzate in un luogo simbolo di bellezza naturale. Le Maldive, per loro, erano mare, lavoro, studio, passione. Oggi sono diventate lo scenario di una tragedia che lascia molte domande e un profondo senso di perdita.
*Fonti consultate: Farnesina, ANSA, Reuters, RaiNews, Sky TG24, Il Fatto Quotidiano.
*Una barca da diving alle Maldive in un’immagine illustrativa

