di Giovanni Macrì
C’è una svolta importante nelle indagini sul triplice omicidio avvenuto, nel messinese, il 28 gennaio scorso, in una zona boschiva impervia: contrada Caristia di Montagnareale.
I corpi, trovati senza vita da un giovane che, in zona stava facendo motocross, erano dell’82enne Antonio Gatani di Patti(ME) e dei fratelli Davis Pino, 26 anni, e Giuseppe Pino, 44 anni di San Pier Niceto(ME). I tre sarebbero morti intorno alle ore 8 di mattina. L’anziano e il maggiore dei fratelli, trovati in posizione supina, sono stati uccisi con un colpo ciascuno al torace. Giuseppe Pino sarebbe stato il primo a morire, poi sarebbe toccato all’82enne, infine al Davis Pino, raggiunto a un fianco da un colpo esploso da lontano e poi da un altro sparato da distanza ravvicinata.
La Procura di Patti ha, infatti, iscritto nel registro degli indagati l’amico del Gatani, A.S. un bracciante agricolo che svolge saltuari lavori in zona.
Nei giorni scorsi, l’indagato, ascoltato come persona informata dei fatti e non come sospettato, dagli investigatori, coordinati dal Procuratore Angelo Cavallo e dalla P.M. Roberta Ampolo della Procura di Patti, sarebbe stato tra gli ultimi ad avere avuto contatti con Antonio Gatani prima della battuta di caccia finita in tragedia. La sua posizione, inizialmente considerata marginale, è ora al centro dell’attenzione investigativa.
L’uomo durante l’interrogatorio ha detto di aver solo accompagnato Gatani a Montagnareale e poi di essere andato via. Alcuni testimoni hanno, invece, detto di aver visto la sua macchina parcheggiata vicino ai boschi. Ma non ha saputo spiegare perché dopo aver fatto chilometri in auto insieme a Gatani abbia deciso di lasciarlo nel bosco e di tornare indietro senza vedere o sentire nulla, come ha spiegato agli investigatori. E non ha saputo neppure spiegare perché il cane del Gatani non sia sceso dall’auto, come rivela il collare gps. Sarà importante l’analisi delle celle telefoniche agganciate dal cellulare dell’uomo per stabilire la sua posizione al momento dell’omicidio.
L’indagato è difeso dagli avvocati Filippo Barbera e Tommaso Calderone che annunciano battaglia sull'utilizzo delle dichiarazioni del loro assistito. Secondo i difensori, infatti, questi doveva essere sentito subito come indagato, quindi alla presenza degli avvocati, e non come teste.
L'uomo avrebbe riferito di essere andato a casa dell’amico poco dopo le 6 del mattino. Dopo il tradizionale caffè i due sarebbero, con le loro auto, andati a prendere il cane nella campagna dell'anziano per recarsi a caccia. Normalmente i due andavano in un'altra zona boschiva per cercare di prendere suini neri selvatici, ma invece, quel giorno, si sono diretti verso la zona di contrada Caristia di Montagnareale. Quindi, avrebbe raccontato di aver parcheggiato l'auto lungo la strada, per poi salire sulla vettura dell'amico.
I carabinieri hanno sequestrato anche i fucili e gli indumenti che A.S. teneva a casa, oltre alle armi trovate a casa di altri cacciatori della zona.
Le salme dei tre cacciatori sono state restituite nei giorni scorsi ai familiari: oggi pomeriggio, venerdì 5 febbraio, a San Pier Niceto, in piazza Roma, si svolgeranno i funerali dei due fratelli Pino secondo il rito dei Testimoni di Geova, cui appartenevano; sempre nel pomeriggio, alle 15,30, l’addio a Gatani nella Chiesa Concattedale di Patti.
In ogni caso... due comunità in lutto che si stringeranno al dolore dei familiari delle tre vittime
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