di Giovanni Macrì
Nella mattinata di ieri, 19 ottobre, è stato finalmente ritrovato, dopo 18 giorni di ricerche, il corpo di Marianna Bello, la donna travolta dalla furia delle acqua il 1° ottobre a Favara(AG). È stata reperita, incastonata in un canneto di contrada Misita, tra Cannatello e Zingarello, nella zona costiera di Agrigento, nei pressi di un torrente che sfocia nel fiume Naro. Ad accorgersi della presenza del corpo della donna è stato un gruppo di cacciatori presenti nel luogo per una battuta di caccia.
Allertate le autorità, i dubbi sull'identità di quel corpo sono stati subito dissipati.
Lo straziante riconoscimento del corpo di Marianna da parte dei familiari, immediatamente informati, è stato possibile grazie anche ai tatuaggi che la donna aveva (uno dei quali al polso).
Alle 14,56 è stata trasferita, scortata dalle forze dell'ordine, al cimitero di Favara e la Procura non ha disposto su di lei alcuna autopsia.
Non si sa se le piogge degli ultimi giorni possano averla ulteriormente spostata verso valle. Certo è che, negli scorsi giorni, subito dopo gli acquazzoni, uno dei quali decisamente intenso, più soccorritori non hanno esitato ad ammettere che il maltempo non avrebbe potuto modificare, forse addirittura complicare, lo scenario delle ricerche. Ma non sarebbe cambiato nulla. Importante è che sia stato trovato il suo corpo per, così, restituirla ai familiari e darle una degna sepoltura.
Fino a ieri i familiari, assieme al loro avvocato Salvatore Cusumano, avevano chiesto al Prefetto di non interrompere le ricerche.
La 38enne Marianna Bello anni, sposa e mamma di 3 figli, era stata travolta a Favara, il 1° ottobre, dalla furia delle acque in via Sottotenente Bosco, dopo essere scesa dalla macchina nel tentativo di mettersi in salvo, durante il nubifragio che si è abbattuto nel paese dell’Agrigentino.
Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la donna avrebbe tentato di mettersi in salvo aprendo la portiera della sua macchina. Tuttavia, non appena scesa, è stata sorpresa e travolta dal violento flusso d’acqua. Le operazioni di ricerca si sono concentrate immediatamente nella zona, in particolare in prossimità di un convogliatore presente nell’area. Forze dell’ordine, carabinieri, vigili del fuoco e protezione civile si sono attivati con un piano di emergenza e stanno setacciando il territorio nel tentativo di localizzare la donna.
E ancora si sono adoperati i pompieri sommozzatori di Palermo, già in azione, è stato richiesto l'intervento dell’elicottero dei vigili del fuoco di Catania e l’utilizzo di droni. Alle ricerche hanno collaborato con i soccorritori: i familiari della donna, cittadini e anche lo stesso sindaco Antonio Palumbo.
Nel corso delle ricerche è stata ritrovata una scarpa, in aperta campagna, vicino al vallone che conduce al depuratore di Favara, riconosciuta dai familiari come appartenente a lei e il suo portafogli.
Questi indizi hanno spinto i soccorritori a concentrare le ricerche a valle, in particolare nella zona dei canneti, dove sono entrati in azione anche escavatori dei vigili del fuoco per rimuovere la fanghiglia. Parallelamente, sommozzatori e squadre specializzate stanno effettuando operazioni di dragaggio lungo il canalone che da piazza Indipendenza arriva al fiume Naro.
Le prime verifiche, effettuate già ieri subito dopo l’alluvione, non avevano dato esito, ma le condizioni meteo avevano reso impossibile un controllo accurato. Ora si scava nel fango con la speranza e il timore che il corpo possa essere rimasto intrappolato.
Ieri, il sindaco di Favara, Antonio Palumbo ha così commentato: “Marianna potrà riposare tra i suoi cari. Non possiamo gioire, nemmeno dopo oltre due settimane di ricerche che hanno visto servitori dello Stato e volontari lavorare fino allo sfinimento prima per tentare di soccorrerla e poi, quando ogni speranza si era spenta, almeno si ritrovarla. Non possiamo gioire perché Marianna non potrà più riabbracciare i suoi bambini e la sua famiglia. Adesso è solo il momento del silenzio e del dolore.”
I funerali della donna saranno celebrati oggi alle ore 16:00 nella chiesa Matrice di Favara, bandiere a mezz'asta, eventi sospesi e un minuto di silenzio... proclamato il lutto cittadino.
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