di Tony Casalnuovo
Non contento di colpire l’Iran a suon di bombe, l’«elderly gangster» Donald Trump continua a insolentire Papa Leone XIV. Infatti, come se non fosse già bastato quello che ha dichiarato in precedenza sull’attuale Pontefice, il presidente degli Stati Uniti rincara la dose: «Sta mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone. Per lui va benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare».
La risposta del Papa, come era normale che fosse, non si è fatta attendere: «La missione della chiesa è predicare il Vangelo e la pace. Se qualcuno vuole criticarmi perché annuncio il Vangelo, lo faccia con la verità. La chiesa, da anni, è contro tutte le armi nucleari. Su questo non c’è nessun dubbio. Spero semplicemente di essere ascoltato per il valore della parola di Dio».
Il Santo Padre, ancora una volta con la sua proverbiale seraficità, eleganza, fermezza e innegabile chiarezza, replica all’esaltato tycoon statunitense seguendo solo ed esclusivamente la logica più apodittica del cristianesimo e, nello specifico, del cattolicesimo: quella del Vangelo.
Trump, invece, sempre più in preda ai suoi irrefrenabili deliri di onnipotenza, non fa altro che esporsi a figuracce di m***a senza soluzione di continuità. E questo suo atteggiamento così ostile nei confronti di Leone XIV si sta rivelando un pericolosissimo boomerang per lui, in quanto tantissimi cattolici statunitensi, che lo hanno votato, adesso sono profondamente e giustamente indignati per le sue parole al vetriolo espresse nei confronti di chi, per tutto il mondo cattolico, rappresenta il vicario di Cristo.
Ma si sa, per il Donald a stelle e strisce vale sempre un unico comandamento: Non avrai altro Dio all’infuori di me. E Dio, nella sua mente bacata, sarebbe lui.
Ormai, oltre all’Iran, Papa Leone XIV è diventato il bersaglio preferito del magnate americano, il suo acerrimo nemico. Peccato, però, che la stragrande maggioranza della comunità cattolica, compresa quella statunitense, difende doverosamente il capo della chiesa, colui che invoca con forza, coraggio e perseveranza l’unica cosa che conta davvero in questo momento: la pace.
Quanto all’«occupante» della Casa Bianca, ormai pressoché irrecuperabile salvo miracoli, pensi a contare almeno fino a cento prima di rendersi ridicolo di fronte al mondo intero. Si preoccupi di accendere il cervello prima di attaccare il Papa. Sempre che i suoi neuroni non siano già ospiti in una casa di riposo newyorkese.

