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di Giuseppe Pizzuti

Dopo quattro anni, "Mondino" Fabbri è esonerato dall'incarico di CT della Nazionale, non per la "vergognosa Corea", ma per aver sparato a zero, sulle pagine di un quotidiano sportivo, contro alcuni dirigenti che, a suo dire, lo avrebbero boicottato. Sulla panchina gli succede il suo vice, Ferruccio Valcareggi.

 Valcareggi 

Dapprima con la consulenza di Helenio Herrera, ma ben presto tutto solo. Valcareggi ha due obiettivi: qualificare la Nazionale a Messico '70 e, prima ancora, fare il meglio possibile nel Campionato d'Europa, la cui fase finale nel 1968 si disputerà in Italia.

Sandro Mazzola e Gianni Rivera

  Giacinto Facchetti

 Enrico Albertosi

Gigi Riva

Confermati big quali Mazzola, Rivera, Facchetti e Albertosi, viene chiamato una pedina insostituibile dell'attacco azzurro, l'ala sinistra Gigi Riva, "bomber" cagliaritano. Aggregato come semplice turista in Inghilterra, "Rombo di Tuono" (soprannominato così dal più grande giornalista sportivo che l'Italia abbia avuto, Gianni Brera, per la notevole potenza del tiro e la prolificità sotto rete) diventa l'uomo in più della Nazionale, destinato a lasciare un segno indelebile nella storia degli Azzurri. È lui che trascina con i suoi gol l'Italia sul tetto d'Europa. La festa si celebra il 10 giugno 1968: Italia-Jugoslavia 2-0 (ripetizione dell'incontro che, due giorni prima, era terminato 1-1). È questo l'inizio di un ciclo d'oro per il calcio azzurro, che si completa con il secondo posto ai Mondiali 1970. È l'Italia dei "messicani", quella che con la Germania Ovest, in semifinale, dà vita al 4-3 (partita che sarà definita "del secolo") e che regala al popolo azzurro emozioni in mondovisione. L'Italia, in finale, verrà battuta sonoramente dal magno Brasile di Pelè per 4 a 1. Siamo vice-campioni del mondo, ma scoppiano in Italia polemiche per il mancato impiego, in finale, di Rivera fino a '6 dalla fine. Valcareggi, comunque, pensa ai successivi traguardi, puntando ancora sui "messicani", ma l'Italia viene eliminata dal Belgio nei quarti di finale degli Europei 1972. Poi la squadra vola spedita verso i Mondiali 1974 in Germania.

 Fabio Capello

La Nazionale che presenta nomi nuovi come Benetti, Causio, Capello e Chinaglia, mette in fila una serie di prestazioni positive, imprese storiche incluse: la prima vittoria in assoluto contro l'Inghilterra a Torino per 2 a 0 nel giugno 1973 e la conquista di Wembley, espugnato il 14 novembre dello stesso anno (0-1, gol di Capello).
Ai Mondiali in Germania del 1974 l'Italia è tra le big. Qualcuno sogna una bella avventura come quella messicana e invece andrà malissimo. La Nazionale è logora e lacerata al suo interno da polemiche infinite e non si va oltre al primo turno. Si chiude un ciclo.

Fulvio Bernardini è il successore di Valcareggi. Tanti gli esperimenti in vista dei Mondiali d'Argentina del 1978. Dopo un anno Bernardini viene affiancato da Enzo Bearzot, che a partire dall'8 ottobre 1977 guiderà da solo la Nazionale. La squadra adesso è costruita sul blocco della Juventus: Bettega, Gentile, Tardelli sonoi nuovi big, insieme a Giancarlo Antognoni e Ciccio Graziani. Della vecchia guardia resistono Zoff e Facchetti. La qualificazione per l'Argentina è centrata dopo aver eliminato l'Inghilterra, un ostacolo per nulla agevole. Ai Mondiali, però, il clima è caratterizzato da aspre critiche verso il gioco della squadra. Scarse le aspettative. Bearzot lancia all'improvviso Paolo Rossi e Cabrini e l'Italia vola fino al quarto posto finale, dopo aver battuto l'Argentina futura campione. Nasce la stella di Pablito.

Paolo Rossi

Dopo il Mondiale argentino, crescono le speranze perché la Nazionale vinca l'Europeo, che si gioca proprio in Italia nel 1980. Lo scandalo del calcioscommesse priva la Nazionale proprio di Paolo Rossi, la squadra non brilla e sfuma ogni sogno. Tornano le polemiche, Bearzot difende i suoi ragazzi e conquista anticipatamente la qualificazione a Spagna '82. Il blocco è quello di quattro anni prima: l'unica novità di rilievo è rappresentata da Bruno Conti. Ma torna appena in tempo Paolo Rossi. Si va in Spagna e tutti aspettano che cada la testa di Bearzot pipa compresa. Ma com'è la palla? La palla è rotonda. Le prime tre partite sono penose. Poi la rinascita, coincidente con quella di Pablito, irriconoscibile sin lì. L'impresa l'Italia la fa battendo 3-2 il favorito Brasile con una tripletta di Rossi. Il trionfo è datato 11 luglio 1982 ("Santiago Bernabeu" di Madrid): Italia-Germania Ovest 3-1. Siamo per la terza volta campioni del mondo, Rossi capocannoniere con sei reti. 

Marco Tardelli 

Campioni del mondo

 La formazione campione del mondo

 

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Info Autore
Giuseppe Pizzuti
Author: Giuseppe Pizzuti
Biografia:
Giuseppe Pizzuti insegna Letteratura italiana e Letteratura latina presso i Licei ed è anche un appassionato di letteratura e sport. Non è un giornalista professionista, ma ha sempre collaborato con diversi giornali, come il "Guerin Sportivo', "La Voce degli Italiani" (Gran Bretagna), "Corriere del Nord" (Gran Bretagna), "Il Lavoro" (Belgio), "Dita Jote" (Santa Sofia d'Epiro).
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