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di  Massimo Reina 

 

I presepi viventi sono molto più di una semplice rappresentazione della Natività: sono un’esperienza collettiva, un momento di unione tra passato e presente, fede e tradizione, arte e spiritualità. Nati probabilmente con San Francesco d’Assisi nel 1223 a Greccio, questi spettacoli trasformano interi borghi e comunità in un palcoscenico vibrante, dove ogni gesto, ogni costume, ogni angolo racconta una storia antica, intrisa di simbolismo e meraviglia. Partecipare a un presepe vivente significa immergersi in un mondo che sembra appartenere a un’altra epoca, dove il tempo si ferma e lo spirito del Natale trova la sua massima espressione.

 

di  Il Magnifico Press

 

" A Natale, mezzo pane; a Pasqua mezzo vino"
 
Il proverbio "A Natale, mezzo pane; a Pasqua mezzo vino" suggerisce di festeggiare le principali festività cristiane con equilibrio. Natale invita a umiltà e condivisione, mentre Pasqua celebra la rinascita con gioia moderata. L'essenza del proverbio è mantenere un giusto equilibrio tra sobrietà e festosità, valorizzando i momenti spirituali e comunitari di queste ricorrenze.
 
 

 

di  Giuseppe Caruso

 

Quello che vedete in foto è il Vicolo Annunciata, si trova a Rogliano, un bel paesino alle porte di Cosenza. Dopo aver fatto una passeggiata sul Lago Ampollino, ho percorso la strada che taglia la Sila, passando per Parenti, dove tutti noi andiamo a comprare le patate e le marmellate.

 

di  Roberto Marsico

 

La Chiesa risale al xiv-xv sec circa. La facciata in stile romanico è abbellita da un portale lapideo di influsso tardo rinascimentale finemente decorato con scanalature ed elementi simbolici.
Nella parte superiore del portale è incisa in latino la scritta che testimonia la furia devastatrice del terremoto del 1835 le cui conseguenze furono descritte da Alessandro Dumas nel suo viaggio a Castiglione, e la conseguente ricostruzione e apertura alculto nel 1837.
Internamente a tre navate, si nota la compresenza dello stile romanico con i pilastri originariamente in pietra calcarea e dello stile tardo barocco evidenziato nell’apparato decorativo, nella volta a botta e nei cornicioni.
Il terremoto del 20 febbraio 1980 mise in evidenza le gravi carenze strutturali dell’intero edificio portando alla luce e accentuando il quadro fessurativo, già esistente, dei pilastri. A seguito dei gravi danni riportati, la chiesa, ritenuta non più sicura staticamente, venne chiusa al culto.
I lavori di ripristino statico realizzati su progetto redatto dall’ing William Davies consentirono di riaprirla il 19 dicembre 2004.

 

 

 

 

 

 

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