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di  Michele Petullà

Grande successo ha riscosso l'evento in preparazione della Santa Pasqua.

È stato un vero e proprio tripudio di emozioni il concerto Pax Vobis tenuto dal Coro Polifonico Dominicus – diretto dal M° Gianfranco Cambareri, con l’accompagnamento all’organo del M° Rosangela Longo – nel Duomo di Vibo Valentia, in preparazione della Santa Pasqua. Una intensa e profonda preghiera in musica che ha invitato al raccoglimento il numeroso e attento pubblico presente, il quale ha tributato tutto il suo apprezzamento con forti e ripetuti applausi alla fine del concerto. All’evento erano presenti il parroco e il vice-parroco del Duomo, don Antonio Purita e don Maurizio Macrì, mons. Filippo Ramondino e don Davide Moschella.

Il concerto, per la profonda spiritualità dei testi e per l’intensa e coinvolgente interpretazione offerta dal Coro Dominicus, ha rappresentato senza dubbio un raggio di sole, un lembo di speranza – di cui si avverte tanto l’esigenza – in questo nostro tempo intristito da due anni di pandemia – che ha condizionato non poco la nostra vita quotidiana –, e dalla nuova, devastante guerra che si combatte – ormai da oltre un mese – su un territorio così vicino a noi, causando distruzione, disperazione, dolore e morte. Un forte invito alla riflessione ed alla meditazione, in preparazione della Santa Pasqua, nel segno di Cristo Crocifisso e Risorto; nel nome della “Pace”: Pax Vobis, Pace a te, Pace a tutti i popoli.

IL CONCERTO PAX VOBIS.   Il concerto Pax Vobis – preceduto da una breve e concisa presentazione a cura di Angela Crudo, fondatrice e responsabile dell’Accademia d’Arte Musiké di Vibo Valentia –, si è snodato attraverso nove brani di musica sacra, di diverse epoche e di alto livello, interpretati egregiamente dal Dominicus. I brani proposti sono stati intervallati da profonde meditazioni, in tema, scritte da mons. Filippo Ramondino, i cui testi sono stati declamati dal prof. Domenico Costa, con la sua voce robusta e ottimamente impostata.  

Il Dominicus ha fatto il suo ingresso dalla sacrestìa e, dirigendosi verso l’altare, ha intonato le note dell’Antifona gregoriana Hosanna Filio DavidOsanna al Figlio di Davide –, inondando le navate del Duomo di un’atmosfera di profonda preghiera e intensa spiritualità. In successione, poi, ha eseguito gli altri brani in programma – Christus Factus est, di F. Amerio (1560-1614), per 4 voci dispari; Ubi Caritas, di M. Da Rold (1976), per 4 voci pari; O Sacrum Convivium, di G. Susana (1975), per 4 voci dispari e pianoforte; Adoro Te devote, di D. Bartolucci (1917-2013), per 5 voci dispari; Crux Fidelis, di G. Liberto (1943), per 4 voci dispari; Adoramus Te, Christe, di F. Anerio, (1560-1614) per 4 voci dispari; Da Pacem Domine, di G. Liberto (1943), per 2 voci pari ed organo – concludendo il concerto con le note esaltanti  e potenti del celebre inno Alleluja di G.F. Handel 81685 – 1759), per 4 voci dispari ed organo, il brano sicuramente più famoso del “Messiah”, che riprende diversi versetti biblici, dall’Esodo all’Apocalisse, che celebrano l’Onnipotenza di Cristo, insistendo sul fatto che Egli è il "Re dei re e Signore dei signori" e regnerà "nei secoli dei secoli” sopra ogni regno.

I TESTI MEDITATIVI DI MONS. FILIPPO RAMONDINO.  I brani cantati dal Coro, come anticipato in apertura, sono stati intervallati da alcuni testi meditativi di mons. Filippo Ramondino – sei per l’esattezza –, attraverso i quali sono stati richiamati alcuni momenti salienti della Passione e Risurrezione di Gesù. Il primo testo (Invocatio) rappresenta un’accorata invocazione all’”amore trinitario senza fine”, affinché dia “un cuore nuovo” e “uno spirito saldo”, per “divenire dono d’amore indissolubile”. Il secondo testo (Hosanna) celebra l’ingresso del Signore – “luce che illumina ogni uomo”, redentore del suo popolo – “tra canti di bimbi che osannano” al suo nome. Il terzo testo (In Forma Amoris) raffigura simbolicamente alcuni passaggi di Gesù che vanno dalla “Notte della Cena” alla “Notte del tradimento”, passando attraverso la “Notte dell’esempio” e la “Notte del Pane e del Calice”  fino al “Mandatum Novum”: siate “tutti fratelli, perché tutti figli, nel Figlio”. Il quarto testo (Ad Crucem) ripercorre il momento della crocifissione e dell’agonia di Gesù, fino al suo ultimo respiro, quando “la sua opera è compiuta, fino alla fine”: una fine che, però, rappresenta “una porta spalancata, per noi uomini, per la nostra salvezza”. Il quinto testo (Mane Nobiscum) è una sentita invocazione al Signore: “Si fa sera, resta con noi, Signore! Arde il nostro cuore, mentre ci parli, ed ora vogliamo cenare con Te”. Il sesto ed ultimo testo (Amen. Alleluja) celebra la Risurrezione del Signore, la risurrezione a nuova vita dell’uomo: “Alleluja. È Risorto! Il Signore vince la morte, va oltre la croce e la tomba. Dentro la sua Risurrezione tutti risorgeremo”.

IL CORO POLIFONICO “DOMINICUS”.  Nato nel novembre 1999 a Soriano Calabro, con lo scopo di animare le celebrazioni liturgiche e su iniziativa di Padre Francesco La Vecchia O.P., il Coro Polifonico Dominicus – che è anche Cappella musicale della Basilica Santuario San Domenico – è attualmente presieduto da Vincenzo Miano e diretto, sin dal 2002, dal M° Gianfranco Cambareri.

Il Dominicus ha un repertorio di canti molto vasto e molto vario, che spazia dalla musica sacra a soggetto religioso ai canti di musica profana e ai canti popolari, pur avendo nei primi il punto di maggiore attenzione. Il Coro, grazie alla sua attività ultra ventennale ed alla grande professionalità acquisita, è ormai noto al grande pubblico, non solo calabrese ma anche nazionale ed internazionale. Il Coro, infatti, si è esibito diverse volte in concerti di notevole livello artistico, in rassegne e festivals regionali, nazionali e internazionali, dando prova del suo vasto e qualificato repertorio e riscuotendo ampi consensi di pubblico e di critica. Il Coro fa parte della O.C.C. (Organizzazione Cori Calabria), di cui è presidente lo stesso M° Cambareri.

IL RINGRAZIAMENTO E LA DEDICA DI DON MAURIZIO MACRI’.  A conclusione del concerto ha preso la parola don Maurizio Macrì, vice-parroco del Duomo, il quale, visibilmente commosso, non ha esitato ad esprimere tutta la sua grande soddisfazione, affermando che “non c’è nulla che le parole possano aggiungere a quanto la musica ed il canto del Dominicus non abbiano detto”. Ha pertanto espresso tutta la sua gratitudine – a nome anche di tutta la Parrocchia – al M° Cambareri e al Coro Dominicus per il “dono” e la “grazia” di aver “inondato il Duomo di profonda spiritualità e senso di preghiera”, consentendo così di “chiudere in bellezza, come meglio non si poteva, una giornata così importante ed intensa per la Chiesa, dal punto di vista liturgico – la Domenica delle Palme –, e dando inizio, al contempo, alla Settimana Santa”, che porterà alla Santa Pasqua.

Particolare emozione e commozione, poi, ha suscitato il ricordo ed il pensiero che don Maurizio ha voluto tributare – esprimendo anche il desiderio di dedicare a lei il concerto e in suo suffragio – a Margherita Della Peruta, “una giovane parrocchiana e un’amica straordinaria che non ce l’ha fatta ed è da poco ritornata alla Casa del Padre”. Margherita era molto attiva nella parrocchia del Duomo, una ragazza umile e sempre disponibile con gli altri, sempre sorridente, nonostante il peso della malattia che da dieci anni ormai le divorava lentamente, ma inesorabilmente, il corpo. Una ragazza tenace, che non si arrendeva difronte alle difficoltà, ma, anzi, trovava sempre parole di incoraggiamento e di sostegno per gli altri. Per concludere, don Maurizio, nel nome di Margherita, ha chiesto al M° Cambareri – tra l’assenso e i sentiti applausi del pubblico – di eseguire un bis. Richiesta accolta, doppiamente: il Coro, infatti, ha chiuso la serata con la riproposizione non di uno ma di due canti: O Sacrum Convivium e Alleluja. Un bel pensiero ed un bel gesto, che Margherita meritava e avrà sicuramente gradito. E certamente ne avrà gioito. Dal Cielo!

 

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Info Autore
Michele Petullà
Author: Michele Petullà
Biografia:
Laureato in "Scienze Politiche e Sociali" presso l'Università di Torino, ho conseguito il Master in "Teoria Critica della Società" presso l'Università Bicocca di Milano ed il Master in "Comunicazione e Cultura" presso l'Università Lateranense di Roma. Ho seguito il Corso di Formazione per "Redattore-Consulente di Casa Editrice" presso l'Agenzia Letteraria "La Bottega Editoriale" di Roma. Sono Giornalista, iscritto all'Ordine dei Giornalisti dal 2010; Sociologo, iscritto all'ASI (Associazione Sociologi Italiani), componente del Direttivo regionale e Addetto Stampa della Deputazione calabrese; Educatore Finanziario AIEF (Associazione Italiana Educatori Finanziari). Sono autore delle seguenti pubblicazioni: "Analisi sociologica dell'Informazione televisiva quotidiana: modelli professionali e routines produttive" (Tesi di Laurea, UniTo); "Un Uomo. Una Storia" (Racconto storico, Adhoc Edizioni); "Dall'Osanna alla Risurrezione" (Saggio, Adhoc Edizioni); "Opinione Pubblica, Stereotipi, Democrazia: il contributo di Walter Lippmann riletto al tempo dei new media" (UniMiB); "Frammenti d'Anima" (Meligrana Editore). Scrittore e autore di poesie, mi occupo in particolare di cultura, attualità e società. Sono interessato allo studio e alla ricerca nel campo delle Scienze sociali ed umane. Amo l'arte in genere ed in particolare la poesia e la musica. Son l'uomo dai mille pensieri, la vita mi mormora parole d'amore e libere le lascio volare, tra la terra ed il cielo!
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