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di Giovanni Macrì

Non si arresta la lunga scia di sangue che colora di rosso la terra della bella Sicilia.

Questa volta è stato un "branco" a sentenziare e procurare la morte a un tunisino di 30 anni, Slimane Marouene, colpevole solamente di aver fatto degli apprezzamenti a una ragazza la notte di Capodanno nella discoteca “La Dolce Vita”, abituale luogo di ritrovo di immigrati che lavorano nelle serre della vasta zona agricola ragusana tra Vittoria, Acate e Santa Croce Camerina.

In tre, tutti rumeni, lo hanno aspettato fuori. Dopo averlo affrontato e circondato, armati di spranghe di ferro e  coltello a serramanico, lo hanno barbaramente ucciso.

Un branco che non si può neppure chiamare ... di animali (questi uccidono per procurarsi il cibo) ha ucciso per delirio di potere, superando la sensazione dell’“horror vacui” e riempire così, col sangue di quel giovane, il buco nero in cui sembrava loro di poter essere risucchiati da un momento all’altro.

Lo hanno ucciso nella maniera più spietata per provare l’ebbrezza dell’omicidio, della violenza incontenibile dando libero sfogo alla loro compulsione... al gusto dell’orrore.

Intorno alle cinque di ieri, il corpo del 30enne è stato rinvenuto al di fuori della discoteca, in contrada Alcerito, da alcuni partecipanti alla festa di fine anno 2022.

Non c’èvoluto molto, grazie anche ad alcune testimonianze, per i carabinieri del Nucleo Operativo di Vittoria e del Nucleo Investigativo di Ragusa, coordinati dal colonnello Giovanni Palatini e dal capitano Raffaele Salustro a chiudere il cerchio delle indagini attorno ai tre: due minorenni e uno da poco maggiorenne.

Il più grande dei tre arrestati che, interrogato dal sostituto procuratore Silvia Giarrizzo, che coordina le indagini, ha ammesso le proprie responsabilità.

Nella sua auto i militari hanno rinvenuto due spranghe di ferro e un coltello a serramanico che sarebbero stati utilizzati per l'efferato omicidio

Il sindaco di Vittoria, Francesco Aiello, ha così commentato: “Ancora un fatto di sangue, di estrema gravità, consumato nel nostro territorio. Il tasso di violenza continua a salire con una escalation di episodi impressionanti. Il presidio del territorio appare lontano dalle problematiche con cui ci misuriamo. Pochi uomini e pochi mezzi. Mi rivolgo ancora una volta alle istituzioni competenti. Occorre potenziare in via di eccezionalità anche la dotazione organica della polizia locale. Il territorio e i problemi sono troppo vasti: bisogna prenderne atto e assicurare i rimedi adeguati. E introdurre la pratica del Daspo urbano in misura adeguata ai problemi che viviamo!”.

 

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Info Autore
Giovanni Macrì
Author: Giovanni Macrì
Biografia:
Medico chirurgo-odontoiatra in Barcellona Pozzo di Gotto (ME) dal 1982 dove vivo. Ho 65 anni e la passione per la scrittura è nata dal momento che ho voluto mettere nero su bianco parlando della “risurrezione” di mia figlia dall’incidente che l’ha resa paraplegica a soli 22 anni. Da quel primo mio sentito progetto ho continuato senza mai fermarmi trovando nello scrivere la mia “catarsi”. Affrontando temi sociali. Elaborando favole, romanzi horror, d’amore e polizieschi. Non disdegnando la poesia in lingua italiana e siciliana, e completando il tutto con l’hobby della fotografia. Al momento ho 12 pubblicazioni con varie case editrici.
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