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di Giovanni Macrì

 

È solo per un mero miracolo che il neonato trovato in un sacchetto di plastica nei campi di Paceco, in provincia di Trapani, abbandonato in una stradina sterrata nei pressi della scuola elementare, stia bene.

A sentire il suo vagito alle 17,30 di martedì è stata una coppia di anziani, proprietari di un appezzamento di terreno in contrada Sciarrotta, che prontamente hanno allertato le autorità.

Era per terra, avvolto in una copertina rosa e verde, dentro un sacchetto di plastica dove c’era anche la placenta. Il sacchetto non era chiuso, ma la zona in cui è stato trovato è isolata e il piccolo non si sarebbe salvato, sarebbero intervenuti il freddo della notte e il rischio per i tanti animali della zona.

Sul volto e sulle gambe i segni delle scottature del sole. Era stato abbandonato a poche ore dalla nascita, come rivela la ferita ancora aperta del cordone ombelicale.

E grazie alla sua voglia di vivere, esplosa in un pianto disperato, che si è salvato, richiamando l’attenzione della coppia che aveva deciso di fare un salto non programmato nella casa di campagna.

Lo scenario ricorda tanto il ritrovamento di un altro neonato abbandonato sempre a poche ore dal parto in una cesta dietro un muretto in via Rametta a Catania il 28 maggio di quest’anno.

È stato chiamato Francesco Alberto, perché trovato nel giorno in cui si celebra il santo patrono d’Italia e porta anche il nome del vice-brigadiere dei carabinieri che ha scortato l’ambulanza sulla quale il neonato è arrivato al Pronto soccorso.

Da qui, poi, veniva trasferito al reparto della Terapia intensiva neonatale dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani.

La primaria, la dottoressa Simona La Placa, dichiara: “Il piccolo, 3 chili per 50 centimetri d’altezza, sta bene ed è bellissimo. Ha solo qualche eritema ed è un po' disidratato a causa dell'esposizione solare. Non sta fermo un attimo e succhia il latte dal biberon con grande energia" – seguitando – “Al momento il tribunale dei minori lo ha affidato alla direzione sanitaria, ma sono già scattate le procedure per l’affidamento. Il piccolo ha bisogno di stare in famiglia e di qualcuno che si prenda cura di lui a tempo pieno. È un miracolo. Un bimbo così piccolo non avrebbe potuto superare la notte da solo in aperta campagna!”.

Poi si lascia andare a un commento peraltro condivisibile: “Chi porta avanti una gravidanza indesiderata deve sapere che c'è la possibilità di partorire in ospedale in assoluto anonimato, senza ricorrere alla clandestinità e rischiare la vita. La madre può anche non vedere mai il bambino e lasciarlo senza incorrere nel reato di abbandono di minore”.

Anche il vice brigadiere Alberto Marino  commenta a tal uopo: “Non voglio giudicare nessuno perché non so quale storia ci sia dietro, certo di questi tempi ci sono mille modi per vivere una maternità non voluta, modi che non mettano a rischio la vita del bambino, vivo per miracolo!” – proseguendo con un sorriso – “È bellissimo ed è forte, spero che viva circondato da tutto l’amore che merita e faccia il carabiniere!”.

Infatti, perché non affidarlo, in pieno anonimato, in una Chiesa o presso una struttura idonea?

Fino al 1923 esisteva la “ruota degli esposti”. Attraverso uno sportello, era possibile collocare gli esposti, cioè i neonati abbandonati, senza essere visti dall'interno e con la certezza che qualcuno se ne prendesse cura. Da qualche anno in alcune città si è ripreso a metterle in funzione, presso una struttura ospedaliera. Una culla riscaldata che si affaccia all’esterno dell’ospedale dove si può lasciare un neonato, anche qui, senza essere visti. Quindi perché… la strada o la campagna come fosse un rifiuto? Ignoranza, paura, disagio… chissà quali problematiche si dovrebbero star qui ad analizzare. Fatto sta che il piccolo Francesco Alberto oggi sta bene!

Sono in corso, da parte dei militari, accertamenti per identificare chi lo abbia abbandonato. Saranno d'aiuto le immagini estrapolate dalle telecamere di videosorveglianza che si trovano in zona, vicino a una scuola elementare. Sotto sequestro è finita la coperta, unico effetto personale del neonato.

Intanto la madre, quando le autorità arriveranno a lei, oggi non sarebbe accusata solo di abbandono di minore (art. 591 del Codice Penale), ma ben più gravemente di… tentato infanticidio.

Tutta la Redazione augura al piccolo Francesco Alberto ogni bene. Sicuramente riempirà di gioia ogni giorno della vita della famiglia che riuscirà ad averne l’affido.

 

foto Web

 

 

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Info Autore
Giovanni Macrì
Author: Giovanni Macrì
Biografia:
Medico chirurgo-odontoiatra in Barcellona Pozzo di Gotto (ME) dal 1982 dove vivo. Ho 65 anni e la passione per la scrittura è nata dal momento che ho voluto mettere nero su bianco parlando della “risurrezione” di mia figlia dall’incidente che l’ha resa paraplegica a soli 22 anni. Da quel primo mio sentito progetto ho continuato senza mai fermarmi trovando nello scrivere la mia “catarsi”. Affrontando temi sociali. Elaborando favole, romanzi horror, d’amore e polizieschi. Non disdegnando la poesia in lingua italiana e siciliana, e completando il tutto con l’hobby della fotografia. Al momento ho 12 pubblicazioni con varie case editrici.
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