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di Giovanni Macrì

È stata dichiarata la morte cerebrale del 17enne rimasto gravemente ferito nei giorni scorsi da un colpo di pistola alla testa, a Noto nel siracusano, esploso da distanza ravvicinata. Questo è quanto ha decretato la commissione medica che ha eseguito gli accertamenti nel reparto di R

ianimazione del Presidio ospedaliero “Garibaldi-Centro” di Catania dove il giovane era ricoverato ormai in coma irreversibile.

I familiari non hanno dato il consenso alla donazione degli organi.

Una vicenda ancora piena di interrogativi.

Il fatto è accaduto martedì scorso intorno alle 21.30, in via Platone, forse a seguito di una lite tra famiglie di un gruppo di nomadi, i “Camminanti”, che dagli anni ‘50 si sono insediati alla periferia di Noto.

La sparatoria è andata in scena nell’oscurità della serata. L’autore o gli autori compiuto l’assalto omicida si sono dileguati. Secondo una ricostruzione degli investigatori il minore si trovava in auto insieme ad alcuni familiari quando è stato colpito rimanendo riverso sul proprio sangue misto a materia cerebrale.

Erano gli stessi parenti ad accompagnarlo al Pronto soccorso dell’Ospedale cittadino “G. Trigona”. Sin da subito le sue condizioni sono apparse critiche tanto da disporne l’immediato trasferimento a Catania, dove, trasportato d’urgenza, è stato sottoposto a un delicatissimo intervento nel reparto di neurochirurgia.

Grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza istallate nella zona i carabinieri, che stanno indagando sull’accaduto, hanno scoperto che poco prima dell’agguato c’era stata una violenta lite tra due gruppi di giovani. In uno di questi v’era la vittima. Comunque non è chiaro ancora se quel proiettile, uno dei tanti esplosi nell’agguato, fosse diretto al giovane. Gli stessi familiari, come anche i testimoni presenti al fatto, in un inspiegabile teorema omertoso, non collaborano!

Una sola certezza: l’autore o gli autori non sono stati ancora rintracciati dai carabinieri e sono tutt’ora in fuga.

All’alba è scattato un blitz nel quartiere di Noto, contrada “Arance dolci”, lo stesso dell’agguato di martedì scorso. I militari hanno circondato tutta la zona e setacciato casa per casa alla ricerca di armi detenute illegalmente. Sono stati impiegati più di 200 Carabinieri, oltre quelli del Comando Provinciale dei Carabinieri di Siracusa, provenienti dalle altre provincie dell’Isola supportati dall’ausilio dei militari dell’Arma della Compagnia di Intervento Operativo del 12° Reggimento “Sicilia”, del Nucleo Cinofili di Nicolosi e dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Sicilia che ha sede a Sigonella (CT).

Durante le perquisizioni sono state rinvenute 10 pistole, centinaia di munizioni, circa 120.000 euro in contanti, 3 pugnali e una carabina. 

Tutte le armi sono state sequestrate e inviate al R.I.S. di Messina per verificare se tra queste vi è quella che ha sparato contro il minore.

Indagano i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Siracusa e del Nucleo Operativo di Noto. Il denaro è stato sequestrato ed è stata avviata un’indagine patrimoniale a 360°.

È inspiegabile come questi nomadi possano ostentare il lusso che traspira dalle loro residenze che, benché siano in larga parte abusive, presentano al loro interno ogni tipo di comfort. 

Durante i controlli i Carabinieri hanno anche supportato il lavoro dei tecnici dell’Enel che hanno accertato decine di allacci abusivi alla rete elettrica con conseguente denuncia in stato di libertà dei proprietari degli immobili. Altri soggetti sono stati denunciati per ricettazione essendo stati trovati in possesso di veicoli e merci assodato provento di furto.

Un uomo, al termine delle operazioni, è stato arrestato per possesso di armi e munizioni e condotto alla Casa Circondariale “Cavadonna” di Siracusa. 

 

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Info Autore
Giovanni Macrì
Author: Giovanni Macrì
Biografia:
Medico chirurgo-odontoiatra in Barcellona Pozzo di Gotto (ME) dal 1982 dove vivo. Ho 63 anni e la passione per la scrittura è nata dal momento che ho voluto mettere nero su bianco parlando della “risurrezione” di mia figlia dall’incidente che l’ha resa paraplegica a soli 22 anni. Da quel primo mio sentito progetto ho continuato senza mai fermarmi trovando nello scrivere la mia “catarsi”. Affrontando temi sociali. Elaborando favole, romanzi horror, d’amore e polizieschi. Non disdegnando la poesia in lingua italiana e siciliana, e completando il tutto con l’hobby della fotografia. Al momento ho 12 pubblicazioni con varie case editrici.
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