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di Tony Casalnuovo

Giusto per sgombrare il campo da qualsivoglia equivoco: non è l’erede di Herbert von Karajan e nemmeno di Riccardo Muti. Ma non è questo il punto. Beatrice Venezi, direttore d’orchestra licenziata dal Teatro La Fenice di Venezia, non pende dalle labbra della sinistra, non è una sostenitrice del Partito Democratico. Al contrario, si è macchiata di una colpa indelebile: essere simpatizzante di Giorgia Meloni.

 

Dramma nel tardo pomeriggio di ieri a Loria, in provincia di Treviso, dove una bambina di appena 18 mesi è rimasta coinvolta in un terribile incidente domestico ed è ora ricoverata in condizioni critiche.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la piccola si trovava nel giardino di casa insieme alla madre quando sarebbe stata investita accidentalmente dal trattorino rasaerba condotto dal padre, un uomo di 30 anni impegnato a tagliare il prato. Durante una manovra, il mezzo avrebbe travolto la bambina, rimasta schiacciata sotto una delle ruote.

Attimi di disperazione per i genitori, che hanno immediatamente soccorso la figlia e l’hanno trasportata in auto all’ospedale di Castelfranco Veneto. Vista la gravità delle ferite riportate, è stato disposto il trasferimento urgente in elicottero all’ospedale di Padova, dove la piccola è stata ricoverata nel reparto di terapia intensiva pediatrica.

Le sue condizioni restano gravissime e la prognosi è riservata.

Sul posto e nell’abitazione della famiglia sono intervenuti i carabinieri di Loria e Castelfranco Veneto, che stanno svolgendo tutti gli accertamenti necessari per chiarire con precisione la dinamica del drammatico incidente.

Una comunità intera si stringe attorno alla famiglia in queste ore di angoscia e preghiera.
 

 

Ci sono giorni che non segnano soltanto una data sul calendario, ma rappresentano l’identità profonda di una nazione. Il 25 Aprile è uno di questi. È il giorno in cui l’Italia tornò a respirare libertà dopo gli anni oscuri della guerra, della dittatura e della paura. È il giorno della Liberazione, l’inizio di una rinascita costruita sulle macerie, sul coraggio e sulla speranza.

 

di Tony Casalnuovo  

Davvero non c’è limite al peggio. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sempre più affetto da mentecattaggine acuta, stavolta attacca ferocemente Papa Leone XIV: «Non sono un grande fan di Papa Leone. Lui non crede nella lotta alla criminalità. È debole nella lotta al crimine, è terribile in politica estera. Non vogliamo un Papa che pensi che l’Iran debba avere la bomba nucleare. Non voglio un Papa che consideri terribile l’attacco degli Stati Uniti al Venezuela. E non voglio un Papa che critichi il Presidente degli Stati Uniti. Leone dovrebbe essermi grato, perché se io non fossi alla Casa Bianca lui non sarebbe in Vaticano».

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