Classifiche e giurie passano, i capolavori restano: l'arte è emozione, non giudizio
di Benedetto Maria Ladisa
Ogni canzone è una forma d'arte, come una poesia, un quadro o un romanzo.
di Benedetto Maria Ladisa
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“Papa Francesco super ospite a distanza…”
di Omar Falvo
Perché Sanremo è Sanremo! Non è una semplice affermazione, bensì la pura realtà. La prima serata, di questa nuova edizione targata Carlo Conti, ha registrato un vero e proprio tripudio negli ascolti.
di Monica Vendrame
Simone Cristicchi, con "Quando sarai piccola", ci regala una riflessione profonda sull’amore e sulla trasformazione dei legami familiari. La canzone non è solo un omaggio alla madre, Luciana, che nel 2012 ha subito un’emorragia cerebrale che ha alterato in maniera irreversibile la sua vita, ma un’intensa riflessione sul cambiamento che investe tutti noi, quando il tempo e la malattia cancellano i ricordi e trasformano i ruoli.
Il cuore del brano è un'immagine struggente: una madre che diventa piccola. Non si tratta di un’immagine metaforica, ma di una realtà dolorosa che tanti figli devono affrontare: l’inversione dei ruoli. La madre, che prima accudiva, si trova ora a dipendere dal figlio. E questo cambiamento è colto dal cantante con una sensibilità rara. Cristicchi descrive il figlio che, suo malgrado, si fa carico della madre, la aiuta a camminare, le ricorda il proprio nome, la sostiene nei suoi vuoti di memoria. Un atto di cura che non è solo fisico, ma anche emotivo e psicologico.
Ciò che rende speciale questa canzone è la sua capacità di affrontare una sofferenza che tutti, prima o poi, sperimentiamo, ma farlo con una dolcezza che avvolge. Nelle parole di Cristicchi non c’è posto per il rancore o per la disperazione, ma c’è una carezza infinita. Il figlio che si prende cura della madre non lo fa per dovere, ma per un amore che non smette mai di essere vivo, nemmeno quando lei non lo riconosce più.
Il messaggio che la canzone trasmette è universale: prima o poi, ogni figlio si troverà nella situazione di dover prendersi cura di un genitore che diventa vulnerabile. È un momento in cui l’amore si fa guida, e diventa la forza che ci sorregge, anche quando tutto il resto sembra svanire.
Il vero punto culminante del brano arriva nei suoi ultimi versi, che si presentano come un addio dolce e sereno, ma anche una promessa di presenza costante. Le parole finali sembrano un abbraccio sussurrato, una ninna nanna al contrario, che chiude il cerchio di un legame profondo:
"Tu mi darai la tua mano, io un bacio sulla fronte.
Adesso è tardi, fai la brava.
Buonanotte."
In queste parole risuona un messaggio di continuità e speranza, anche quando la memoria non c’è più. Anche se la madre non riconoscerà più il figlio, l’amore che li lega non verrà mai meno. "Quando sarai piccola" non è solo la storia di un figlio che assiste al cambiamento della madre, ma la storia di tutti noi. Un giorno, tutti ci troveremo a dover accompagnare un genitore che si smarrisce, e diremo quelle stesse parole, mentre il cuore si stringe.
Questa canzone è un inno all’amore che persiste, che rimane saldo, anche davanti alla sofferenza e alla trasformazione che il tempo porta con sé. Perché, in fondo, l’unica cosa che non cambia mai è l’amore che ci unisce, quello che ci sostiene nei momenti più difficili e che ci permette di affrontarli con serenità.
La grande festa della musica prende il via
di Monica Vendrame
Stasera prende il via la 75ª edizione del Festival di Sanremo, con 29 artisti pronti a dare il massimo per conquistare il podio, che verrà assegnato sabato 15 febbraio.
di Stefano Dentice
Cantante vulcanica, profondamente sensibile, eclettica, dalla grande sensualità timbrica, Petra Magoni è una fra le artiste italiane più complete e affermate degli ultimi vent’anni, nonché fortemente provocatoria. Il suo magnetismo scenico conquista e incanta il pubblico di tutto il mondo da circa trent’anni, grazie al suo pathos, al sottile senso dell’ironia e a un’innata creatività che la contraddistingue. Venerdì 14 febbraio alle 21:00, presso il Teatro Massimo di Pescara, sarà impegnata in concerto al fianco di Andrea Dindo, eccellente pianista e fine direttore d’orchestra, nel progetto Petra canta Brecht – Omaggio a Milva, uno spettacolo incentrato sui testi del poeta tedesco Bertolt Brecht, con musiche di Kurt Weill, volto a condannare la società di quel tempo in cui i valori morali erano totalmente assenti, dove la violenza inaudita era all’ordine del giorno. La cantante toscana racconta la gestazione e descrive i tratti distintivi di questo progetto così toccante.
di Lorenzo Rossomandi
È un viaggio. Questa è stata la sensazione dopo il primo ascolto dell’album Respiro di Joe Pisto e Fausto Beccalossi, pubblicato dall’etichetta indipendente Belfagor Label.
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