di Fiore Sansalone
A Valle Castellana la politica, almeno per una volta, non ha organizzato un convegno sullo spopolamento delle aree interne.
Ha comprato una pompa di benzina.
Nel Comune della provincia di Teramo, poco più di ottocento abitanti distribuiti tra numerose frazioni montane, l’unico distributore rischiava di scomparire perché non più conveniente per un gestore privato.
E così l’amministrazione è intervenuta.
Il distributore, acquistato dal Comune nel 2019, viene oggi gestito secondo un principio molto semplice: niente utili, si coprono le spese e basta. Il sindaco Camillo D’Angelo ha spiegato che il margine di guadagno è stato sostanzialmente azzerato, con l’obiettivo di mantenere il servizio e chiudere i conti in pareggio.
Il risultato? Prezzi che possono arrivare anche a 25 centesimi al litro in meno rispetto alla media, secondo quanto riportato dall’ANSA.
Nessuna magia, naturalmente. Il Comune non può cancellare accise e imposte. Semplicemente rinuncia a trasformare il carburante in una fonte di profitto.
Ed è qui che la vicenda diventa interessante.
In un territorio di montagna la chiusura di un distributore non significa soltanto percorrere qualche chilometro in più. Significa rendere ancora più difficile la vita di chi ha scelto di restare.
A Valle Castellana, invece, l’effetto sembra essersi persino capovolto: automobilisti provenienti dai paesi vicini raggiungono il Comune per fare rifornimento.
E chi arriva per mettere benzina può fermarsi al bar, entrare in farmacia, fare qualche acquisto.
Un servizio che rischiava di sparire può così diventare anche un piccolo motore per l’economia locale.
Valle Castellana non è un caso completamente isolato: in altri Comuni italiani sono state avviate esperienze simili proprio per evitare la scomparsa di servizi importanti.
Ed è forse questa la parte più interessante della storia.
Da anni sentiamo parlare di borghi da salvare, aree interne da rilanciare e spopolamento da contrastare. Poi chiude una banca, un ufficio postale, un negozio o un distributore e la risposta è quasi sempre la stessa:
non conviene più.
Ma ciò che non conviene a un’impresa privata può continuare a essere indispensabile per una comunità.
Un Comune non è un fondo d’investimento e un paese non è un foglio Excel.
Ci sono servizi che forse non producono grandi utili, ma contribuiscono a tenere in vita un territorio.
A Valle Castellana lo hanno capito.
E mentre altrove si elaborano strategie complicatissime per convincere le persone a non abbandonare i piccoli centri, qui sono partiti da qualcosa di molto più concreto:
per restare in un paese bisogna prima poterci vivere.

