di Pino Scalzo
L’Inter è campione d’Italia. Il verdetto arriva nella cornice di San Siro, dove i nerazzurri chiudono definitivamente la corsa al titolo battendo il Parma per 2-0 e facendo esplodere la festa davanti al proprio pubblico.
Non era una partita qualsiasi: era il match point, quello che può cambiare una stagione intera. E l’Inter non ha tremato. Fin dai primi minuti ha preso in mano il gioco, dettando ritmo e mostrando quella sicurezza costruita settimana dopo settimana. Il Parma ha provato a opporsi con ordine, abbassando il baricentro e difendendosi con attenzione, ma con il passare dei minuti la differenza è emersa con chiarezza.
Per sbloccare la gara serve pazienza. I nerazzurri spingono, costruiscono, sfiorano il vantaggio – come nella clamorosa traversa di Barella – mentre il Parma si affaccia anche in avanti senza però trovare precisione. Poi, proprio sul finire del primo tempo, arriva l’episodio che cambia tutto: Thuram riceve un filtrante perfetto e firma l’1-0, facendo esplodere lo stadio.
Da quel momento in poi la partita diventa una lunga attesa. L’Inter controlla, gestisce e non concede spazi, mentre nella ripresa continua a cercare il colpo del ko. Il Parma prova a resistere e a ripartire, ma senza mai riuscire davvero a riaprire il match. Il raddoppio è nell’aria e arriva a dieci minuti dalla fine: Lautaro scatta sul filo del fuorigioco e serve Mkhitaryan, che deve solo spingere in rete per il definitivo 2-0.
Al triplice fischio scatta tutto. I giocatori si riversano in campo, si abbracciano sotto la curva, mentre San Siro diventa un’unica onda nerazzurra. Sciarpe al cielo, cori, emozioni che si mescolano: è la celebrazione di un traguardo atteso e costruito nel tempo.
Fuori dallo stadio, la festa si allarga rapidamente. Le strade di Milano si riempiono di tifosi, tra bandiere e caroselli. Da Piazza Duomo ai Navigli, la città si colora di nerazzurro in una notte destinata a durare fino all’alba.
Questo scudetto, però, non nasce in novanta minuti. È il risultato di una stagione solida, fatta di equilibrio, continuità e capacità di gestire la pressione nei momenti decisivi. La squadra guidata da Chivu ha saputo costruire il proprio vantaggio passo dopo passo, senza crolli, trovando sempre le risposte giuste nelle partite chiave.
C’è anche un valore simbolico in questo trionfo: vincere in casa, davanti ai propri tifosi, chiudendo il cerchio proprio dove tutto era iniziato. Un’immagine destinata a restare, come quella di uno stadio in festa e di una squadra che condivide il successo con la propria gente.
Dopo 39 anni, l’Inter torna a festeggiare lo scudetto a San Siro. E lo fa nel modo più completo: dominando, convincendo e trasformando una vittoria in una notte che entrerà nella storia del club.


