Quando 52.209 euro diventano bisturi, garze e culle
di Monica Vendrame
Matteo Gracis, giornalista indipendente e fondatore de L’Indipendente, lo dice senza giri di parole:
«Desidero flexare questi 52.209 euro… mentre i vostri influencer preferiti flexano auto sportive, orologi di marca, attici a Dubai e altre cavolate simili, io preferisco flexare questa somma… Cosa c’è di più importante?»
È una cifra raccolta in appena sette giorni, dal 16 al 22 giugno, destinando ogni nuovo abbonamento a L’Indipendente a un obiettivo preciso: aiutare un ospedale di Gaza a continuare a salvare vite. E così, il 4 luglio, quei 52.209 euro sono partiti, diretti alla Al-Awda Health and Community Association, una ONG di medici palestinesi che gestisce due delle pochissime strutture ancora operative nella Striscia.
La somma sarà usata per acquistare un’unità laparoscopica per l’ospedale di Al-Nuseirat, l’unico nel centro di Gaza dove i reparti di ostetricia e ginecologia non hanno ancora ceduto. Significa ridare a un luogo di guerra la possibilità di operare, diagnosticare, far nascere. Circa cinquanta pazienti al mese ne beneficeranno direttamente.
Il contesto è spietato: il 94% degli ospedali è distrutto o danneggiato. Qui, ogni giorno, sessanta medici e decine di infermieri lavorano in condizioni estreme, tra urla di dolore e pianti di neonati. Eppure resistono.
Questa non è solo beneficenza. È una scelta di campo. È la prova che il giornalismo può muovere la realtà, e che una comunità di lettori, unita, può trasformare l’indignazione in un’azione concreta.
E allora sì, flexiamoli questi soldi. Perché non sono carta e inchiostro, ma bisturi affilati, garze pulite, mani sicure e culle calde. In mezzo alla polvere e al rumore delle bombe, sono la possibilità di dire che la vita, almeno qui, ha vinto ancora.

