Mentre l’Etna continua a eruttare e migliaia di passeggeri fanno i conti con voli cancellati, aeroporti chiusi e trasferimenti improvvisati, attorno all’emergenza stanno emergendo anche fenomeni decisamente meno spettacolari della lava: prezzi altissimi per raggiungere altri aeroporti e turisti disposti ad avvicinarsi alle colate pur di conquistare una foto o un video da pubblicare sui social.
L’attuale fase eruttiva, iniziata il 6 agosto, ha provocato pesanti conseguenze sul traffico aereo di Catania, con centinaia di voli cancellati o dirottati verso Palermo, Trapani, Comiso e altri scali.
Ed è proprio nei trasferimenti forzati che si è aperto uno dei capitoli più controversi.
Fino a 700 euro per attraversare la Sicilia
Con autobus pieni, auto a noleggio difficili da trovare e collegamenti messi sotto pressione dall’emergenza, alcuni viaggiatori hanno denunciato cifre elevatissime per raggiungere Palermo o Catania.
Per la tratta tra i due capoluoghi siciliani sono state riportate tariffe di 500 euro per un taxi e fino a 650 euro per un minivan, mentre in almeno un caso è stata denunciata una richiesta di 700 euro.
Una situazione che ha provocato proteste e segnalazioni, tanto da spingere il Codacons ad annunciare un esposto all’Antitrust sui rincari registrati durante l’emergenza.
È il lato più amaro di ogni situazione critica: quando il disagio di chi è rimasto bloccato rischia di trasformarsi in un’occasione per far lievitare i prezzi.
E c’è chi cerca il selfie perfetto
Ma sull’Etna di questi giorni c’è anche un altro fenomeno.
Mentre migliaia di viaggiatori cercano disperatamente un’alternativa ai voli cancellati, sulle pendici del vulcano si registra un forte afflusso di escursionisti e curiosi richiamati dalle immagini spettacolari dell’eruzione.
Centinaia di persone stanno raggiungendo le aree da cui è possibile osservare le colate e, in alcuni casi, si avvicinano pericolosamente alla lava per scattare fotografie e selfie.
Il problema non è naturalmente ammirare uno dei fenomeni naturali più suggestivi al mondo, ma trasformare lo spettacolo in una gara a chi riesce a spingersi più vicino.
Il Soccorso Alpino ha più volte richiamato alla prudenza chi raggiunge l’Etna, soprattutto nelle ore serali e notturne, ricordando che il vulcano resta un ambiente in continua evoluzione e che affrontarlo senza preparazione o equipaggiamento adeguato può diventare estremamente pericoloso.
L’Etna non è un set fotografico
L’attività del vulcano resta intensa e può modificarsi rapidamente.
Eppure la diffusione continua di fotografie e video sui social sembra alimentare una vera e propria corsa verso le colate: più un’immagine diventa spettacolare, più cresce il desiderio di replicarla.
È uno dei paradossi del turismo nell’epoca dei social: non basta più vedere. Bisogna dimostrare di esserci stati, possibilmente qualche metro più vicino degli altri.
Così l’eruzione dell’Etna finisce per mostrare due facce molto diverse.
Da una parte ci sono persone che l’emergenza la subiscono: famiglie con voli cancellati, turisti bloccati negli aeroporti, viaggiatori costretti a percorrere centinaia di chilometri e a sostenere spese impreviste.
Dall’altra ci sono quelli che l’emergenza la cercano, spingendosi verso il vulcano per ottenere la fotografia più spettacolare.
Nel mezzo c’è l’Etna, che continua semplicemente a fare l’Etna.
E forse basterebbe ricordare una cosa molto semplice: la natura non è un parco divertimenti e un’eruzione non è un set per selfie.

