Luis Enrique, la vittoria del cuore: per chi non smette di crederci
di Massimo Reina
Lo chiamavano testardo, e forse lo era. Lo dicevano arrogante, perché non si piegava. Lo bollavano come inadatto, freddo, persino strano. Ma solo in Italia, dove l'eccellenza è un sospetto, la coerenza una colpa e la dignità un vizio capitale.