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di Filippo Vagli

Il 17 maggio 2026 sancisce l'inizio di un'era di egemonia totale per la Sir Sicoma Monini Perugia. All'Inalpi Arena di Torino, i "Block Devils" hanno completato un'opera d'arte sportiva, schiantando i polacchi dell'Aluron CMC Warta Zawiercie con un perentorio 3-0. Non è stato solo un bis europeo, ma una prova di forza che assume i contorni della leggenda: la società di Gino Sirci è ora contemporaneamente campione d’Italia, d’Europa e del mondo.


L’Inter chiude una stagione straordinaria mettendo in bacheca anche la Coppa Italia. Nella finale giocata allo stadio Olimpico di Roma, i nerazzurri hanno battuto 2-0 la Lazio conquistando il decimo trofeo della loro storia nella competizione e completando così la doppietta campionato-Coppa Italia, impresa che al club milanese non riusciva dalla stagione 2009-2010.

 

di Filippo Vagli

Mercoledì 6 maggio 2026, il PalaBarton di Perugia si è trasformato in un catino ribollente di emozioni che ha fatto esplodere in un grido liberatorio una città ormai abituata alla gloria, ma mai sazia di essa. Il verdetto della Gara-3 di finale scudetto è stato una sentenza definitiva: la Sir Susa Scai Perugia ha sconfitto la Cucine Lube Civitanova 3 set a 1, parziali 25-27; 26-24; 25-22; 25-20, mettendo il sigillo su una serie dominata per 3-0. I Block Devils hanno così sollevato al cielo il terzo tricolore della propria storia, dopo i successi del 2018 e del 2024, confermando una supremazia nazionale che ha saputo travolgere la resistenza dei marchigiani, capaci in precedenza di eliminare corazzate come Trento e Verona.

 

di Filippo Vagli

Alla vigilia delle semifinali di ritorno di Champions League è innegabile come le gare di andata abbiano consegnato agli annali due scenari tecnici antitetici, eppure accomunati da un senso di assoluta incertezza. Il pareggio tra Atlético Madrid e Arsenal (1-1) e il vortice iperoffensivo di Paris Saint-Germain - Bayern Monaco (5-4) lasciano i giochi totalmente aperti, trasformando le gare di ritorno in un saggio di pura strategia. In questo scenario, l'abolizione della regola del gol in trasferta non è solo un dettaglio normativo, ma il vero motore psicologico delle sfide. Senza più il peso specifico del gol fuori casa, le squadre si sentono legittimate a esplorare il caos creativo o a cercare il controllo totale senza il timore di una condanna immediata al primo errore.

 

di Filippo Vagli

La Sir Safety Susa Perugia ha messo un’ipoteca pesantissima sul tricolore. Con un solido 3-1 (21-25, 25-22, 25-23, 25-22) conquistato in trasferta all'Eurosuole Forum, i Block Devils si sono portati sul 2-0 nella finale scudetto maschile al meglio delle cinque partite. Dopo aver imposto il massimo scarto in gara-1 davanti al caloroso pubblico del PalaBarton, i campioni d'Europa di coach Angelo Lorenzetti hanno replicato la lezione di grande volley, portandosi a un solo successo dalla conquista del titolo. Mercoledì 6 maggio, al PalaBarton, si vedrà se Perugia festeggerà il tricolore o se la Lube Civitanova troverà la forza per prolungare la serie.

Il match è stato un'epopea di rimonte e cuore umbro. Nel primo set, i padroni di casa di Civitanova sono scattati subito in avanti, creando un vantaggio netto su Perugia grazie agli ace di Nikolov, Boninfante e Bottolo e nonostante il tentativo di rimonta di Perugia, un errore in battuta di Ben Tara regala ai cucinieri il 25-21 finale. La Lube riparte a razzo anche nel secondo parziale: un ace di Loeppky fissa il 12-7, con il tifo del Forum a spingere i padroni di casa. Perugia reagisce con grinta, pareggiando sul 19 pari per chiudere poi il set e pareggiare i conti con il mancino Plotnytskyi.

Il terzo set è una battaglia punto a punto con Civitanova che parte bene, ma nel corso del parziale emerge la qualità degli umbri che riprendono il comando e vincono 25-22 con un mani-out di Semeniuk. Nel quarto set esplode la festa perugina: a fronte di un equilibrio iniziale, gli attacchi di Semeniuk, Plotnytskyi e Ben Tara, orchestrati dalla sontuosa regia di capitan Giannelli, sigillano la vittoria di Perugia che si aggiudica il 2-0 nella serie, lasciando Civitanova tra gli applausi del suo pubblico al Forum. Protagonisti assoluti del sestetto perugino, l'opposto Wassim Ben Tara, 21 punti e 4 muri punto, Kamil Semeniuk con 12 punti e Oleh Plotnytskyi che di punti ne ha messo a segno 17, senza dimenticare il libero Massimo Colaci, incontrastato padrone della seconda linea. Per la Lube, non sono bastati i 14 punti a testa di Eric Loeppky, Aleksandar Nikolov e Mattia Bottolo. Gli attaccanti marchigiani hanno lottato, ma la maggiore lucidità perugina nelle rotazioni decisive ha fatto la differenza.

Ora tutti gli occhi su gara-3: Perugia sogna la passerella tricolore al PalaBarton, ma la Cucine Lube Civitanova ha ancora un'arma letale: la voglia di rivalsa. La serie è viva, ma l'inerzia pende nettamente verso l'Umbria. 

 

 

di Stefano Dentice

Sacrificio, umiltà, passione, competenza e perseveranza, alla lunga, portano i frutti sperati. Queste cinque caratteristiche ben definite albergano nel DNA di Francesco Farioli, trentasettenne allenatore toscano che, con due giornate d’anticipo, si laurea campione di Portogallo con il Porto.

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