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di  Imma Pontecorvo

 

È il 1600 quando il viceré Fernando Ruiz de Castro affida all’architetto Domenico Fontana l’incarico di costruire il maestoso Palazzo Reale di Napoli. Situato nel cuore della città, in piazza del Plebiscito, è una delle più importanti residenze reali del Paese. Fu prima sede dei sovrani del Regno di Napoli e, successivamente, del Regno delle Due Sicilie.

Nel periodo borbonico il Palazzo fu migliorato con la creazione di un giardino pensile con affaccio sul Vesuvio. Questa, però, non fu l’unica modifica: anche gli spazi interni vennero riorganizzati, con particolare attenzione agli appartamenti privati del re e della regina di Sassonia. Nello stesso periodo, tra il 1734 e il 1805, furono edificati due nuovi cortili e, i reali, decisero di innovare la decorazione del Palazzo affidando la direzione dei lavori ad artisti di tutto spessore: Francesco Solimena, Francesco De Mura e Domenico Antonio Vaccaro.
Nel 1758, proprio nel Palazzo Reale, vennero celebrate le nozze di Ferdinando IV di Borbone e in tale occasione, vista l’importanza delle nozze, si decise di inaugurare il Teatro di Corte, edificato dall’architetto Ferdinando Fuga. Circa trent’anni prima, in realtà, vicino al Palazzo era stato costruito il Teatro San Carlo ossia il più antico teatro lirico di tutto il globo.
Si giunge, poi, al periodo napoleonico, periodo storico nel quale il Palazzo Reale fu sede di Gioacchino Murat. Lo stesso, poi, fu succeduto da Giuseppe Bonaparte, personaggio storico al quale Napoleone aveva affidato l’intero Regno di Napoli. Anche in questo caso, Bonaparte e sua moglie effettuarono delle migliorie al Palazzo, portando al suo interno mobili e suppellettili direttamente derivanti dal Palazzo del Quirinale che, al tempo, era stato scelto come sede principale dell’Imperatore nella città di Roma.
La storia millenaria di questo monumento storico si snoda attraverso epoche e regni, con particolare rilevanza nel periodo del Regno delle Due Sicilie. È durante questo periodo che il palazzo vive il suo apice di splendore e importanza, grazie al mecenatismo e alla passione dei sovrani borbonici.
Tra essi, spicca la figura di Ferdinando di Borbone, il quale, dopo un esilio, ritorna a Napoli per assumere il ruolo di Re delle Due Sicilie. La sua presenza a corte segna un'epoca di grande fervore culturale e politico per il regno. È interessante notare che Ferdinando non solo risiede nel Palazzo Reale, ma lo trasforma in un centro vitale di attività artistiche, scientifiche e sociali. Durante il suo lunghissimo regno, che si estende per oltre 65 anni, il palazzo diventa il fulcro delle celebrazioni reali, delle cerimonie di stato e degli incontri diplomatici, ma anche un luogo di innovazione e scambio culturale.
Sotto il suo patronato, il Palazzo Reale si arricchisce di opere d'arte straordinarie, di collezioni scientifiche e di biblioteche che ne fanno uno dei centri culturali più vivaci d'Europa. L'attenzione e il sostegno di Ferdinando verso le arti e le scienze lasciano

un'impronta indelebile nel tessuto culturale del regno e contribuiscono a consolidare la reputazione di Napoli come fulcro dell'illuminismo meridionale. La sua lunga permanenza a corte non solo segna un periodo di stabilità e prosperità per il regno, ma conferisce al Palazzo Reale un'importanza e un prestigio senza pari nella storia dell'Italia meridionale.
L’attuale assetto della Reggia, in realtà, è il risultato di un lungo processo di trasformazione e rinnovamento, guidato dall'abile mano dell'architetto Gaetano Genovese, il quale intervenne con determinazione dopo il devastante incendio del 1837. Questo evento drammatico portò alla necessità di una ricostruzione radicale, che si tradusse in significative modifiche e ampliamenti della struttura originaria. L'obiettivo principale di Genovese era non solo ripristinare l'antica magnificenza del palazzo, ma anche renderlo conforme ai gusti estetici e alle esigenze funzionali dell'epoca. Una delle sue prime azioni fu la demolizione del preesistente palazzo vicereale, che si estendeva maestosamente sull'attuale Piazza Trieste e Trento, per far posto alle nuove visioni architettoniche.
Tra le modifiche più significative, lo Scalone d'Onore e l'Appartamento di Etichetta furono sottoposti a un attento restauro e rinnovamento, adottando le linee eleganti e raffinate dello stile neoclassico, che conferirono loro un'impronta di grandiosità e nobiltà senza tempo. Lo Scalone d’onore si caratterizza per le sue monumentali proporzioni 750 mq di estensione per un’altezza di 30 metri circa che Montesquieu definì come il più bello d'Europa. Sulle pareti laterali si aprono quattro nicchie con sculture in gesso che rappresentano le virtù regie: la Giustizia di Gennaro Calì e la Fortezza di Antonio Calì; la Clemenza di Tito Angelini e la Prudenza di Tommaso Solari.

 

SCALONE D'ONORE 


L’Appartamento di Etichetta, invece, è il nucleo antico di tutto l’edifìcio, situato al piano nobile, è composto da 30 sale tra cui la Sala del Trono, dove è situato il trono di tarda età borbonica con ritratti di re, principesse e regine, la Sala di Mariacristina di Savoia e la Sala diplomatica, la Cappella Reale, il Teatrino di Corte,.un sontuoso teatro privato creato nel 1768 da Ferdinando Fuga per celebrare il matrimonio di Ferdinando IV e Maria Carolina d'Austria. La Sala dei Seicento Napoletano impreziosita da una serie di quadri e dipinti risalenti al 1600 dove è d’obbligo alzare lo sguardo al soffitto per ammirare la complessa decorazione in oro e stucchi bianchi..

 

LA SALA DEL TRONO

 

LA SALA DIPLOMATICA

Non si può non annoverare La Quadreria, costituita da un importante gruppo di dipinti realizzati tra il XVII e il XIX secolo che offrono un ricco repertorio di scuola napoletana e meridionale come la Collezione Farnese, allestita con tele del Guercino e di Bartolomeo Schedoni e una collezione di Scuola Fiamminga, legata ad acquisti di Ferdinando IV.
La storia del maestoso Palazzo Reale si conclude con il Periodo Sabaudo dal 1860 al 1919. Dopo l’annessione del Regno delle Due Sicilie a quello d’Italia, il palazzo divenne proprietà dei Savoia. Umberto I scelse di far crollare letteralmente le statue degli otto sovrani esistenti nelle nicchie della facciata. Rinunciando al Palazzo quale sua residenza, Vittorio Emanuele III decise di cederlo al Demanio nel 1919. Fu proprio così che la Regia divenne di funzione pubblica.
Oggi, all'interno del Palazzo, possiamo ammirare Il Museo di Palazzo Reale, che nel 2019 ha ottenuto il prestigioso status di museo autonomo di notevole interesse nazionale e rappresenta un punto focale per gli appassionati d'arte e storia. Qui, le collezioni permanenti e le mostre temporanee offrono un viaggio affascinante attraverso i secoli di storia e cultura.
Convivono, inoltre, diverse istituzioni culturali di rilevanza nazionale tra le quali le due Soprintendenze per il comune e per l'area metropolitana di Napoli che operano attivamente all'interno del Palazzo Reale impegnandosi nella tutela, conservazione e valorizzazione del vasto patrimonio storico-artistico della città e della sua area circostante.
All’esterno, invece, è possibile visitare il Cortile d’Onore, delle Carrozze, del Belvedere, il Giardino Pensile da cui si gode una splendida vista sul golfo di Napoli, fino alla penisola sorrentina e all’isola di Capri. e quello Romantico in stile inglese, voluto da Ferdinando II Borbone.

 

GIARDINO PENSILE


Recentemente restaurate sono le Scuderie Borboniche. realizzate nell’ultimo ventennio del XVIII e caratterizzate dalle antiche mangiatoie in pietra di Bellona. All’interno in un grande spazio espositivo di 1800 metri quadrati è stato allestita La Galleria del Tempo, una mostra permanente, che conduce il visitatore in un percorso multimediale alla scoperta della storia di Napoli a partire dalla fondazione della città fino ai giorni odierni, dei suoni, dei colori, delle sue tradizioni e del suo patrimonio artistico, archeologico, architettonico, museale e paesaggistico.
Infine accanto al museo, troviamo la Biblioteca Nazionale dedicata a Vittorio Emanuele III di Savoia, che con oltre due milioni di testi è la biblioteca più importante del Sud Italia e una delle prime a livello mondiale ed occupa un ruolo di primaria importanza nell'ambito della conservazione e della diffusione del patrimonio letterario e documentale italiano. Le sue sale custodiscono preziosi volumi e manoscritti che narrano le diverse sfaccettature della cultura italiana e universale.

 

LA GALLERIA DEL TEMPO

 

 

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Info Autore
Imma Pontecorvo
Author: Imma Pontecorvo
Biografia:
Imma Pontecorvo nasce a Vico Equense e vive a Piano di Sorrento, sulla Costiera Sorrentina. Consegue il diploma magistrale, seguito da quello tecnico commerciale, quindi la Laurea in Scienze dell’Educazione, indirizzo Educatore Professionale, presso l’Università Suor Orsola Benincasa, di Napoli. Accanto alla sua professione come docente non ha mai smesso di coltivare quella che è la sua più grande passione: la scrittura. Ama scrivere fin dai tempi dell’adolescenza e partecipando a concorsi letterari, sia a livello nazionale che internazionale, si è aggiudicata diversi premi e riconoscimenti. Vincitrice -nella sezione favola- al 4° Concorso Artistico Letterario Nazionale "Perdersi nell'amore" " promosso dall'Associazione "Atlantide" - Centro studi per le arti e la letteratura - Cosenza/Genova, 2020 con l'opera “Nico e il fantastico mondo del mare “, ha al suo attivo varie pubblicazioni che abbracciano diversi generi, dalle sillogi di poesie, ai romanzi rosa fino ai racconti di formazione per ragazzi. @immalibri
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