Pin It

 

di Paolo Russo

Giorgia Meloni vince le elezioni politiche 2022 con numeri che fanno davvero riflettere sulla disistima degli italiani verso il governo Draghi. Fratelli d'Italia infatti era l'unico partito all'opposizione del governo uscente.

Giorgia Meloni posiziona Fratelli d’Italia al primo posto nella sfida elettorale creando le premesse per diventare la prima donna Presidente del Consiglio della storia repubblicana dal ‘48 ad oggi.

Fratelli d'Italia ha ottenuto il 26% sia al Senato che alla Camera, triplicando i voti degli altri partiti di centro destra, perlomeno di Forza Italia, sancendo nuovi rapporti di forza all'interno della coalizione.

Il Partito Democratico non arriva al 20% aprendo un dibattito al suo interno che probabilmente porterà alle dimissioni di Letta, in virtù anche del fatto che il leader del Pd si è rifiutato di fare accordi con  il Movimento 5 Stelle che ha totalizzato il 15% (contro ogni previsione).

Il Terzo Polo raggiunge il 7% mentre restano fuori dal Parlamento per non aver superato la soglia di sbarramento, l’attuale ministro degli esteri Luigi di Maio, fondatore di Impegno civico, Italexit, Unione popolare, Più Europa e i partiti che avrebbero dovuto rappresentare la vera alternativa politica: Vita, Sovranità Popolare e Alternativa per l'Italia che pagano la mancanza di una linea comune al loro interno, infatti molti leader dei movimenti antisistema hanno scoraggiato gli italiani a votare in virtù  della nascita di un coordinamento di comitati per l'astensione costituente.

La coalizione di centro destra ottiene il 44,12% delle preferenze che si traduce in 112 seggi conquistati su 200 mentre alla Camera con il 43,90% ottiene 238 seggi dei 600 disponibili. Il centro sinistra si ferma al 26,25% al Senato e al 26,48% alla Camera, ottenendo 40 seggi su 200 e 78 seggi su 600. Il Movimento 5 Stelle con il 15% all'incirca sia al Senato che alla Camera ottiene 30 seggi a palazzo Madama e 52 seggi a Montecitorio. Il Terzo Polo con il 7%, ottiene 10 posti in Senato e  20 seggi alla Camera.

L’affluenza definitiva alle urne è ai minimi storici attestandosi intorno al 64%  ben 10 punti percentuali in meno rispetto al 2018.
Un'astinenza perlopiù concentrata al sud in Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna e compensata in parte dall'affluenza al voto di un buon 70% in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.
 
 
AP Photo/Gregorio Borgia
 
Pin It
Info Autore
Paolo Russo
Author: Paolo Russo
Biografia:
Cultore dell'approccio olistico, Psicoterapeuta e Psicoanalista a Padova e Portogruaro, scrittore e autore del "Trattato di Poesia Clinica", conduttore radiofonico della trasmissione "I Fiumi di Jane" su Radiogamma5.
I Miei Articoli