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di Paolo Russo

"Il governo vada avanti indipendentemente da chi ci sarà. Sono un nonno al servizio delle istituzioni"

Così Mario Draghi si presenta alle telecamente il 23 Dicembre per promuovere la sua (auto)candidatura a Presidente della Repubblica. Una vicenda senza precedenti, considerato anche il fatto che i primi candidati alla Presidenza sono sempre quelli che non vengono eletti visto che le prime tre votazioni richiedono una maggioranza di due terzi dell'assemblea e solo dalla quarta è possibile essere eletti con una maggioranza assoluta.

La storia però degli ultimi due anni ci insegna che ci si può aspettare di tutto persino il tentativo di forzare la Costituzione per passare ad un presidenzialismo o a un semipresidenzialismo di fatto, nel nome di una emergenza senza fine.

Un rischio enorme per la democrazia italiana perchè il popolo subirebbe una ulteriore decisione presa dall'alto senza poter partecipare attivamente a delle scelte che modificherebbero totalmente lo scenario politico.

D'intralcio però ai piani di Draghi c'è Berlusconi, l'ultimo vero leader scelto dal popolo ed eletto democraticamente senza operazioni della Presidenza della Repubblica che invece contribuì alle sue dimissioni. Fu infatti  Napolitano a favorire  l'ascesa al governo tecnico guidato da Mario Monti.

Berlusconi è un politico di razza, quasi immortale. Un simbolo per molti italiani, amato e odiato ha il merito di aver indebolito l'egemonia di una politica di sinistra ripristinando il principio di alternanza tra forze politiche al governo, principio cardine di ogni democrazia.

Lo stesso principio potrebbe affermarlo al Quirinale visto che l'ultimo Presidente che può dirsi vicino alla  destra fu Scalfaro nel 1998.

Berlusconi è astuto e sa che la classe politica non vuole andare alle elezioni e che  allo schiaramento di centrodestra (Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia) mancherebbero pochi voti facilmente recuperabili soprattutto tra quei politici che non verranno più eletti.

Lo sa anche Draghi che perciò vede minacciata come non mai la sua autoreferenzialità.

Non è mai successo da quando è al governo che fosse smentita così clamorosamente una sua posizione, dichiarata pubblicamente, da componenti del suo governo. Draghi d'altro canto avrebbe però l'apoggio di Pd e M5s che temono uno sfaldamento della compattezza del governo se lui davvero dovesse abbandonare Palazzo Chigi.

Molto dipenderà dai giochi dei partiti che tutto vogliono fuorchè tornare alle elezioni in questo momento.

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Info Autore
Paolo Russo
Author: Paolo Russo
Biografia:
Cultore dell'approccio olistico, Psicoterapeuta e Psicoanalista a Padova e Portogruaro, scrittore e autore del "Trattato di Poesia Clinica", conduttore radiofonico della trasmissione "I Fiumi di Jane" su Radiogamma5.
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