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di Alberto Micelotta

Il maestro Franco Battiato si è spento oggi, all'età di 76 anni.

Tutti noi, in un modo o nell'altro, abbiamo "fatto scalo a Grado una domenica" mentre facevamo "serenate all'istituto magistrale nell'ora di ginnastica o di religione" cercando di ricordare quando il nostro maestro ci "insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro all'imbrunire".

Se ne va un "centro di gravità permanente" diventato tale proprio perché lo cercava. Perché la ricerca è in sé la chiave della "cura" che chi protegge "dalla paura e dall'ipocondria" quando "tutti intorno fanno rumore".

Ora "sul ponte" tra noi e il senso della vita "sventola bandiera bianca", una bandiera che rappresenta al fine una "tregua" per lui che vedeva "buio intorno".

La malattia lo aveva divorato negli ultimi anni, una malattia vissuta nel desiderio dell'assoluto rispetto, lontana dai riflettori mediatici nel rafforzamento di un principio cardine del pensiero del maestro siciliano: "le nostre anime cercano altri corpi in altri mondi dove non c'è dolore ma solamente pace e amore".

Preziosissimo il suo contributo allo sviluppo della musica italiana che in buona parte, forse, lui avrebbe buttato "giù dalla torre".

La collaborazione col compianto Manlio Sgalanbro lo aveva portato all'apice del successo, un successo educato, sempre modesto. Ricordo il racconto di Max Gazzè che descriveva un pomeriggio estivo in piscina con il maestro Battiato che indossava un costume integrale, tipico degli anni 50, in linea con la sua riservatezza.

Mancheranno le sue canzoni future, mancherà la saggezza acquisita negli anni di ricerca, studio e contatto con i maestri di ogni epoca. Il suo rapporto con la Sicilia e con il sud tutto, la sua apertura alle religioni, la sua pungente ironia.

"Un essere speciale" che ha avuto cura di noi e verso il quale forse potevamo avere maggiore cura. E ora, purtroppo, non potremo più andarlo "a cercare, anche solo" per vederlo "o parlare". 

Quante volte, in molti, abbiamo sognato di andare a fargli visita, sederci sul pavimento e ascoltare aneddoti e insegnamenti.

Ma come dice il suo ultimo album, impregnato del legame del maestro con il buddismo, "torneremo ancora"

E allora, nel frattempo, grazie Franco e arrivederci! 

 

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Info Autore
Alberto Micelotta
Author: Alberto Micelotta
Biografia:
Alberto Micelotta, classe 1977 è autore di due libri: Pietre di Suono, la Poesia Uccide (Albatros Editore 2020) e Il Veleno e la Medicina - dialoghi contro il femminicidio e la violenza domestica (Ferrari editore 2014), attore, regista e performer è anche autore della maggior parte dei propri spettacoli. Cura una rubrica letteraria innovativa su libreriamo.it e collabora, oltre che con La VOCE agli italiani, anche con diverse altre realtà come creatore di contenuti. Lavora nel mondo della comunicazione dal 1995 dove inizia a collaborare con Edoardo Sanguineti, Nanni Balestrini, Franco Brambilla alla stesura dei testi del Centro di Produzione Artistica e Teatrale La Corte Ospitale di Rubiera (RE). Negli anni successivi collaborerà alla produzione dei contenuti (a Torino) della CKS-Casasonica di Ferruccio e Massimiliano Casacci e della Movida, sua società di produzione audiovisiva; (a Roma) della New Real s.r.l e della 21lab s.n.c. In Calabria collabora con il Sistema Bibliotecario Vibonese e con il Festival Leggere&Scrivere, con LaC TV per la quale è autore di due programmi di approfondimento giornalistico, uno dei quali con Klaus Davi e, per un breve periodo anche direttore artistico. La collaborazione con Klaus Davi prosegue anche al di fuori dell'esperienza dell'emittente calabrese per quattro anni nei quali i due condividono la firma su tutti i loro servizi, ribattuti anche, per esempio, da Attilio Bolzoni di Repubblica.
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