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Questo dovrebbe essere un articolo di politica, ma mi dà così tanta tristezza pensare che la politica sia arrivata a livelli così bassi, che vorrei categorizzarlo tra quelli della cronaca nera o tra quelli di spettacolo a rappresentare però una critica negativa di uno dei peggiori show che stiano andando in scena da un po' di tempo.

Il protagonista di questo triste e spiacevole spettacolo è il Senatore della Repubblica Simone Pillon che occupa una delle poltrone della Lega. Ora, il Senatore non è nuovo al protagonismo negativo e denigratorio soprattutto sui social. Ahimè purtroppo non limita le sue performances al mondo virtuale e occupa - e inquina - con i suoi discutibili punti di vista anche ruoli istituzionali in qualità di membro della commissione giustizia, della giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, del comitato parlamentare per i procedimenti di accusa, della commissione parlamentare d'inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori e come vicepresidente - addirittura - della commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza (brividi) e della commissione contenziosa. 

Insomma, non un influencer di bassa lega (come suonano bene queste ultime due parole insieme!) ma un parlamentare assai attivo, almeno sulla carta.

Bresciano di cinquant'anni tra poco, avvocato, organizzatore dei "Family Day", neocatecumenale, contrario al riconoscimento dei diritti degli omosessuali, all'approvazione del DdL Zan - a tutela delle diversità - e difensore estremo del concetto ottocentesco di famiglia "tradizionale", non solo composta da uomo-donna, ma pure inserita in un contesto sociale nel quale alle donne spettano percorsi personali e lavorativi relativi all'accudimento e agli uomini quelli legati al sostentamento e alle scienze.

Ora, tralasciando le sue opinioni retrograde e sessiste espresse anche ultimamente in post aberranti e denigratori delle donne - che si stanno difendendo benissimo da sole e non hanno certo bisogno di me - vorrei puntare l'attenzione su alcuni aspetti della sua vicenda "umana": dove ha nascosto il senatore Pillon la macchina del tempo? Sua moglie e i suoi tre figli esistono davvero e se sì cosa pensano delle affermazioni del Capo Famiglia? Si accontentano del lauto stipendio che arriva ogni mese o celano in cuor loro l'attesa di Magda per il camionista? Quanto desiderio di martirio anima le affermazioni del Senatore e soprattutto cosa aspettano le persone di buona volontà a dire basta? 

Siamo in un Paese democratico, nel quale esiste la libertà di espressione - che il senatore erroneamente teme possa essere lesa dal DdL Zan - ma mi domando per quale motivo un Senatore della Repubblica non debba rispettare i principi della Costituzione che gli ha permesso la rappresentanza... Perché i parlamentari non rientrano nei cittadini previsti dall'articolo 54 della stessa? e che recita:

"Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge"

No, perché nell'articolo 3 è esplicitamente detto che:

"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese"

Insomma... da che secolo arriva il Senatore Pillon? Cosa gli permette la violenza delle sue affermazioni? 

Voto del suo spettacolo: 3

Voto all'interpretazione: 5

Voto al testo: 2

 

 

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