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“Cinque morti in una settimana in Toscana rappresentano un dato che non può suscitare solo sconcerto e dolore”. Lo scrive in una nota la presidenza regionale del Movimento cristiano lavoratori della Toscana.

In crescita le denunce di infortunio con esito mortale, lo si legge nel bollettino Inail riguardante l'ultimo trimestre dell'anno, in cui sono presenti anche tutti i dati relativi all'intero 2020. Se gli incidenti mortali sono cresciuti, sono calati dell'8.3 per cento gli infortuni su lavoro in generale, passando da 20.695 a 18.991.

Siamo così presi dal non farci contagiare dal Covid-19 che abbiamo perso di vista una grossa realtà della nostra vita che da sempre si perpetua nell’indifferenza generale: il virus delle morti sul lavoro. Si nutre di normative disattese, mortale il più delle volte, si riproduce nell'indifferenza e nella precarietà. Cammina sopra i ponteggi di cantieri, in edifici o grandi opere in costruzione. Corre lungo le zolle in mezzo ai campi agricoli all'aperto mentre dentro le fabbriche si rende invisibile. Si nutre di diritti acquisiti ma disattesi nelle aree dei rifiuti bruciati, nelle zone contaminate dalla sete di potere che uccide.

Cammina perfino sui mezzi di trasporto. Pericoloso s'insinua soprattutto nella mente di chi dovrebbe sconfiggerlo ma resta a guardare, politici incapaci o imprenditori senza scrupoli sono tutti contagiati e invece di isolarlo e debellarlo ignorano che il vaccino c’è già e si chiama prevenzione. Abbiamo le migliori leggi sulla sicurezza del lavoro basterebbe metterle in pratica, in pochissimi lo fanno e preferiscono guadagnare tanto non applicando la legge. Il dio denaro. Secondo l’Inail fino al 2020 i decessi sono aumentati del 18% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, una pandemia perenne come le assemblee di una volta, orgoglio operaio smarrito in una corsa al possesso e sappiamo che senza appartenenza non si va lontano.

Gli invisibili, rispetto massimo per loro, sono morti o feriti come tanti quotidianamente nell’indifferenza generale, senza fare notizia o suscitare la stessa indignazione che leggo per faccende di minor valore. Tre vittime ogni giorno altro che storie, sono tante . Nessuno ha mai istituito zone rosse o imposto quarantena o ferma lo sport. Nessuno fa niente. Immobilismo totale.  Non ci sono DPCM, resta uguale la mancanza di controlli sul territorio, pochissime le multe nei confronti di chi dovrebbe garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Servirebbe la stessa indignazione e gli stessi titoloni sui giornali usati nei confronti del covid-19. Invece niente, solo trafiletti sulle cronache locali. Costruiamo una consapevolezza collettiva per ridare al lavoro vita propria e non morte o infortuni. In questo caso una passata di Amuchina non basterà a disinfettare la nostra coscienza.

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Info Autore
Nicoletta Toselli
Author: Nicoletta Toselli
Biografia:
Giornalista pubblicista. Nata a Milano, vivo in Calabria da molti anni. Redazione La voce del Savuto - La voce agli Italiani. Radio Movida. Delegata comunicazione Riviera dei Cedri Unpli Cs - Cif Cs. Ufficio stampa e comunicazione del "Il Clubbino" Ex "Radio1one" radio e testata giornalistica. "Il Casinista" e "Le5news" di Astolfo Perrongelli; "Progetto Mercurion" con lo scrittore Giovanni Russo, casa editrice Ferrari. "MimmoAbramoNotizie" del giornalista Mimmo Abramo e il suo libro "Francesco il mio amico terra e cielo". Digital marketing, social media manager, organizzazione e comunicazione eventi. Seguo la startup "Sposiamoci in Calabria" di Agnese Ferraro e il musicista/pianista Mattia Salemme, oltre a varie collaborazioni come giurata a concorsi letterari e di poesia; opinionista in vari programmi radio e tv locali. Attualmente redazione gruppo Azzurra, testata giornalistica, radio e tv. Graphic design.
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