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di  Arnaldo Vitangeli

 C’è un attacco alla sicurezza e alla stabilità del nostro Paese che avviene fondamentalmente attraverso l’immigrazione.

Abbiamo visto come in questi giorni il numero degli sbarchi in Italia abbia raggiunto livelli record in un anno. E questo nonostante una delle ragioni della vittoria elettorale della Meloni fosse la promessa di bloccare, o quanto meno ridimensionare profondamente, i flussi dell’immigrazione clandestina.

Lampedusa è letteralmente al collasso: attualmente nell’isola ci sono 7 mila migranti irregolari su una popolazione di 5 mila abitanti, in un’isola che viveva di turismo. Ma Lampedusa è soltanto la spia di un allarme perché di fatto la presenza di un numero sempre crescente di immigrati irregolari è insostenibile per il nostro paese, sia da un punto di vista economico, che della sua tenuta  sociale e della sua immunità.

L’Italia è un paese che è già profondamente diviso e conflittuale da sempre,  un problema storico  che ci trasciniamo da secoli (da guelfi e ghibellini, fascisti e antifascisti, berlusconiani e antiberlusconiani  ecc.) Tutte queste divisioni e  contrasti all’interno dei nostri confini, oltre che da un punto di vista geografico (nord-sud, campanilismi vari),  hanno significato  la marginalizzazione  del nostro paese nel contesto delle grandi potenze europee.

L’arrivo di centinaia e centinaia di migliaia di disperati  provenienti dall’Africa, che hanno cultura e una visone culturale, politica, religiosa e sociale lontanissima, se non opposta, alla nostra è difficilissimo da gestire. L’Italia non ha le risorse economiche in grado di far fronte ai bisogni essenziali di queste persone, e questo ha un impatto devastante nei nostri conti pubblici. Non è di fatto possibile coniugare, i fatti della Francia e della Svezia lo dimostrano, culture opposte, anche laddove ci siano i soldi per pagare gli alberghi o lo stato sociale.

E l’altro problema che emerge, ormai evidentissimo, è quello dell’ordine pubblico: i crimini di strada sono ormai fuori controllo, soprattutto nelle città del nord, come Milano e Varese, e  nelle metropoli in generale. Sono terre di nessuno in cui la microcriminalità dilaga senza alcun controllo. I fatti di cronaca che riguardano violenze, furti, rapine commessi da clandestini sono numerosissimi  e intere zone delle nostre città sono diventate off limits perché non c’è più la sicurezza. Questo sta portando a un profondissimo malcontento che viene raccontato quotidianamente dai mezzi d’informazione.

In questo contesto, quindi, l’arrivo di questa massa di disperati non è gestibile. E che cosa fanno i nostri partner europei, cioè Francia e Germania? Hanno scelto di chiudere le frontiere, cioè hanno bloccato le frontiere con l’Italia per evitare che una parte di questi migranti irregolari si dirigesse verso le più ricche lande del nord Europa.  Questo è di un’ipocrisia allucinante visto e considerato che l’Italia, soprattutto durante  il periodo di governo del partito giallo verde, cioè delle Lega e del Movimento 5 Stelle, ha bloccato per un po’ il fenomeno. I paesi europei, in particolare Francia e Germania, erano contrarissimi a queste politiche da parte dell’Italia: accusavano il nostro Paese e il suo governo di essere inumano, sostanzialmente fascistoide. Ricorderete il Presidente della Repubblica francese  Emmanuel Macron che ci definì vomitevoli. Insomma, dopo averci fatto la morale, nonostante, poi, loro trattino i propri clandestini in maniera enormemente più violenta di come faccia l’Italia. Dopo  averci detto che “accogliere era un dovere”, hanno pensato bene di chiudere le frontiere lasciando l’Italia da sola con un problema che non può essere gestito. Peraltro, questo problema non può neanche essere gestito dal punto di vista europeo perché l’altra balla che ci raccontano continuamente è quella in base a cui il problema esiste soltanto perché non c’è un coordinamento europeo. Nel momento in cui si arrivasse a questo, il problema magicamente sparirebbe. E’ una fesseria clamorosa perché è vero che, ovviamente, se si dividono i flussi tra più paesi questi risultano meno devastanti per il paese di primo approdo. Ma in realtà in questo non c’è una soluzione, ma un procrastinare ed aggravare il problema perché nel momento in cui tutti gli africani o tutti i migranti, che arrivano in Italia, in Spagna o in Grecia, vengono smaltiti tra tutti i paesi europei, soprattutto in quelli più ricchi che sono le mete preferite, questo comporterebbe semplicemente  un aumento  ulteriore di questi flussi. E quindi, è esclusivamente una questione di tempo prima che anche gli altri paesi si trovino nella condizione in cui si trova l’Italia.

Peraltro, già in questi paesi il modello multiculturale è fallito e la presenza di un numero considerevole di migranti è un problema di difficilissima gestione. Quindi, loro, ovviamente, non ne vogliono sapere di prendersene altre decine, o centinaia di migliaia. Ma anche laddove volessero farlo, la cosa non risolverebbe il problema che può sciogliersi esclusivamente attraverso un blocco degli arrivi e una politica di autentico aiuto dei paesi di partenza che, non solo non è avvenuto, non solo non sta avvenendo, ma al contrario la Francia, in particolare, (ma non solo) ha chiuso le frontiere. Sta cercando in tutti i modi, anche se in maniera fallimentare, di tutelare i propri interessi neo coloniali nei paesi africani da cui provengono questi migranti, che erano sfruttati da Parigi, e che ora si stanno ribellando ai neo colonialisti francesi, olandesi ecc. e stanno guardando sempre più verso il Brics. Ciò non toglie che il processo di emancipazione, anche economica, di questi paesi sarà molto lungo, e se noi non poniamo, in particolare noi italiani,  un blocco, non risolviamo il problema degli arrivi illudendoci di spedirne quattro in Francia o cinque in Germania, ma impedendo l’arrivo di persone che nella stragrande maggioranza  non fuggono dalla guerra, né dalla fame, anche perché ad arrivare sulle nostre coste sono i più ricchi  tra gli africani sub sahariani, cioè i giovani maschi figli di famiglie relativamente abbienti che sono in grado di investire tre, quattro, cinquemila dollari nella speranza che, poi, dall’Europa gliene mandino trenta, quaranta o cinquantamila nell’arco di qualche anno.

Impedire l’arrivo di queste persone è indispensabile se si vuole garantire che l’Italia abbia un futuro nel lungo termine e, soprattutto, per garantire la sicurezza e la stabilità sociale nel nostro paese che, anche in virtù degli attacchi economici e geopolitici dei suoi partner europei, sta perdendo in maniera molto veloce.

 

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Info Autore
ARNALDO VITANGELI
Author: ARNALDO VITANGELI
Biografia:
Arnaldo Vitangeli, Editore de "La Finanza sul Web", è sicuramente uno dei giornalisti più preparati, e più scomodi, dell'intero panorama della informazione italiana. Molto attento ai risvolti economici e finanziari della politica italiana, è una delle voci critiche più preparate del mondo dell'informazione.
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