Pin It

 

di  Laura Vargiu

Non manca certo di originalità, né di qualità, la mostra di pittura dal titolo “Ero soltanto un bambino”, inaugurata lo scorso 30 marzo presso i locali della Tour de l’Archet a Morgex, centro valdostano lungo il percorso della Dora Baltea a una trentina di chilometri da Aosta.

Firmati dall’artista piemontese Vincenzo Lombino, i sedici dipinti di cui l’esposizione si compone sono lavori dal forte impatto emotivo che raccontano al visitatore una nota vicenda di estrema brutalità sullo sfondo di per sé drammatico del secondo conflitto mondiale: l’assassinio, tramite impiccamento, di venti bambini di origine ebraica tra i cinque e i dodici anni all’interno della cantina della scuola di Amburgo Bullenhuser Damm in una notte di aprile del 1945. Tra le piccole vittime, già cavie per esperimenti sulla tubercolosi in un campo di concentramento, anche l’italiano Sergio De Simone, classe 1937.

 

 

Vennero tutti addormentati con una iniezione di morfina e appesi infine a un gancio “come quadri alle pareti”, secondo quanto avrebbe poi affermato al processo l’anno successivo uno dei nazisti responsabili della strage. Con l’avanzata delle forze alleate, e il conseguente esito della guerra ormai segnato per la Germania hitleriana, quei bimbi rappresentavano prove troppo compromettenti perché fosse concessa anche soltanto una minima opportunità di sopravvivenza.

Alla loro infanzia negata e trucidata rende ora omaggio Lombino con la propria grande sensibilità che si traduce in questi dipinti a olio (quindici su tela, uno su legno) di straordinario e struggente significato. Attraverso delicate o accese sfumature di colore e la profondità di sguardi che spesso sembrano oltrepassare la tela urlando, silenziosi e inermi, tutto l’orrore rimasto sepolto nel seminterrato della scuola amburghese, il pittore ricrea abilmente, in bilico tra reale e surreale, scenari di morte che però sottolineano il tenace desiderio di quelle povere creature di continuare a esistere.

“ero soltanto un bambino… volevo solo giocare… voglio solo tornare a casa…” recita uno dei pannelli che accompagnano le immagini esposte; la stessa corda al collo, elemento ricorrente di molte opere, diviene parte di una macabra altalena o addirittura mezzo per trainare uno dei vagoni dei treni della deportazione.

 

 

“Qui sosta in silenzio, ma quando ti allontani non tacere” (Hier stehst du schweigend, doch wenn du dich wendest, schweige nicht) è inciso invece su una lapide commemorativa nel giardino delle rose della Bullenhuser Damm: Lombino, che ha elaborato questo progetto molto tempo addietro, lo ha fatto testimoniando con la voce forte e nitida dell’arte. Una mostra, la sua, di immenso pregio e senza dubbio meritevole di attenzione che tutti dovrebbero vedere, persino i bambini con il dovuto supporto dei genitori o comunque di un adulto, poiché coltivare la memoria di ciò che è stato è dovere ineludibile di ognuno e non possono restarne esclusi i più piccoli che rappresentano il futuro del mondo.

Sarà possibile visitare lo spazio espositivo della Tour de l’Archet (con ingresso libero) sino al prossimo 28 aprile, dal giovedì alla domenica secondo i seguenti orari: ore 10.00 – 12.00; ore 15.30 – 18.00.

Dopo l’apertura straordinaria del giorno di Pasquetta, è in programma anche quella in occasione del 25 aprile, festa della Liberazione. L’evento è stato organizzato con il patrocinio del Comune e della Pro Loco di Morgex.

 Nato nel 1971 a Susa, in provincia di Torino, Vincenzo Lombino – che si rende disponibile a portare “Ero soltanto un bambino” anche altrove dopo la prima assoluta a Morgex – vive e lavora nel capoluogo piemontese. Ha iniziato il proprio percorso artistico da autodidatta fino all’incontro, a metà degli anni Novanta, con il Maestro Davide De Agostini, del quale è stato allievo per un lustro.

Ha all’attivo pure altre esposizioni, a partire dalla personale del 2011 “Danzano i matti” presso la galleria torinese MartinArte. Per il prossimo periodo estivo è prevista una sua nuova mostra in Valle d’Aosta, sempre alla Tour de l’Archet a Morgex, con dipinti dedicati al tema della Natura.

 

Foto di © Laura Vargiu

(opere della mostra fotografate per gentile concessione da parte dell’artista Vincenzo Lombino)

 

Pin It
Info Autore
Laura Vargiu
Author: Laura Vargiu
Biografia:
Laura Vargiu è nata a Iglesias, in Sardegna, nel 1976. Laureata in Scienze Politiche, con indirizzo politico-internazionale, presso l’Università degli Studi di Cagliari, è presente con poesie e racconti in diverse raccolte antologiche nazionali. Vincitrice, per la sezione poesia singola, del Premio Letterario “La Mole” di Torino nel 2013 e del Concorso Internazionale “Invito alla poesia” di Trieste nel 2020, ha all’attivo alcune pubblicazioni di poesia e prosa. Fa parte della redazione della rivista di poesia e critica letteraria “Euterpe” (rubrica di recensioni) e della giuria di alcuni concorsi letterari. Attualmente, si divide tra la provincia di Cagliari e quella di di Pavia.
I Miei Articoli